Omosessualità, non è una malattia
Incontro all’Abusuan nella giornata internazionale contro l’omofobia
Incontro all’Abusuan nella giornata internazionale contro l’omofobia
Sono 19 anni che l’omosessualità non è più considerata una malattia mentale. Da quando, il 17 maggio 1990, l’OMS, Organizzazione mondiale della sanità, l’ha esclusa dalla lista delle patologie psichiatriche. Nonostante ciò ci si confronta ancora con l’omofobia, un senso di ansia, disgusto, avversione e paura nei confronti di gay e lesbiche. Un sentimento diffuso in base all’incidenza di credenze religiose integraliste, grado di scolarizzazione, maschilismo e atteggiamento dei media. Se ne è parlato ieri al centro interculturale “Abusuan” con l’onorevole Pd Paola Concia, Pietro Petruzzelli, candidato al Consiglio Comunale, Dario Belluccio, avvocato esperto in diritto dei migranti, Tina Abbondanza, psichiatra e attivista per la tutela delle donne, e Enrico Fusco, presidente del Comitato Arcigay “Liberi di Essere”.
Presente all’incontro anche l’Assessore Comunale alle Politiche Sociali Nicola Laforgia. Ricordare le vittime della discriminazione è importante, secondo Enrico Fusco, per un Paese come l’Italia, dove, lamenta l’Unione Europea, c’è una profonda mancanza di dati su omofobia e violenze contro gli omosessuali. Frutto di un approccio a compartimenti stagno, che non tiene conto del filo conduttore intercorrente tra la discriminazione di donne, migranti e omosessuali. In Europa, fa presente Paola Concia, razzismo e omofobia sono trattate nella stessa maniera dal momento che si prende atto dell’ancestrale paura del diverso cercando di proporre politiche adeguate. Come la “città inclusiva” dell’urbanista e sociologa Jane Jakobs. “In Italia”, osserva, “al netto no al razzismo non corrisponde un analogo atteggiamento contro l’omofobia”. Le differenze possono diventare auto ghettizzanti secondo la psichiatra Tina Abbondanza. L’appartenenza a un gruppo può infatti sancire in via automatica una diversità, meccanismo fatto proprio dalla lotta di classe contro la negazione dei diritti. In un mutato panorama sociale, con differenze sempre più appiattite, il conflitto si sposta in senso laterale, cioè contro donne, immigrati e omosessuali. Risolutiva una “Cittadella dei diritti”, per la tutela di diversità e debolezza. Altrettanto importante l’influenza dell’educazione secondo l’avvocato Dario Belluccio. Per non creare meccanismi sociali che sfuggono alla consapevolezza.
Commenti
-
nessuna prevenzione contro i gay!
siamo uguali xchè si nasce e si muore alla stessa maniera.
quello che è indecente e fastidioso, sono le manifestazioni affettive spinte sia per etero che per gay.
Ognuno è libero di essere come è, ma senza ostentare.
Perchè poi potrebbe essere che i diversi sono gli etero.






Affitti a Bari, quasi 500 euro al mese per 80 metri quadrati: pesa il 28% del reddito