Punta Perotti…ancora lei

La Redazione

Giovanni Giua replica a Patrizia Calefato

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Città Plurale torna su Punta Perotti mescolando, come la sinistra sta facendo da anni, la vicenda amministrativa con il giudizio sull’edificato. Mentre sulla qualità di quanto poi demolito ognuno ha il diritto di pensarla come crede, in quanto alla vicenda amministrativa è indispensabile “guardare solo alle carte”.
La sentenza della Corte europea dei Diritti dell’Uomo (Cedu) ricapitola ottimamente la vicenda. Pubblicata il 20 gennaio del 2009 non è più opponibile perché sono scaduti i termini utili e quindi passa in giudicato.
Con tale sentenza (35 chiarissime pagine) viene confermato il giudizio della Corte di Cassazione italiana che assolse i costruttori di Punta Perotti per aver commesso un errore “inevitabile e scusabile” nell’interpretare le disposizioni di legge regionali, essendo queste oscure e mal formulate. Viene aggiunto che nell’epoca in cui si svolsero i fatti le leggi in materia di confisca in Italia non erano chiare e quindi non permettevano di prevedere una simile sanzione. Essa viene pertanto giudicata illegittima.
Quindi sono tre i colpevoli del malfatto. Non i costruttori e professionisti ma lo Stato (leggi di confisca non chiare), la Regione Puglia (disposizioni oscure e mal formulate) e il Comune di Bari (permesso di costruire rilasciato illegittimamente). Sembra allora logico ipotizzare che il danno debba essere coperto in solido dalle tre amministrazioni. In quali proporzioni è tutto da vedere.
La Cedu dichiarando illegittima la confisca impone la corresponsione a ciascuna delle tre società ricorrenti (Sud fondi, Iema e Mabar) di 40.000 euro (30.000 per rimborso spese legali e 10.000 per danni morali). Lascia invece aperta la valutazione dei danni materiali dando sei mesi allo Stato italiano per chiudere una transazione con i danneggiati. Altrimenti deciderà essa stessa. Lo Stato (transando o attendendo la valutazione della Corte) dovrà pagare un ristoro pari al valore confiscato. Non solo, quindi, quello dell’area (ai sensi del Prg edificabile) ma anche quello di quanto su quell’area insisteva e cioè della struttura edificata. La demolizione diviene allora illegittima, intempestiva e assai imprudente poiché all’epoca erano ancora in itinere procedure giudiziarie. Avventata, quindi, l’affermazione di Emiliano “Bari non dovrà pagare nulla”.
Con legge n° 34 del 25.02.2008 è stata modificata e integrata la legge n° 11 del 04.02.2005 (Norme generali …… sulle procedure di esecuzione degli obblighi comunitari.). Fra l’altro è stato inserito l’art. 16 bis che recita “Lo Stato ha altresì diritto di rivalersi sulle regioni …………… gli enti territoriali, ……………. i quali si siano resi responsabili di violazioni delle disposizioni della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo …. degli oneri finanziari sostenuti per dare esecuzione alle sentenze di condanna rese dalla Corte ….” Il Comune di Bari, colpevole, è perciò interessatissimo a giungere ad una transazione.
Considerazioni finali.
Il fatto (a giudizio di Corte di Cassazione e Corte europea) è avvenuto per “errore inevitabile e scusabile”. Questo rende del tutto inconsistente e fuorviante l’uso, da parte di Città Plurale, della espressione “mani sulla città” e strumentale il riferimento alla attuale campagna elettorale.
In quanto a Punta Perotti essa è ancora area edificabile e il Comune di Bari non aveva il diritto di modificarne l’uso senza una preventiva variante di Prg. Uso improprio di danaro pubblico? Corte dei Conti?

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Commenti

  • therussian (utente non verificato)

    avvocato Giua, fa’ caldo!! stringa, faccia un sunto, risparmi il fiato e le forze che non ce la facciamo a leggere …tutte le cavolate che le hanno ordinato di scrivere i muratori di Bari nella vana speranza di riuscire a convincere qualcuno a rivotarli. ma rivotare per questi maneggioni significa volere male alla città. E questo i baresi non lo vogliono. EMILIANO, VAI ANVANTI!!!!!!

  • nickgabri48 (utente non verificato)

    Sig. therussian, la ringrazio dell’attenzione del suo 7^commento. Ma i commenti esposti sono chiari per le parti inadempienti. Comunque le posso dare delle indicazioni in quanto si tratta di atti pubblico e accessibile. Digiti Albo pretorio Comne di Bari Determina dirigenziale – POS Assunzioni e cessazioni – Prot. gen. nr. 04874/2008. del 10/07/2008.

  • alfonsoderuggieri (utente non verificato)

    Quindi Berlusconi sbagliò quando disse in tv che bisognava abbattere? Anzi disse addirittura che non si spiegava come mai quei palazzi non fossero ancora abbatuti! Cavolo….Berlsconi sbaglia anche lui? Possibile?

  • scapetta (utente non verificato)

    I difensori dell’ìemiliano, poveretti, non hanno capito niente o non vogliono capire.
    Quando l’emiliano, tra poco, non ci sarà più, cominceremo a piangere per i danni che ha fatto alla città. E non solo Punta Perotti)

  • therussian (utente non verificato)

    Fortunata, un appello: come possiamo aiutare nickgabri48? leggo i suoi sconclusionati messaggi da quando sono approdato su barilive e il più delle volte non capisco una mazza di quello che scrive. riesci tu a capire di che cavolo si tratta?

  • aziendabari (utente non verificato)

    Su questa vicenda è stata detta una parola definitiva dall’alta corte europea e la sentenza è passata in giudicato e quindi è inappellabile.
    Non si tratta di discutere se i palazzi fossero belli o brutti (per me erano bruttissimi)ma se fossero leciti.
    La giustizia ha parlato.

  • nickgabri48 (utente non verificato)

    Io mi auguro che qualcuno vada a verificare le Carte e chiedere al sig. M. E. come si è arrivati ad emettere due licenziamenti illeciti con la quale si sono resi inadempienti alla Costituzione dei diritti della dignità della persona, preso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Socialidi Bari.

  • rosaliab (utente non verificato)

    a tutti coloro che hanno applaudito .. è tempo di mettere le mani in tasca: ogni applauso ad ogni cadere di pietra di 1000 euro il nostro portafoglio arretra

  • shrek (utente non verificato)

    Dott. Giua. La Cedu ha detto che i costruttori COMMISERO UN ERRORE, seppur scusabile in forza di leggi regionali OSCURE E MAL FORMULATE. In base a questo appare UN ERRORE aver concesso quelle edificabilità (senza concessioni edilizie non ci sarebbero state abbattimenti). Ora a rifondere sarà chiamato lo Stato (non il Comune nè la Regione, che la Cedu non menziona). Sarà poi la Corte dei Conti chiamata a presentare il conto a chi aveva all’epoca la responsabilità itituzionali di uegli atti.

  • santini57 (utente non verificato)

    allora facciamo pagare a Fitto che era presidente della regione e DCA che era sindaco e che ha dato il benestare.

  • shrek (utente non verificato)

    @aziendabari Il Comune aveva la titolarità dei suoli, e come tali dovevano tornare nella disponibilità dello stesso. Altre elucubrazioni su quello che poteva essere fatto restano “pensieri in libertà”, mentre su quello che è stato fatto restano le sentenze della Giustizia Italiana (che entra nel merito dei fatti) e la Cedu (che entra nel merito delle azioni risarcitorie). La Giustizia ha parlato, in entrambi i casi, in maniera forte e chiara. E il Comune non è chiamato in causa dalla Cedu.