Punta Perotti : una questione di bile

“Ma a me Matarrese non fa paura! Qualcuno della sua famiglia mi fa anche simpatia, ma la loro genia non mi procura in generale forti emozioni”
Caro Direttore (della GDM, n.d.r.),
generalmente non mi occupo di questioni personali e rancori o risentimenti, ma l’articolo pubblicato dall’ing Michele Matarrese, pur iscrivendosi a pieno titolo in questa categoria, mi interroga e merita alcune risposte. Solo alcune e solo per ribadire la mia assoluta convinzione di aver agito con la demolizione di Punta Perotti a tutela della legalità, dell’interesse della città , del decoro e della dignità di ciascun cittadino barese.
Decoro e dignità offese da chi pretendeva, pur in presenza di una confisca e di un ordine di demolizione, di tenere il lungomare occupato da un simbolo del suo personale e familiare potere, la prevalenza di un interesse privato su un bene comune. La cifra politica, culturale e sociale, quindi, che ha dominato la città fino al giugno 2004 e che ora si candida a rioccupare tutti gli spazi di democrazia. Non a caso con le solite facce!
Io rifarei ogni singola cosa di quelle compiute per arrivare alla demolizione di Punta Perotti. Lo rifarei, oggi, con ancora più convinzione dopo la sentenza della Corte di Giustizia Europea che esplicitamente ha affermato la assoluta legittimità e proporzionalità della sanzione della demolizione rispetto alla illegittimità della lottizzazione, concessa in un lungo iter che ha coinvolto le precedenti amministrazioni, ma non quella del sindaco Emiliano. Non è difficile tradurre dal francese in cui è scritta la sentenza della Corte Europea questi concetti e ce la può fare anche chi non appartenga al collegio legale di Matarrese.
Collegio legale che non ha precisato alla Corte di giustizia che era pendente in Italia un giudizio per risarcimento del danno sostanzialmente identico a quello proposto innanzi alla Corte Europea. Precisazione che avrebbe comportato la irricevibilità del ricorso, come si legge nella stessa sentenza allorché afferma di non potersi più esprimersi su tale questione pregiudiziale non essendo stata indicata dai ricorrenti nè eccepita tempestivamente dalla difesa dello Stato Italiano. La non qualità di parte del Comune nel giudizio innanzi alla Corte, ha impedito alla nostra avvocatura di colmare queste lacune. Insomma anche quella sentenza è frutto di omissione e di silenzi.
Tuttavia quella sentenza della Corte, ha di fatto escluso la responsabilità dell’amministrazione comunale perchè ha fondato sulla normativa e sulla sua interpretazione e quindi su attività di competenza dello Stato e non già del Comune, il danno lamentato dai costruttori. Non a caso ha invitato lo Stato a risarcirlo trovando una soluzione transattivi.
E se il danno deriva dalla legge, vuol dire che non può derivare dai comportamenti dovuti adottati per rispettarla.
Non se la prenda quindi, il caro Matarrese, se ribadisco, e ribadirò fino alla fine dei miei giorni, che la demolizione di Punta Perotti è stato un atto che ha eliminato il sopruso. Un “sopruso” che la giunta Di Cagno Abbrescia non ha avuto il coraggio di eliminare per non essere sgridata dal capostipite, come adesso si pretende di fare con me.
Ma a me Matarrese non fa paura! Qualcuno della sua famiglia mi fa anche simpatia, ma la loro genia non mi procura in generale forti emozioni.
Se sono stati contenti di farsi prendere in giro dalla precedente amministrazione, per tanti anni, ed ora sono disponibili a farsi ancora prendere in giro, con l’illusione di una qualche soluzione per Punta Perotti nonostante che lo Stato abbia lasciato trascorrere inutilmente il termine assegnato dalla Corte Europea per la transazione, continuino pure a trastullarsi come hanno fatto con la vecchia amministrazione per oltre tre anni dopo la sentenza della Cassazione. Contenti loro!
Per me si tratta di cittadini come gli altri, con la sola particolarità di un fratello candidato che, ove eletto, costituirebbe un caso di conflitto d’interessi specifico su Punta Perotti, rivendicata proprio dal candidato di famiglia come l’onta da lavare con la sua scesa in campo.
