Oggi si festeggia un fantasma

Nichi Vendola*

Necessario ricollocarlo al centro di tutto

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Oggi si festeggia un fantasma. Quella degli ultimi decenni è la storia di un occultamento e di una rimozione, di un progressivo, inesorabile, slittamento del lavoro dal ruolo centrale che gli assegnava la Costituzione repubblicana a postazioni sempre più periferiche, sino a finire nelle brume di una estrema banlieu, pudicamente celato alla vista. Disincarnato, ridotto a variabile duttile nelle stime dei tecnocrati o nei conti di manager grandi e piccoli, il lavoro è stato amputato della sua realtà concreta. Nella penombra di quella periferia sociale, si è consumata e quotidianamente si consuma una strage ignorata, tollerata, e oramai persino incentivata. Mentre il proscenio discuteva di veline e si azzuffava su particolari, parlava sempre e comunque d’altro, in quelle tenebre ha avuto libero corso l’imposizione di salari che erano da crisi anche quando la crisi non c’era, si è affermato un nuovo mercato del lavoro modellato sulle vecchissime forme del caporalato, fondato sul ricatto del precariato permanente e della disoccupazione endemica, sulla sottrazione di ogni potere contrattuale dei lavoratori, avvertito ormai come insopportabile pastoia che intralcia la logica sovrana del profitto.
Grazie a quella stessa “invisibilità” del lavoro, oggi, si studiano e allestiscono strategie feroci, che mirano a far pagare per intero i costi della crisi proprio a chi della crisi è vittima principale, i lavoratori dipendenti in cassa integrazione o peggio, i precari a spasso, l’esercito di giovani colti e preparati del sud costretti a una nuova migrazione di massa. Quella degli ultimi decenni è la vicenda di un beffardo slittamento semantico, che ha celato sotto le voci “modernità” e modernizzazione” un gigantesco ritorno al passato, passando per lo smantellamento di tutti i diritti conquistati dai lavoratori nel corso di due secoli di conflitto sociale, che ha ripristinato e restituito legittimità a vere e proprie forme di schiavismo. Chi può davvero credere che la scomparsa della rappresentanza politica del mondo del lavoro dal Parlamento italiano proprio al termine di questo immenso processo storico sia casuale, frutto di mera coincidenza?
C’è un solo modo, allora, di festeggiare questo primo maggio: farne la stazione di partenza per imboccare un tragitto inverso. Iniziare, da oggi, da subito, qui e ora, da questa campagna elettorale, a restituire realtà, concretezza e visibilità al lavoro. Imporre la sua centralità da subito, a partire dalle strategie per fronteggiare la crisi, sapendo che dalla crisi stessa non si potrà uscire senza restituire carne e sangue a quel fantasma, senza richiamare al centro della scena sociale, politica e persino culturale quel che da troppo tempo ne è rimosso. Questa crisi è frutto della stessa politica, delle stesse politiche, delle stesse logiche che hanno per trent’anni umiliato e assediato il lavoro e i lavoratori. Non si può sperare di risolverla con gli stessi strumenti che l’hanno determinata.
Abbiamo scelto di superare una volta per tutte l’antica e disastrosa separazione tra la difesa dei diritti sociali e di quelli civili. Dobbiamo sapere che i diritti dei lavoratori sono oggi al centro di questo scontro, e se non riusciremo a ripristinarli, a imporne un nuovo rispetto, il prezzo sarà pagato da tutti. Anche da chi, oggi, si batte per difendere il diritto alla propria sessualità, alle proprie scelte, alla libertà del proprio corpo.
Abbiamo scelto di chiamarci Sinistra e Libertà. Dobbiamo ricordare, a noi e a tutte e a tutti, che senza affrancamento dal bisogno, dal ricatto del precariato, dall’assenza di diritti sul lavoro, la parola Libertà è solo un simulacro.

*Presidente della Giunta Regionale Pugliese. Sinistra e Libertà

(thanks to http://www.nichivendola.it/it/srv/homepage/si-festeggia-un-fantasma.html )

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Commenti

  • therussian (utente non verificato)

    Nichi, tutto giusto, tutto vero, tutto condivisibie. ma nella pratica? nella vita reale tu come Presidente della Regione hai fatto tante cose positive, ma non hai creato lavoro: un concorso regionale che ancora non decolla (190.000 domande x 80 posti), una casta di intoccabili (dirigenti strapagati, missionari e portaborse, esterni assunti senza concorso), discriminazioni tra i dipendenti, nessuna meritocrazia… non danno più fiducia.

  • procivitate (utente non verificato)

    Indubbia la capacità del Presidente On.le Vendola nel farsi interprete di un disagio sociale assai vecchio e noto.Condivido pienamente quanto espresso da therussian, atteso che in questi 4 anni la Regione Puglia non si è ben distinta per concretezza .

  • michele78 (utente non verificato)

    Cosa e cambiato dal Governo Fitto al Governo Vendola?
    Il Cognome.
    Che fine a fatto il tanto sbandierato piano Sanitario?

    Le belle promesse elettorali su trasparenza e lavoro li ha demandati a Tedesco?

    Vendola “fatt accattà da c’ non “D”
    “CANOSC”!!! Se questo e il NUOVO VIVA FITTO.

  • briscola (utente non verificato)

    E’ vero, caro Nichi, “lo smantellamento sistematico dei diritti sociali conquistati nel corso degli ultimi due secoli dai lavoratori” che questa dx becera ed affaristica ha messo in atto da una quindicina di anni. Ma tu, gli altri della sx o pseudo tale, Bertinotti che è andato a coprire la 3^ carica dello stato, senza averne ancora titoli secondo me, che cosa avete fatto oltre che regalare l’Italia al nanetto berlusconi su di un piatto d’argento? Spero tanto in una risposta.

  • scapetta (utente non verificato)

    Come al solito l’orecchino predica bene, ma razzola male.
    La Puglia è la regione con l’addizionale più alta d’Italia grazie a lui.
    Ha fatto la legge dei 5 milioni di euro per aiutare le famiglie con 4 figli in poi,(una falsa legge solo per aiutare gli extracomunitari).
    La sanità con un buco grande quanto la bocca del vesuvio.
    E non finisce quì, ha ancora un anno di vita e ne farà di guai.

  • solosole (utente non verificato)

    In quest’uomo che molti avevano riposto la loro fiducia, che lo indicavano come un ledear carismatico, si è dimostrato un disastro,un incantatore di serpenti,parla,parla,parla molto bene,ma razzola,male,molto, moltissimo male.A me caro Vendola non mi fregi più e credo neanche il popolo di sinistra che il tuo movimento contribuisce a cannibalizzare e dividere ulteriormente