Un “Garilli” tutto biancorosso

Christian Montanaro

Antonio Conte portato in trionfo

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Una trasferta che non sembra una trasferta. In 5.000 al “Garilli” per festeggiare al meglio la recentissima matematica promozione. Esodo di massa del tifo biancorosso. Il doveroso tributo a una squadra che ha finalmente regalato gioie, dopo anni di attesa e agonie. Rolando Maran, l’ex che non aveva lasciato un buon segno, ha trovato il modo anni dopo di farsi apprezzare dal popolo biancorosso, battendo il Livorno e permettendo così la promozione dei galletti.

Il Bari è in serie A con diverse giornate di anticipo, ma anche contro il Piacenza, a risultato ampiamente conseguito, lo scenario è lo stesso.
Due minuti ed è già goal. A firmarlo è Corrado Colombo, nuovamente titolare esattamente dalla gara d’andata contro gli emiliani, ed ex di turno, siglando il tap-in vincente sulla corta respinta di Cassano sul precedente tiro di Barreto, ben imbeccato da Parisi.

 Antonio Conte decide di concedere la vetrina a chi sinora ha giocato meno. Spazio dunque a Santoni in porta, a Galasso sulla corsia destra di centrocampo e a Mark Edusei in cabina di regia. Eccezion fatta per il brasiliano Barreto (alle prese con una classifica cannonieri da vincere), in panchina tanti big di una squadra che sinora ha speso molte energie.
Oscurato dalla presenza di un “mostro sacro” come Jean Francois Gillet, Nicola Santoni fa vedere al 10’ come tuttavia la sua condizione sia più che accettabile. Efficace la respinta sulla rasoiata dalla distanza di Moscardelli, è addirittura provvidenziale una frazione di secondo dopo sulla conclusione a colpo sicuro di Aspas.
Meno bene, ma fortunato, in seguito,  sul sinistro a giro di Guzman.

Con Antonio Conte in panca bisogna attaccare sempre e comunque. Tuttavia diversi sono gli stimoli mentali tra le due formazioni e così, poco alla volta, la squadra di Pioli, inevitabilmente più motivata, inizia a prendere metri, guadagnando al 14’ il penalty con Graffiedi.
L’ingenuo Bianco lo perde sulla corsia di competenza, la caduta in area è eccessiva, ma frutto dell’esperienza. Pinzani decreta comunque il rigore, che lo stesso attaccante realizza, spiazzando Santoni, per l’1-1 emiliano.
Il Piacenza preme nel finale, sfiorando il raddoppio con lo stesso Graffiedi prima e con Aspas in chiusura.

Nella ripresa il Bari prova a metterci più dinamismo. Lo si vede dai primi minuti di gioco, che sono tutti targati Barreto e company. Il brasiliano prova a trovare la via del goal in tutte le maniere, senza però riuscirci, fino ad essere sostituito al 13’. Ancora una volta non la prende bene la seconda punta biancorossa, sostituito da Bonomi, con lo spostamento in avanti di Parisi. Qualche minuto prima l’ingresso di Caputo per Corrado Colombo da un lato e dell’ex Mirko Eramo dall’altro.
Ferraro per Guzman il cambio di Pioli per dare maggiore incisività al suo attacco. La rete del vantaggio porta però la firma di Aspas, ancora lui, con una conclusione strepitosa dal centrodestra che si insacca sotto la traversa, infilandosi alle spalle dell’incolpevole Santoni.

La gioia avversaria, però, dura poco perchè Parisi, ancora lui, vede bene sull’altro versante Gianluca Galasso, che realizza un gran goal, raccogliendo di destro in area, per poi concludere di sinistro nel sette. Lui che doveva uscire per far posto a Kutuzov un minuto prima. Strano scherzo del destino.
Al 36’ entra anche l’altro ex Volpato in campo. Kutuzov per Galasso, la risposta di Conte.
Finisce così, con un pareggio che sta bene a entrambe le formazioni, e con Antonio Conte, il “salvatore”,  portato in trionfo dalla squadra diligentemente andata a festeggiare sotto la curva dei propri estasiati tifosi.

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