Internet e la rivoluzione del “dolce stil web”
Un dizionarietto divertente di neologismi della ‘rete’
“Cm 6 dimagrita! L’ho notato perchè ti hanno taggato su Fb”. “E’ inutile ke mi kiami, chattiamo dopo cena su msn”. “Sai, su Fb mi sono iscritta al gruppo ‘Quelli del liceo scientifico Scacchi’…quante risate!”. “Sul mio blog ho messo le foto dell’estate scorsa e i video della promozione del Bari”. Si potrebbero riempire intere enciclopedie, o forse non basterebbe tutta la carta che produce la Fabriano, se si dovessero riportare tutte le parole che navigano nel nuovo – e ormai neanche tanto – oceano del web. Allora il giornalista Rai Pino Bruno ha deciso di raccogliere i termini utilizzati in rete, quelli che pian piano potrebbero non essere più segnati con la penna rossa nei compiti in classe. E lo fa creando e catalogando dalla A alla Z tutti i neologismi della rivoluzione digitale, ormai regime imperante. “I dizionari sono i libri più prodigiosi del mondo”, diceva Di Vittorio, e subito Bruno ne ha colto l’essenza. “Dolce stil web. Le parole al tempo di Internet” (Sperling&Kupfer, 2009, pagg. 224, € 16,00) è un dizionarietto che spiega le parole che raccontano il mondo, che confuta luoghi comuni del web (“come il mondo virtuale”, o “in tempo reale”, etc.), e lo fa con linguaggio chiaro, curioso, divertito.
“Ormai non si può più vivere senza internet”, ha spiegato l’autore alla presentazione del suo libro uscito in libreria il 7 aprile scorso. Con Gianrico Carofiglio – magistrato, scrittore e senatore del Pd – che ha curato la prefazione del volume, hanno creato un siparietto nello spazio della Laterza dove da intere stagioni si tengono incontri con gli autori di romanzi e saggistica. Più volte i riferimenti sono andati, ironici e pungenti, alla bella diciottenne Noemi e al suo ‘papi’, che pur non c’entrando con l’argomento, trovano sempre di che far divertire.
Bruno ha diviso il volume in aree tematiche, facendo intervenire di volta in volta vari comunicatori, dal cantante, al regista, al giornalista, all’esperto, al tecnico: Roberto Alajmo, Francesco Balena, Ennio Capasa, Paola Caridi, Bjorn Larsson, Paolo Longo, Enrico Menduni, Michele Mirabella, Vincenzo Mollica, Raffaele Nigro, Gigi Riva, Nabil Ben Salameh, Edoardo Winspeare.
“Ho voluto colmare un vuoto oggettivo nelle librerie – ha spiegato – tutti parlano di web, tutti ci navigano, ma nessuno ne conosce esattamente i termini, né conosce le ‘istruzioni’ per il corretto uso della rete”. Bruno ha sviscerato ogni parola, ogni punto, ogni espressione digitale. Per arrivare a comprendere che i criminali pirati informatici non si chiamano hacker bensì cracker o black hat (gli hacker, invece, sono i pirati che agiscono per fini etici), o che wikipedia significa enciclopedia ‘wiki’, cioè veloce, svelto, rapido, di facile aggregazione. Di facile socializzazione e più trendy, soprattutto negli Usa, è ora Twitter (= cinguettio), un social network che ti permette di scrivere in modo snello, di inviare sms, e che nel nostro Paese è stato bloccato. “C’era gente che così si ricaricava i cellulari”. I soliti italiani. Persino Rania di Giordania ha raccontato le emozioni del marito all’arrivo del Papa in tempo ‘reale’ ai suoi amici di Twitter. O ancora c’è Skype, che ti permette di chiamare, video-chiamare in tutto il mondo con i tuoi amici.
Solo una cosa, ha ammesso Carofiglio, non gli è piaciuta del libro. Il titolo. “Non rende giustizia all’utilità e al cxontenuto dell’opera”, ha chiarito scherzosamente. “Ma sono scelte editoriali”, si è difeso Bruno. Poi, al volgere della conclusione, una domanda, anzi, un racconto di un ospite della libreria. “All’università il mio docente di Matematica mi diceva sempre ‘svelto, svelto’. Quando diedi l’esame, presi coraggio e gli chiesi: ma perchè dice sempre così? E lui: perchè chi è svelto nell’unità di tempo vive di più”.
Commenti
-
Ma la Rai regionale ha suo sito web? parla di giornalismo web uno che fa televisione. Solo a Bari ci sono tante, tante, ma proprio tante persone che lavorano in questo campo e che potrebbero dire qualcosa.
Il direttore di questa Testata sarebbe un esempio..






Affitti a Bari, quasi 500 euro al mese per 80 metri quadrati: pesa il 28% del reddito