Prezzi, Sole 24 Ore: a Bari si può risparmiare

Antonio Scotti

Napoli la città più conveniente, Rimini la più cara

0 commenta

Il consumatore barese non si può lamentare. Questo in sintesi ciò che emerge da una ricerca condotta dal Sole 24 Ore sulla base della rilevazione dei prezzi minimi condotta dall’Osservatorio del ministero per lo Sviluppo economico. A detenere la maglia nera per l’esosità dei prodotti è Rimini. Napoli, invece, il centro più conveniente.  Ovviamente i dati devono tener conto del tessuto economico e produttivo dei vari contesti sociali. Ragion per cui è assai intuibile che in una zona ad alta percentuale di occupazione, come la Romagna, corrisponda un alto livello dei prezzi dei principali beni al consumo sulla base del maggiore potere d’acquisto del consumatore. 

A Bari per l’acquisto di beni di prima necessità legati al cibo ciascuna persona spende, in media, una cifra compresa tra i 3100 e i 3500 euro l’anno. Mentre, a Rimini, riempire un carrello di spesa con i principali 20 prodotti alimentari costa 4127 euro, 1100 in più rispetto a Napoli. Si tratta, è bene chiarirlo, di un calcolo che prende in considerazione solo alimenti essenziali tra cui latte, pane, olio e caffè. Sempre secondo la testata giornalistica milanese, Bari è una città dove un’ accurata ricerca dei prodotti in offerta consente al consumatore di risparmiare molto di più di quanto potrebbe fare in altri centri urbani.

Quindi, a fronte di una tenuta dei prezzi costante e diffusiva nei vari supermercati, nel capoluogo pugliese una mirata caccia all’affare consente, in teoria, di risparmiare oltre mille euro l’anno.  E comunque il nord in generale a confermarsi l’area più costosa del Paese, anche se dall’indagine si scopre che non è solo il sud la patria della convenienza. Infatti città come Firenze, Grosseto e Gorizia dimostrano di avere una dinamica dei prezzi più sostenibile rispetto ad altri centri del settentrione come Milano e Torino. L’Emilia Romagna detiene il record delle città più care, con circa sei capoluoghi di provincia nelle prime 15 posizioni. Sui dati è giunto il commento del presidente del Codacons, Carlo Rienzi: “Quella dei prezzi al dettaglio è una vera e propria giungla che danneggia i consumatori italiani", ha affermato, "il dato davvero preoccupante non è tanto la diversità dei listini a seconda delle zone d’Italia ma la maggiore spesa cui le famiglie italiane sono state costrette a causa dei rincari in ogni settore registrati dall’introduzione dell’euro ad oggi".

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!