Si muore sul lavoro e si commemora….

Credo che si rimanga sconvolti dalla “leggerezza” con cui viene trattata l’ulteriore tragedia che ha colpito il mondo del lavoro a Sara in Sardegna.. In quanto componente del Comitato Bicamerale per l’Indagine Conoscitiva sulla SICUREZZA e l’IGIENE del LAVORO, costuita dalle Commissioni Lavoro di Camera e Senato nel novembre 1997(07/11/1997), mi occupai con parlamentare ma forse,essendo medico, con una particolare attenzione,di questa tematica altamente umana e sociale..
Incontrammo tutti i soggetti in Italia operanti in questa delicatissima area ,con sopraluoghi sul territorio nazionale, per aggiornaci personalmente sulla situazione lavorativo-ambientale.
Nel lavoro del Comitato non sono mai emerse differenziazioni ascrivibili a posizioni ideologiche diverse o ad appartenenze politiche. Il Comitato ha lavorato di pieno accordo. Si tratta di un esempio che merita di essere evidenziato con soddisfazione e che rende giustizia al personale impegno e alle intrinseche qualità di tutti i componenti del Comitato.
L’unica vera conclusione da trarre è che non è accettabile che il lavoro produca effetti così disastrosi prima di tutto sul fattore umano (che è poi il patrimonio più alto di una società) ma poi anche sul terreno economico, quello che è stato definito,nell’incontro internazionale all’Aia, come il «costo della non prevenzione».
Intanto, però, si è andato profilando un crescente interesse della Comunità europea sui problemi della sicurezza e della prevenzione.
Anzitutto, va lamentato un consistente ritardo,specie nel Sud, nella creazione dei Dipartimenti di prevenzione e laddove sono stati appena approcciati,ovviamente,non brillano per funzionalità.
Ci sono moltissime situazioni in cui l’organo di vigilanza non può svolgere i suoi compiti in modo adeguato, per carenza di personale, di strumenti e di mezzi.
Ciò risulta, del resto, evidente anche dal fatto che tranne in pochissimi casi, questi organi di vigilanza si programmano le visite su input esterno:o di privati o di organizzazioni dei lavoratori o addirittura della magistratura.
L’assenza di un coordinamento è fortissima. D’altronde, là dove vi sono stati Prefetti o altri organi dello stato che hanno compreso la delicatezza del problema e si sono fatti promotori di forme svariate di coordinamento i conflitti sono scomparsi ed i risultati sono stati proficui.
Nella fase conclusiva dei lavori del Comitato è stata evidenziata soprattutto la urgenza di un testo unico che raccolga non solo la parte generale ma anche i principi, le norme quadro valide per tutti. Ciò potrà consentire di disporre di qualcosa dinamico, facilmente comprensibile ed eliminare la complessità di un sistema cresciuto in modo alluvionale .Mi chiedo con angoscia quali saranno le misure prese o da prendere con l’ennesimo inganno per i lavoratori perpetuato con l’ultima nata: "Misure in tema di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e delega al Governo per il riassetto e la riforma della normativa in materia"-Gazzetta Ufficiale n. 185 del 10 agosto 2007.
*Coordinatore regionale di “IO SUD ADRIANA POLI-BORTONE”
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