Niente confronto: le ragioni del Pdl
E l’ex sindaco ritorna su Punta Perotti: “Potevamo aspettare”
“Diciamo no al confronto, convocheremo una conferenza stampa a parte”. Dopo le numerose possibilità di incontro avute in questi mesi da diverse associazioni, testate giornalistiche e altri soggetti garanti della democrazia, il candidato sindaco del Pdl Simeone Di Cagno Abbrescia e il candidato presidente della provincia di Bari Francesco Schittulli provano a chiarire i perché di una scelta che comunque priva i cittadini di una sfaccettatura importante del carattere dei candidati tutti, anche di chi il confronto lo ha chiesto più volte. “I baresi hanno bisogno di una campagna elettorale tranquilla, non dello scontro – sottolinea Simeone Di Cagno Abbrescia – e io non ho fatto attacchi, lui (non nomina mai nel suo discorso Michele Emiliano ndr) ne sferra di continui sul piano del patrimonio, della famiglia e personale. Io poi non vorrei che in un confronto accadesse quel che si vede in tv, perché quando i politici si parlano addosso la gente cambia canale. Io credo che non ci sia bisogno di muscoli ma di civile pacatezza”.
Termini per far cambiare idea al candidato sindaco e al suo staff non ce ne sono, e sulla stessa linea è Francesco Schittulli, che però precisa: “Il confronto è sinonimo di reciproca civile verifica, ma non posso accettare la rissa, che è l’unico ambito nel quale si sta muovendo il presidente uscente. I ripetuti insulti, da bar dello sport, gratuiti re dissennati, e le iniziative estemporanee da patetico anziano goliarda, quale lo spiare a distanza una mia manifestazione, tutto sono fuorché sintomi della condivisione di confronto civile.Colluttare con un personaggio che i suoi stessi alleati disistimano tanto da disertare un appuntamento decisivo come l’approvazione del bilancio, mi sembra fuori posto per me e certamente offensivo per i cittadini della Provincia di Bari”.
Ma il piano di scontro a distanza resta comunque: a pensarci è il vicecoordinatore del Pdl pugliese Antonio Distaso, che punta dritto dritto sul Michele Emliano: “E’ politicamente solo e disperato e tenta di smarcarsi dai suoi stessi alleati che sono un fallimento del centrosinistra a livello nazionale. A nulla serve poi dichiararsi come l’erede di Pinuccio Tatarella e poi se nel 2004 è riuscito a pescare nel nostro elettorato questo è dovuto al nostro ritardo nel presentare la candidatura”. “Michele Emiliano poi – continua Di Staso – ha cominciato questa campagna elettorale scrivendo a Simeone e chiamandolo ‘fratello’; oggi invece lo accusa di prendere i voti dalla malavita. E ancora: è onesto da parte di Emiliano dire che non si sarebbe ricandidato se non fosse stata chiusa l’inchiesta penale sul centro direzionale del San Paolo e poi invece oggi si ricandida, magari in coppia con uno degli indagati in quella inchiesta, che si candida al Parlamento europeo?”
Simeone Di Cagno Abbrescia poi ritorna punzecchiato dai giornalisti su un’azione di Michele Emiliano che però il sindaco uscente non sta utilizzando ancora per la campagna elettorale: “Sull’abbattimento dfi Punta Perotti bisognava attendere l’ultimo passaggio giuridico cioè la sentenza della Corte Europea dei diritti dell’Uomo relativa alla confisca dei terreni. Il Lodo Urbani prevedeva la demolizione dei palazzi, ma se non l’avesse fatta il Comune avrebbe potuto farla la regione o direttamente lo Stato attraverso il genio civile, e i baresi avrebbero risparmiato 2 milioni e mezzo di euro. Ora è certo che qualcuno dovrà pagare i Matarrese”. Sono 40 mila gli euro che lo Stato italiano dovrà versare alle società proprietarie dei suoli, lo ricorda anche Simeone, che però ribadisce: “Sui manufatti si poteva ancora discutere e aspettare”.
Commenti
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Tutte sciocchezze. Hanno solo paura del confronto. Di Cagno Abbrescia, in particolare, che non sa mettere insieme due parole sensate, ne uscirebbe a pezzi.
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chi non ha peccato scagli la prima pietra…
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Quando sento parlare di Destra taluni esponenti del PDL mi vien la pelle d’oca.In me sorge un dubbio :se loro son di destra io chi sono stato e soprattutto chi sono! Entrarono da ospiti per ripulirsi dopo i fatti di Tangentopoli ed ora si son impossessati della casa, mandando in esilio la DESTRA. Presto o tardi questa destra sarà la protagonista della tangentopoli del futuro,anzi forse lo è di già!!CONDOGLIANZE
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Quella fu la piazza dei GRANDI, Giorgio ALMIRANTE, Araldo DICROLLALANZA,e Gianfranco FINI prima maniera.Ricordo come fosse oggi i comizi dei rappresentanti del MSI-DN in quella Piazza, in Piazza Prefettura e Piazza Fiume.In quei tempi la politica e i suoi rappresentanti erano espressione di valori,oggi solo di POLTRONE.
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Dio mio come siete patetici e bugiardi. Ma credete veramente che con queste scuse demenziali i baresi se le bevono? Ma credete veramente che i baresi hanno l’anello al naso? Dite pittosto che avete paura del confronto libero, democratico e trasparente per il semplice motivo che avete paura che vi vengano rinfacciati tutti i vostri fallimenti politici del passato e del presente e anche qualche scheletro che avete nell’armadio.
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E le illazioni contro associazioni e movimenti civici non schierati politicamente con il PDL li condividono i candidati e lo staff del centro destra? Per vostra fortuna molti organi di stampa sono asserviti,altrimenti la gente saprebbe anche delle argomentazioni e dei toni usati da taluni “oratori” del PDL.
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Perchè partire prevenuti? Perchè rifiutare il confronto che, come afferma Schittulli, è e deve essere sinonimo di reciproca e civile verifica? Non penso che sarebbero volati insulti tra le parti, sarebbe stato insensato e controproducente in campagna elettorale e con tutti gli occhi puntati dai media e dai Baresi.
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Il fallimento del cdx da queste parti è la politica messa in atto da questo Governo,asservita alle scelte imposte dalla Lega e che tanto stanno facendo”masticare amaro”addirittura l’MPA di Lombardo.Non il ministro-servo Fitto,che sta facendo sicuramente carriera lontano dalla sua terra. L’ultima trovata ora è una bella centrale nucleare a Ostuni proprio accanto al Costa Merlata.A SDCA su Punta Perotti si potrebbe rispondere che si sarebbe potuto non concedere nel 94 la concessione edilizia…no?
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“Sui manufatti si poteva ancora discutere e aspettare”.
Ma se fu lui, Simeone, a firmare la delibera comunale per la procedura di abbattimento..in seguito alla legge Berlusconi!!!
Certo che ne hanno faccia tosta per dire le bugie..!!
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a parte le schermaglie “politiche”
poco comprensibili per chi non e’ addentro alle cronache baresi,
rimane poco chiaro e definito il “quadro” delle spese e dei paventati
risarcimenti,anzi del tutto assente.Inoltre cosa vuol dire paga il Comune,piuttosto che la Regione,o lo Stato?In ogni caso e’ il contribuente italiano che finira’ col pagare il conto






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