Il paradosso del poliziotto: Gianrico il Senatore torna in Laterza

Lorenzo Vendemiale
0 2 commenti

Una serata tra amici, come Alessandro Laterza definisce il ritorno di Gianrico Carofiglio in libreria Laterza. A sei mesi di distanza dalla dilettevole uscita di Una notte a Bari, un altro ‘incontro speciale’ col ‘plurimedagliato’ scrittore barese.
‘Per festeggiare una casa editrice piccola giovane, ma già stimabile nel catalogo, la Nottetempo. E per festeggiare un vino, un nostro vino, lo Chardonnay Nottetempo: certo, non solo per banali affinità d’omonimia, ma perché in quel di Cellino San Marco, l’Azienda Rizzello concepisce uno dei migliori prodotti di Puglia. E ne siamo fieri!’. E poi, ovvio, per presentare l’ultimo nato in casa Carofiglio, ‘Il paradosso del poliziotto’.
Alessandro Laterza introduce così ad un incontro dalle suggestioni molteplici ed ovattate.
Il parterre è il solito della Bari ‘da bere’ e dei ritrovi di sfilata culturale. La gente accoglie numerosa in memoria semestrale della verve godibilmente teatrale dell’autore, e in attesa dei lauti banchetti del post-serata.
Il ricevimento va che non è di gran gala, né stenta né entusiasma. Carofiglio non si dedica e cimenta in performance impegnative. La cronistoria di genesi esperienziale e progressiva dell’opera occupa buona parte dei pensieri e dell’intervento dell’autore: ‘L’idea originaria era pubblicare la trascrizione di una lezione sulla tecnica dell’ interrogatorio appartenente alla mia vita precedente, quella da magistrato; con l’obiettivo d’insegnare – parola d’esagerazione -, comunicare nozioni specialistiche agli addetti ai lavori. Cominciai con le migliori intenzioni; e mi resi conto che sarebbe stato un lavoro insostenibilmente annoiato, e noioso! Mentre mi arrovellavo sul da farsi, son comparsi due personaggi, un poliziotto anziano e ‘scafatissimo’, e giovane magistrato, poi scrittore, un po’ sciocco, che tanto mi ricorda il sottoscritto!’. La storia, breve, nasce e si conclude così: i due parlano in apparenza ed in sostanza d’inquisizione, e la conversazione dilaga verso orizzonti più vasti con continui rovesciamenti di ruolo.
Tra dialettica platonica, maieutica socratica, ed indagine sciasciana, un ambizioso divertissiment sull’etica e l’ontologia della verità. Che preannuncia svolte editoriali d’alta mira: ‘Perché no, potrebbe essere l’inizio di una serie di piccoli dialoghi sulle più elevate questioni morali. Magari qualcuno storcerà il naso – e la consapevolezza è già merito… -, ma ognuno, in fondo, è libero di fare ciò che vuole!’.
Il resto sono aneddoti, boutade e dibattito di cronaca attuale, con costante allusione ai travagli investigativi dello stupro della Caffarella. Un paio di letture appena accennate – che l’opera propriamente una ‘fatica’ non è, quaranta pagine agilmente esauribili in mezz’ora – con tono declamatorio forse eccessivamente greve e sospirato, concludono l’incontro; che ha strappato sorrisi, ma non risi plaudenti.
Un passo per le scale, e si stappano bottiglie in serie del buon Nottetempo. La serata tra formaggi e tarallini si ravviva nel suo momento più brioso. Sorseggiando un bianco, di delicata intensità, come si sorseggia Carofiglio: degustazione di godibile e disimpegnata leggerezza.

avatar

Commenti

  • Tusitala (utente non verificato)

    Beh! tra il magistrato e lo scrittore non ho alcun dubbio preferisco il magistrato di ottimo livello allo scrittore (di una certa abilità) che deriva sempre di più verso contesti di piageria e autopiageria. Forse è questo il sintomo di una politica e di un PD (?) sempre meno autorevole in grado di contaminare al negativo anche un uomo del calibro di Carofiglio.

  • bodhran (utente non verificato)

    Non sono d’accordo Tusitala; ho letto anche quel libro su Bari e poichè mi sono riconosciuto sotto molti aspetti nelle sensazioni e nei momenti di quel tempo, credo invece che più che piageria, per la prima volta, qualcuno sia riuscito a parlare, raccontandosi, di quella generazione ma anche, di Bari così come è stata vissuta e come è cambiata….il PD e il magistrato lasciali perdere, non c’entrano:-)