Emiliano alle donne: “Eleggetevi”

Chiara Divella

“Le donne di Bari sono quelle che tengono in piedi la città”

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Davanti alla parola “desiderio” spesso ci si ritrae, perché essa evoca una condizione di attesa, a volte delusa, oppure perché troppo audace rispetto alla realtà che ci troviamo a vivere. Eppure c’è una dimensione comunitaria, una pratica di relazione tra donne capace di restituire forza e senso ai desideri, tanto personali quanto collettivi. E’ con questo intento che è nato, da parte di molte donne della città, il desiderio di occupare lo spazio politico delle prossime elezioni amministrative, segnando con una prospettiva di genere la proposta di programma della “Sinistra per Bari”. Proposta che ieri è stata presentata presso la sala Murat, alla presenza del sindaco Michele Emiliano e dell’assessore Nicola Laforgia.

“Il problema è fare eleggere le donne, non candidarle”, ha affermato il sindaco di Bari che poi ha ricordato come “nella Giunta di centrodestra c’era una sola donna. Oggi assessorati importanti come Bilancio, Ambiente e Lavori pubblici sono in mano ad assessori donna”. Emiliano si è inoltre soffermato sull’importanza di ascoltare quelle donne più disagiate della città e di pensare con loro spazi e luoghi di benessere che le accolgano. “Le donne di Bari sono quelle che tengono in piedi la città. Specie nei contesti marginali, sono le donne che educano i bambini, lavorano, curano gli anziani e portano avanti famiglie, al posto di mariti che preferiscono essere assoldati da gruppi criminali o passare il loro tempo nei circoli della birra”.


Nicola Laforgia, capolista per “Sinistra per Bari” , ha ricordato come il Comune abbia aderito alla rete delle associazioni che promuovono il bilancio di genere, per cercare di superare le discriminazioni e le barriere che ostacolano l’inclusione delle donne nella vita politica e sociale della città. “Questo attraverso la messa in cantiere di alcune attività come il Piano dei tempi, purtroppo non terminato e che prevede una serie d’iniziative per conciliare tempi di vita e lavoro delle donne e consentire loro una maggiore partecipazione alla vita cittadina”.

L’incontro è entrato nel vivo dando voce ai desideri di alcune delle donne candidate nella lista. Rosy Paparella, insegnante e da anni impegnata in politiche di genere e diritti delle donne, ha espresso il desiderio di “superare la logica delle pari opportunità e andare verso una valorizzazione delle differenze”. “Anche sulla crisi – ha continuato Paparella – dobbiamo dare una lettura di genere, riconoscendo il diverso impatto che essa ha su uomini e donne. La crisi per le donne arriva con ritardo e va ben oltre la crisi occupazionale”. Da qui la proposta conclusiva di rendere il Bilancio di genere, prodotto dalla giunta Emiliano negli scorsi anni, “uno strumento per attivare politiche lavorative destinate alle donne e non solo per rendicontare le attività dell’ente”.

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Commenti

  • liberalamente (utente non verificato)

    Se dovessi votare per Sinistra per Bari non avrei dubbi: voterei Rosy Paparella, non perchè è donna ma perchè è una persona che da anni lotta contro le sperequazioni sociali fra cui quelle di genere.Solo una considerazione:il bilancio di genere senza il bilancio pertecipato e quindi il bilancio sociale non potrà essere compiuto.

  • ambiente (utente non verificato)

    Emiliano alle donne: :“Le donne di Bari sono quelle che tengono in piedi la città”

    e se lo dice lui….ADELE DENTICE SINDACO!!!

  • nickgabri48 (utente non verificato)

    Comunque tra ” con tutto rispetto si e affermato di quello che ne pensa dei mariti dissocupati oh di chi per essere arrivati in uno stato di chi non a avuto occhi per non vedere anche alla negazione dei diritti sulla della legge 104/92.”

  • anto82 (utente non verificato)

    @nickgabri48: ma cosa hai detto? non ho capito nulla!

  • nickgabri48 (utente non verificato)

    Chi a promesso i 30.000., posti di lavoro sa di cosa dice nickgabri48: Espone in riferimento a due licenziamenti con violazione al dlg 165/2001., e della negazione dei diritti della legge 104/92. Per dare assistenza ad un famigliare con invalidità al 100/100. con conseguenza negazione d dare assistenza in ospedale per la rottura del Femone del famigliare invalido.