Tpp, ecco un tempo imperfetto in atto secondo
Il teatro Forma prende il posto dell’Abeliano
Licia Maglietta, Gabriele Lavia, Franco Ferrante, Claudio Morganti, Umberto Orsini, Adriana Asti diretta da Bob Wilson, Peter Brook, Valter Malosti, Ippolito Chiarello, Cinque Èloize, Lina Sastri, Luca De Filippo, Giuliana Musso, Filippo Timi, Enzo Vetrano e Stefano Randisi i protagonisti del secondo atto di un Tempo Imperfetto scandito dall’alternarsi di testi classici e nuove drammaturgie.
Diciannove titoli compongono il cartellone della Stagione 2009 – 2010 del Teatro Piccinni di Bari promossa dall’Assessorato alle Culture del Comune, in
collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese, per confermare la consueta varietà artistica e l’irrinunciabile compiutezza progettuale delle precedenti edizioni. Una programmazione vincente che, a dispetto della preoccupante flessione nazionale dei consumi culturali, ha fatto comunque registrare nel 2008-09 un aumento degli spettatori di circa 1.000 presenze. Stagione al via l’8 ottobre 2009 (all’Auditorium La Vallisa) con Licia Maglietta protagonista di Manca solo la domenica, una metafora sul rapporto uomo-donna che segna il ritorno a teatro dell’attrice e regista napoletana.
Di lì prende forma un percorso articolato che si dipana lungo quattro spazi teatrali complementari. Oltre ai consueti Piccinni, Auditorium La Vallisa, Teatro Kismet, anche il neo costituito Teatro Forma di via Fanelli, circa 300 posti ed un ampio palcoscenico che ospiterà, a partire da febbraio, tre degli
appuntamenti in cartellone: in primis la pièce di Davide Enia I Capitoli dell’Infanzia, poi la risoluta Giuliana Musso che in Tanti Saluti affronta il
tema della morte, il più grande tabù della società contemporanea. Chiude la trilogia del Piccinni al Teatro Forma una storia del Sud, uno spettacoloconcerto
della compagnia pugliese La luna nel Letto, regia diMichelangelo Campanale che con I Mammasantissima in Ammerika chiude il 17 aprile 2010 la Stagione di Prosa.
Ai grandi interpreti della scena nazionale si affiancano due colossi della drammaturgia internazionale del calibro di Bob Wilson e Peter Brook. In Giorni felici,interpretato da Adriana Asti, Wilson esplora un soggetto melanconico, intriso di umorismo, scritto da Samuel Beckett tra il 1960 ed il 1961 che nell’opera prende il normale “dramma di conversazione” per svuotarlo da tutte le sue componenti significative, fino a renderlo pallido specchio della misera condizione umana, raccontando l’assurda vicenda di Winnie una donna interrata a metà in grado di comunicare unicamente con le braccia, le mani, il viso, le parole e i suoi occhi pieni di espressività.
Ancora una grande opera internazionale, in esclusiva sulla scena del Teatro Piccinni, con Love is My Sin, diretto da Peter Brook che ricostruisce una drammaturgia shakespeariana semplice ma di grande forza, interpretata dagli eccelsi Bruce Myers e Natasha Parry.
Dal Québec arriva Rain, quinta creazione della compagnia di teatro acrobatico Cirque Éloize eseguita circa 500 volte in tutto il mondo, al Piccinni in assoluta regionale, e che rappresenta il secondo momento de “La Trilogia del Cielo”. In Rain il mondo dell’acrobatismo e la poesia del circo incontrano un universo etereo e nostalgico.
Due le prime nazionali: a gennaio (dall’8 al 10) Valter Malosti con Molière/La scuola delle mogli e a febbraio, invece, I giganti della Montagna l’opera tratta dal dramma incompiuto di Luigi Pirandello che rappresenta una visione profetica dell’attuale condizione del mondo del teatro. In I giganti della Montagna, regia di Enzo Vetrano e Stefano Randisi, i Giganti sono i protagonisti invisibili del testo: rappresentano il potere nella sua materialità, possiedono i mezzi di produzione e li utilizzano per
realizzare opere immani, e al tempo stesso esercitano un controllo invisibile attraverso la manipolazione delle coscienze. I "Giganti" sono gli uomini, con le loro disillusioni, il cinismo e la crudeltà che la contemporaneità impone e alla quale è difficile sottrarsi.
Rilevante l’impronta shakespeariana lasciata nel Cartellone della Stagione che prevede, oltre ai sonetti di Love in My Sin di Brook, altre cinque grandi produzioni riconducibili al Bardo: Molto rumore per nulla di Gabriele Lavia; Otello di Arturo Cirillo; La tempesta di Andrea De Rosa; Il mercante di Venezia di Massimo Civica vincitore del prestigiosissimo Premio Ubu 2009 per la miglior regia, ed infine, la pièce di Filippo Timi tratta dall’Amleto Il popolo non ha il pane? Tre capolavori: Una lettura del Woyzeck di Buchner interpretato da Claudio Morganti, l’adattamento teatrale di Santha Rama Rau dell’omonimo romanzo di Forster Passaggio in India, ed infine, la grande opera di Eduardo De Filippo, interpretato dal figlio Luca e Lina Sastri, Filumena Marturano.
Dopo il successo riscosso dal debutto della scorsa Stagione ritorna I Reduci, un produzione locale scritta a sei mani da Carlo Bruni, Michele Bia e Michele Santeramo, con un cast di talenti (Nunzia Antonino, Ippolito Chiarello, Christian Di Domenico, Franco Ferrante e Michele Sinisi) a servizio di una rappresentazione di impianto classico. Ed è griffato Michele Bia anche lo spettacolo Zona Paradiso, una produzione Teatroscalo, interpretata da Franco Ferrante.
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