Ringrazio, quindi, l’ingegnere Matarrese per aver chiarito alla città qual è il sentimento dei Matarrese nei confronti di essa ed il senso della candidatura del “Tonino dei baresi“. Un sentimento di rivincita verso chi si è permesso di buttare giù il simbolo di un potere arrogante. Un simbolo, che a loro giudizio, evidentemente, doveva restare lì, a dispetto di tutte le sentenze, compresa quella della corte europea, a dimostrare che la legge non è uguale per tutti. Certo, brucia a qualcuno che quel tempo questa città l’abbia cacciato via e non voglia tornare indietro, al rito del bussare dietro alle porte con il cappello in mano e la schiena piegata. Ma tant’è!
Per il resto, invece, devo davvero ringraziare il capostipite Matarrese per la stima che mostra di nutrire verso il Sindaco Emiliano e me. Lo ringrazio per aver individuato nel mio ruolo di assessore a fianco del Sindaco le ragioni della mia nomina alla Camera. Si tratta evidentemente di una valutazione del segretario regionale sull’operato politico ed amministrativo di un assessore, null’altro e tuttavia una rarità di questi tempi. Per molte altre nomine, invece, nell’intero paese ci si interroga ancora sulla recondita ragione senza riuscire facilmente ad individuarla ed il rebus assume spesso aspetti inquietanti nell’area del centro destra. Per gratitudine quindi, vorrei ricambiare con un consiglio.
Provi a guardare avanti e soprattutto lasci guardare avanti la sua impresa; non compia gli errori dei giocatori inesperti a cui, spesso, il danno maggiore deriva più che dalla sconfitta dal volersi rifare ad ogni costo.
Ed ecco la lettera di Michele Matarrese, comparsa sulla GDM del 19 maggio*
Vedo che l’avv. on.le Cinzia Capano non perde occasione per dire la sua sulla vicenda di Punta Perotti. Questa volta interviene nel contesto dell’articolo della Gazzetta del Mezzogiorno del 14 scorso sul possibile conflitto di interesse dell’on. Antonio Matarrese, capolista per «Puglia prima di tutto» al Comune di Bari. E tira in ballo la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Fa intendere di meravigliarsi del perché i costruttori di Punta Perotti ritardino a ritirare le cause intentate nei confronti del Comune di Bari, «nonostante la Corte abbia esplicitamente affermato l’illegittimità della confisca, ma non dell’abbattimento, escludendo di fatto responsabilità dell’amministrazione comunale».
Mi domando se l’avv. Capano attinga le sue certezze da una sua profonda preparazione ed esperienza in diritto comunitario, oltre che da una sua ottima conoscenza del francese, lingua in cui è stata scritta la sentenza della Corte Europea del 20 gennaio scorso. Se così fosse dovrei ritenere che la preparazione e le conoscenze dell’avvocato-onorevole sono superiori a quelle degli avvocati prof. Andrea Giardina del Foro di Roma e dell’avv. Pasquale Medina di Bari, legali che hanno assistito gli «assolti e confiscati» davanti alla Corte Europea.
Personalmente non sono né un esperto del diritto né conoscitore della lingua francese da sentirmi sicuro nella traduzione ed interpretazione di tutti i termini usati dai giudici di Strasburgo. Ma, scottato dalle mille ingiustizie subite ed ora fiducioso di esserne sia pure in parte ripagato, ho voluto approfondire il contenuto della sentenza della Corte Europea e, grazie anche ai lumi fornitimi dai miei legali, credo di poter contraddire l’illustre avv. Capano, particolarmente nella sua dichiarazione circa la liceità della demolizione.
Al paragrafo 137 della sentenza, infatti, la Corte fa osservare che nel caso di Punta Perotti è stato violato non solo «il principio di legalità dei reati» ma anche quello di «legalità delle pene». Il che fa escludere che la Corte abbia mai affermato che sarebbe lecita, ai sensi della Convenzione sui diritti dell’uomo, la demolizione degli edifici.
