Tratta delle donne: in Puglia la si combatte anche così
Campagna di sensibilizzazione: il numero verde antitratta dietro scatole di fiammiferi
Centinaia di scatole di fiammiferi recanti il numero verde nazionale antitratta distribuite in tutta la regione. In Puglia lo sfruttamento delle donne, a scopo sessuale o lavorativo, lo si combatte anche così. A promuovere l’iniziativa l’associazione ‘Giraffa Onlus’, con il contributo degli studenti Indipendenti dell’Università di Bari. Obiettivo del progetto, presentato questa mattina nella sede dell’associazione barese, quello di sensibilizzare sull’intero territorio regionale opinione pubblica e vittime stesse affinché si utilizzi maggiormente il numero verde antitratta (800290290), avvalendosi di tutela e benefici previsti dalla legge.
Il messaggio sarà riprodotto su centinaia di scatole di fiammiferi che gli studenti distribuiranno nei principali luoghi di aggregazione giovanile (Università, stazioni, pub, caserme, ecc.), altre saranno consegnate alle Forze dell’Ordine perché arrivino nelle mani delle giovani donne sottoposte alla tratta. “Con i fiammiferi – dice il presidente di ‘Giraffa’, Maria Pia Vigilante – intendiamo raggiungere direttamente le ragazze, il più delle volte minorenni di 15-16 anni, sfruttate ai fini sessuali o lavorativi, anche se è un messaggio rivolto a tutti. Il nostro obiettivo è stabilire un contatto efficace con le vittime della tratta facendo meglio comprendere loro le grandi possibilità offerte dal numero verde”. Saranno una sessantina gli studenti che, dopo uno specifico corso di formazione, gireranno tra le province di Bari, Taranto, Foggia, Lecce e Brindisi indossando magliette con il logo ‘Combatti la tratta’ e cercando di raggiungere più gente possibile. “Perché proprio ragazzi universitari – spiega Vigilante – ? Perché hanno volti puliti e sanno interfacciarsi con i coetanei. Inoltre, coinvolgendo loro, il messaggio è più semplice e immediatamente percettibile”.
La tratta di esseri umani (con inganno o promessa di lavoro) da Paesi poveri verso quelli più ricchi può ormai considerarsi un fenomeno di criminalità internazionale. Lo sfruttamento sessuale, con un giro complessivo di migliaia di miliardi ogni anno, è secondo solo al traffico di armi e droga. In questo mercato, vittime preferite sono le donne, che vengono vendute e acquistate come merce. Secondo stime dell’Onu, ogni anno nel mondo sono oggetto di traffico a scopo di sfruttamento sessuale circa quattro milioni di persone, il 35% delle quali minorenni. “Sono traffici a carattere transnazionale – dice il dirigente della Squadra Mobile – Questura di Bari, Luigi Liguori – che presentano sfumature molto complesse. Per essere contrastati con successo occorre cooperazione e appoggio di più Paesi, se non addirittura continenti. Non basta intervenire su un singolo caso a livello territoriale”. Il più delle volte a salvare dalla strada giovani donne sono proprio clienti (coloro i quali, si dice, “usano e aiutano”), interessandosi al caso, chiamando numeri verdi e assistenza, collaborando con le forze dell’ordine. “Il nostro è un compito delicato – afferma il comandante Ros Carabinieri Bari, Domenico Ruscigno – in quanto le operazioni repressive, che servono a mantenere basso il livello degli eccessi, spesso vanno a scontrarsi con vicende e drammi umani”.
L’associazione ‘Giraffa’ opera dal 1997 con l’obiettivo di creare un centro di ascolto per donne maltrattate, promuovere attività sociali, culturali, assistenziali, riabilitative, informative e di sostegno a vittime di violenza e adoperarsi in difesa dei diritti civili e di cittadinanza di donne e minori. Grazie a queste attività, sono state circa 500, nell’ultimo decennio, le donne strappate alla tratta. Recentemente, in seguito alla morte di due giovani donne nigeriane (una delle quali ancora senza sepoltura per mancanza di documenti di riconoscimento), l’associazione barese ha deciso di costituirsi parte civile nel processo in corso.
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