Società multietnica e sviluppo
Per il 2007 i contributi previdenziali degli immigrati ammontano a 7 miliardi di Euro
Diciamocelo, manca nel dibattito sulla politica dell’immigrazione l’aspetto economico. Anzi non c’è né dibattito né luoghi dove parlare di numeri e di effetti economici dell’immigrazione. Si preferisce ridurre il fenomeno dell’immigrazione a controllo e sicurezza. Continuare a produrre solo affermazioni all’insegna del pregiudizio e dell’ostilità può fruttare in termini di voti ma ci preclude un futuro di sviluppo economico. Mancano i dati numerici ed economici sullo stato e sugli effetti dell’immigrazione ma manca soprattutto la voglia di conoscerli.
Non è necessario essere raffinati economisti per comprendere come sia suicida una politica tutta rivolta alla repressione.
Basterebbe una semplice occhiata alle iscrizioni di nuove imprese alla Camera di Commercio di Milano per valutare l’impatto economico degli immigrati che fanno impresa o una semplice visita alle aziende soprattutto del nord per valutare a vista la quantità di immigrati che per fortuna delle imprese e nostra ci lavorano. Basterebbe valutare in termini di contributi pagati dagli immigrati e di servizi ottenuti quanto sia favorevole per i nostri servizi sociali e per le nostre pensioni il ruolo degli immigrati.
Basterebbe guardare alle politiche degli altri paesi per valutare il ruolo di risorsa che viene dato all’immigrazione nei paesi avanzati. Solo in paesi arretrati economicamente si può attuare una politica come quella italiana.
Possiamo solo sperare che secondo una moda ormai consolidata questi provvedimenti siano solo di facciata. Servano solo a procurare adesioni a questo rigurgito di razzismo. A questo inesistente dibattito sono escluse le voci delle imprese, le voci della parte economicamente più attiva della popolazione. Ci sono solo i proclami truculenti.
Chi fa politica non dovrebbe produrre proclami o rifugiarsi in quel limbo indefinito che chiamano provocazione.
Non è vero che non siamo una società multietnica e se disgraziatamente si realizzasse una Italia senza immigrati vorrà dire che siamo destinati ad essere un paese al di fuori di possibilità di sviluppo. I vantaggi economici dei paesi ospitanti l’immigrazione sono ormai patrimonio culturale acquisito e tutti i paesi evoluti hanno politica imperniata su questa consolidata constatazione . Anche tralasciando l’aspetto meramente economico i dati numerici sull’immigrazione sono tali che rendono sproporzionati e assurdi i provvedimenti del governo.
Se riduciamo l’immigrazione ad un problema di polizia o come si dice di sicurezza, bisognerebbe dare più risorse alla sicurezza istituzionale. Esattamente l’opposto dei provvedimenti di questo governo che ha sottratto risorse alle forze dell’ordine, soffocando la loro operatività con provvedimenti di nessuna valenza pratica ma che distraggono risorse professionali al vero problema della sicurezza. Diamo solo alcuni dati banali. Gli immigrati espulsi fino all’ottobre del 2008 sono stati in tutto 6.500. Gli irregolari almeno dalle autodenunce dell’ultimo decreto flussi: almeno 740 mila.
In Lombardia la grande maggioranza degli immigrati (due su tre), oggi in regola, sono stati irregolari. Da questi semplici dati e dalla assoluta ignoranza del rapporto costo benefici che porta alla nostra società la presenza di immigrati si evince la natura retorica dei provvedimenti. Ancora qualche numero. L’apporto lavorativo degli immigrati nel 2006 è stato di oltre 122 Miliardi, pari al 9,2 per cento del PIL nazionale. Per il 2007 i contributi previdenziali degli immigrati ammontano a 7 miliardi di Euro. Per IRPEF, IVA, Imposte su lavoro autonomo sono altri 3 Miliardi di Euro.
Come abbiamo già detto prima, il bilancio tra imposizione contributiva e servizi è favorevole per lo stato Italiano. Se avremo le pensioni per i nostri figli lo dovremo agli immigrati. Questo rapporto tra costi e benefici meriterebbe un osservatorio che monitorizzi l’evoluzione del fenomeno . Ma parlare di dati concreti porrebbe seri limiti alla campagna demonizzante sull’immigrazione e si preferisce sprecare risorse per fare la faccia feroce che tanto sembra piacere ai nostri conterranei piuttosto che analizzare con lucidità e consapevolezza politica il fenomeno .
Commenti
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Concordo in pieno, meno male che ho scelto di fare un pezzo fantasy che ne avevo scritto uno simile.
Ok Mariano, cerca di farcela!!!
pinodeluca






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