Albinoleffe – Bari 1-4

Una vittoria non priva di difficoltà che proietta gli uomini di Conte ad un passo dalla A.
Schiacciasassi, cinico, concreto. Perfetto, in una sola parola. L’aggettivo va ovviamente associato a questo Bari di Antonio Conte, specchio fedele di un’organizzazione perfetta e di una mentalità vincente che mai negli ultimi anni si era vista da queste parti.
Il 25 aprile è data storica, e lo è anche, in proporzione, per la società biancorossa. Anche l’ultimo tabù rappresentato dall’Albinoleffe, l’unica compagine in grado di battere in questi due anni l’undici di Conte (1-0 nello scorso torneo, 1-2 nel girone di andata), è caduto. Troppo forti questi ragazzi, dal capitano Gillet al funambolo Barreto, autore di una doppietta e di 20 gol che in B con la maglia biancorossa aveva messo a segno solo Edy Bivi.
Eppure, per quanto il 4-1 del campo possa lasciare poco spazio alle interpretazioni, l’Albinoleffe di Armando Madonna è sembrata la squadra capace di mettere alquanto in difficoltà questo Bari capolista e schiacciasassi, sopratutto all’inizio della ripresa. Ma si è trattato solo di una parentesi, perchè poi i biancorossi sono tornati a premere sull’accelleratore e hanno raccolto la terza vittoria consecutiva dopo lo stop contro il Parma inanellando anche la decima vittoria esterna in un torneo che difficilmente verrà dimenticato.
LA CRONACA – Non cambiano gli attori protagonisti degli ultimi successi. Ranocchia e Stellini agiscono da centrali difensivi, mentre Kamata è ancora una volta preferito a Lanzafame nel ruolo di esterno destro di centrocampo. Partono bene i biancorossi, che dopo i primi 10 minuti di studio affondano dalla destra proprio con kaamta, la cui conclusione a giro dal limite dell’area lambisce il palo difeso da Coser.
È solo l’antipasto di un pranzo che sarà ricco e succulento. Passano i minuti e Barreto decide di rendere speciale il pomeriggio suo e degli oltre 1500 tifosi giunti a Bergamo. Il merito della rete che sbolcca il vantaggio è da attribuire anche in gran parte al generale Kutuzov, abile a recuperare palle nella propria area di rigore e a servire il brasiliano nel più classico dei contropiedi. Il resto lo fa Barreto, che batte il portiere con un destro chirurgico sul palo più lontano.
1-0 e Bari che prova a raddoppiare con Kutuzov (conclusione alta sulla traversa), ma i padroni di casa sono sornioni e ben messi in campo. Non passa tantissimo, infatti, che i metri guadagnati ai danni del centrocampo barese si tramutano nel gol del pareggio, carambolesco, eppure valido.
Carobbio, il sogno nemmeno tanto nascosto di Conte batte una punizione che si infrange sulla barriera, ma il tiro successivo del centrocampista va a incocciare su un compagno e serve involontariamente Cellini, completamente solo e troppo vicino alla linea di porta per non approfittarne.
Ma il Bari non vuole lasciare spazio a nessun dubbio. Pista, arriva la capolista sembrano pensare gli uomini di Conte, che nemmeno un giro di lancetta più tardi ristabiliscono le distanze ancora con il furetto Barreto, che sfrutta un preciso assist di Kamata e da posizione angolata batte Coser dopo averlo saltato.
La partita è bella e vivace. La prima frazione si conclude con il Bari in vantaggio (pochi altri sussulti prima della fine del tempo, ad eccezione di un tiro di Carobbio a lato sulla destra di Gillet), mentre la ripresa vede il Bari in campo con Bianco al posto di Barreto e un nuovo assetto tattico, in cui Guberti e Kamata fanno da supporto a Kutuzov.
Sarà la foga degli avversari, sarà la difficoltà ovvia di assimilare il nuovo schema, ma gli ospiti annaspano e non poco. Carobbio prima e Cisse poi (strepitoso Gillet nella circostanza dopo la deviazione fortuita di Ranocchia) vanno vicinissimi al pari senza riuscirvi.
Conte toglie Donda e inserisce De Vezze, al rientro dopo l’infortunio della partita contro il Parma, ed il Bari comunque riesce a resistere, per poi ripartire in contropiede. Guberti ingrana la quinta e diventa imprendibile. Prima sforna un assist che Kutuzov dovrebbe solo spingere in rete ma sbaglia a tu per tu con Coser, poi guadagna il rigore trasformato da Parisi (terzo gol in campionato per l’ex messinese), conclude a rete chimando il portiere lombardo al miracolo, ed infine chiude il match con un’azione personale che termina con il gol del 4-1. Semplicemente stratosferico.
Non succede più nulla, e mentre scorrono gli ultimi minuti di gioco (Valeri non concede nemmeno un minuto di recupero al novantesimo), l’attenzione va dritta a Livorno dove i locali hanno ulteriormente dato una mano ai baresi perdendo in casa contro il pericolante Modena.
13 punti di vantaggio adesso, quando mancano solo 5 partite al termine.
La serie A è vicina, e potrebbe arrivare direttamente lunedì sera. Basterà vincere contro l’Empoli (mancherà Parisi, che, diffidato, è stato ammonito) nel posticipo della trenottesima giornata, perchè mancherebbero troppi pochi punti (12) in palio sino al termine del torneo.
E sarà festa. Una festa che Bari aspetta e merita da oltre 8 anni.
Commenti
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Grazie Conte,grazie Perinetti, grazie alla societa’, grazie a tutti i giocatori. Ora vogliamo la conferma di TUTTI in SERIE “A”.






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