L’avv. Capano, poi, farebbe bene a tener presente che la Corte Europea ha anche ritenuto «paradossale» (ce qui est paradoxal) che il Comune di Bari, responsabile secondo i giudici italiani di avere concesso permessi illegittimi, sia divenuto propietario dei beni confiscati.
A questo punto mi viene da pensare che l’avv. Capano, tutte le volte che è intervenuta a fomentare contro gli edifici di Punta Perotti, sino a vederne ed a festeggiare l’abbattimento, e poi a prendere le difese dell’ufficio del dott. Emiliano, piuttosto che da convincimenti fondati sul diritto è stata mossa da sentimenti di profonda gratitudine verso chi (Emiliano), da sindaco, l’ha chiamata al suo fianco come assessore al Contenzioso e poi, da segretario regionale del PD, l’ha inserita nell’elenco dei «nominati» per Montecitorio.
L’avv. on.le Capano, anziché avventurarsi in gratuite elucubrazioni ideologiche, farebbe bene una volta tanto ad ammettere che avevamo ragione noi costruttori a gridare allo scandalo dell’arbitraria confisca dei beni, all’abbattimento dei fabbricati ed a riconoscere che quello che la sua amministrazione ha voluto, per fini elettoralistici, chiamare «Parco della legalità», dopo la sentenza della Corte Europea, risulta il prodotto di una grave illegalità commessa dalla stessa pubblica amministrazione, di cui l’avv. Cinzia Capano ha fatto parte integrante.
*di Michele Matarrese , PRESIDENTE DELLA SALVATORE MATARRESE SPA
Commenti
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Senta Matarrese, Lei può dire ciò che vuole e peraltro la questione è intricata dal punto di vista del diritto. Ma il problema è un altro ed è politico: Antonio Matarrese, capolista della Puglia prima di tutto che Puglia vuole? Una Puglia deturpata dagli ecomostri? Antonio Matarrese, a prescindere dai suoi interessi, preferisce il lungomare così com è o voleva l’ecomostro? E non gli duole il cuore sapendo che il suo ecomostro era famoso nel mondo?
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X shrek: sai leggere a modo tuo.
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@scapetta Chi perde un occasione per stare zitto sei tu. La sentenza di Strasburgo parla di un “errore” da parte dei costruttori, seppur inevitabile in forza di leggi regionali “oscure e mal formulate”. All’epoca, peraltro, “le leggi in materia di confisca in Italia non erano chiare e quindi non permettevano di prevedere l’eventuale sanzione”. Mi chiedo quale sia l’atto dovuto di cui parla SDCA se anche Strasburgo parla di leggi “oscure”. Come vedi so leggere…io 🙂
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alla base c’e’ una questione etica,oltre che estetica.
Una volta che questa edificazione di Punta Perotti “risultava” inaccettabile
e quindi da demolire,bisognava porsi il
problema etico di evitare il massimo danno nei confronti del singolo.
Dovevano essere chiamati TUTTI i Cittadini baresi(in quanto elettori di quell’amministrazione che aveva rilasciato le Licenze di Costruzione),
per es. con una QUOTA UNA TANTUM,a risarcire i Costruttori.Quindi,si’ demolire,ma risarcire. -
l’on Capano ha risposto in maniera leale e precisa a rancorose accuse prive di ogni supporto giuridico. appare fin troppo evidente lo scopo dei Matarrese: rappropriarsi della città e riprendersi, con l’appoggio di un candidato fantoccio, una serie di rivincite a discapito dell’intera comunità. i baresi onesti e perbene non glielo permetteranno, ne stiano certi!
gentile Cinzia,ci dica, ma quello simpatico è Tato, il noto secchione le cui gesta culturali sono il top su youtube? -
I Matarresse cercano di sviare l’attenzione dalla questione vera che è politica. Questa gente si candida a governare il nostro territorio ma in passato lo hanno deturpato. Il fatto che avessero le carte a posto è irrilevente, di fatto la nostra bella città era diventata famosa nel mondo per quella bruttura. Questa è la verità. Metterli al governo è come mettero un pedofilo a fare il maestro d’asilo.
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X sherek: Perdi sempre l’occasione per stare zitto.
