Scuola, primaria: sono 62 gli esuberi
Paura tra i precari alla ricerca di una supplenza annuale
Ciò che non ci si augurava si è verificato. La notizia è che, nella provincia di Bari, sono sessantadue i docenti della scuola primaria senza una sede. Subito dopo la pubblicazione dei trasferimenti del personale docente della scuola primaria, i sindacati hanno preso atto che non tutti i maestri hanno trovato collocazione per il prossimo anno scolastico. Si è venuta così a determinare una quota di esubero che desta già molte preoccupazioni per gli effetti a cascata che potrà avere sul precariato.
“Questa situazione – dichiara Francesco Basile, neo segretario Cisl scuola di Bari, – ci riporta indietro di venti anni, a quando, cioè, esistevano le DOA (Dotazioni Organiche Aggiuntive ) e le DOP (Dotazioni Organiche Provinciali)”. All’epoca, in un momento di grave decremento demografico, furono istituiti gli elenchi di docenti di ruolo senza una sede definitiva, ma collocati, di anno in anno, negli istituti che ne avessero avuto bisogno. “Oggi – continua Basile – si ripristina un sistema di grave precarietà, che porterà il personale docente nuovamente in un baratro di disagio fatto di mezze riforme e tante contraddizioni”.
In pratica, sessantadue docenti immessi nei ruoli tornano ad attendere supplenze annuali. Ciò, come ovvio, fa sì che più di cento precari vedano svanire le piccole speranze di lavoro annuali. Si dovranno pertanto accontentare di qualche incarico frammentato qua e là per la provincia.
“Dopo anni di precariato, di supplenze annuali, di sacrifici, centinaia di persone vedono negato il diritto ad un posto stabile in grado di mettere a frutto le proprie competenze – continua Basile. Un grave attacco anche nei confronti dei molti precari che oggi vedono sfumare anche la possibilità di una supplenza annuale”.
Tra i precari già si parla di mobilitazione. La Cisl Scuola ha chiesto un incontro urgente con la dirigenza dell’Ufficio scolastico provinciale per focalizzare tutte le possibili soluzioni. La speranza è che si possano riassorbire i perdenti posto con la mobilità verso la secondaria. In quest’ultimo settore, però, si prevedono tagli consistenti. Nella sola provincia di Bari, infatti, si dovrà fare a meno di mille unità di personale.
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