La giustizia italiana, (se così vogliamo chiamarla) legittimò la confisca ma non si pronunciò sull’abbatimento, basta leggere le carte.
La Capano, diventata deputata per grazia ricevuta, pregasse che berlusconi stia al governo per 5 anni, così guadagnerà un bel po di soldi. -
Che di ripristino della legalità parli chi sa di abbindolare quanti non hanno la minima cognizione giuridica,è singolare.E’ sintomatica la malafede (oltre che l’ignoranza) di tanti sapientoni che non hanno la benchè minima idea di cosa ci aspetta.Complimenti vivissimi all’on. Capano,al sindaco Emiliano e a tutti quelli che parlano buttando fiato nell’aria.
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Prendiamo atto che la Capano rifarebbe gli stessi errori che ha fatto con grave danno verso i cittadini e contro giustizia.
Saranno gli elettori che cambieranno Sindaco per non fare un’altra volta lo stesso madornale errore. -
Legalità e giustizia non sempre coincidono. Le leggi razziali erano leggi ma non erano giustizia. Non so se l’abbattimento di Punta Perotti sia o meno legale, trovo singolare la legalità fatta scudo da chi e sodale con un presidente del Consiglio che si cuce addosso le leggi. Abbattere i palazzi e liberare punta Perotti è stato un atto di giustizia. Quando vengo da Bari entro sempre dal Lungomare proprio per godermi il panorama, (bisognarebbe abbattere anche qualche altra cosa …)
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Il livore dell’On. Capano è davvero fuori luogo. La lettera dell’ing. Matarrese è giuridcamente corretta ed equilibrata. I costruttori sono stati assolti ovunque, esenti da ogni responsabilità. Tutte le Corti hanno affermato che se c’è stato un errore è stato commesso dagli amministratori e non dai costruttori. La CEDU ha stigmatizzato il comportamento del Comune, che pur essendo causa del problema ha mantenuto la proprietà sui beni.
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@sniper1956 Non cadere nel tranello di chi parla di “abbattimento illegittimo”. L’abbattimento è stato possibile in forza di un pronunciamento della Giustizia Italiana in base alle leggi vigenti. Diverso è il discorso del risarcimento del danno, nel quale eventualmente sarà lo Stato a dover intervenire quale organo legislatore. Una via di mezzo? Arrivati a quel punto sarebbe stato a tutto vantaggio dei Matarrese, non ti pare?
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Un “bravò” (con accento francese) alla Capano: I Matarrese si facessero anche risarcire dallo Stato, e poi la Corte dei Conti chiedesse il conto alla Amministrazione Di Cagno Abbrescia e a tutti coloro che concessero nel 94 quelle concessioni edilizie e permisero quello scempio. Atti dovuti? Ma p’ffavor…
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leggendo la prima e la seconda parte dell’articolo mi viene spontaneo chiedere:
uno dice che la CdG europea ha detto che era illegittimo abbattere…l’altro afferma il contrario.
Ma esiste la verità?
Cosa ha sentenziato la CdG europea?
E poi mi chiedo: ma tra abbattere e manetenere i palazzi non c’era una via di mezzo?ad es. rivedere l’altezza o la forma degli stessi? -
XAlfo.: bè che PuntaPerotti fosse un scempio oltre che illegale penso sia chiaro a tutti…perfino a Berlusconi, che ha pensato di costruire nella sua villa in Sardegna un vulcano artificiale con tanto di terremoto iniziale e lava artificiale. Il problema invece è, la prossima giunta andrà a definire i terreni che saranno dati all’impresa Matarrese per quello scempio…è lecito che Matarrese vada a definire con se stesso quale sia il giusto indenizzo?
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E poi Matarrese dovrebbe ricordare le parole di Berlusconi, il quale, a Bari in occasione della fiera, rilascio in un intervista asserendo che che quell’ecomostro era un’indecenza, e che non si spiegava perchè non fosse stato ancora abbattuto…
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@scapetta La tua risposta non ha bisogno di ulteriori commenti. Faccio solo notare che non a caso ho usato le virgolette: non sono parole mie ma della sentenza di Strasburgo. Saluti… e buona lettura 🙂






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