A Bari una notte per i 100 anni del Futurismo

Francesco Radicci

Il direttore artistico Loiacono: “Piazza del Ferrarese per tre ore museo senza pareti”

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Bari celebra i cento anni del Futurismo. Lo fa tra la gente, senza allestire enormi palchi che separino gli artisti dal pubblico impedendone il contatto. Per tre ore, dalle 21 alle 24 del 29 aprile prossimo, piazza del Ferrarese e Vallisa saranno gli scenari in cui attori di teatro, danzatori, scrittori, pittori, fotografi e videomaker si daranno appuntamento per la ‘Notte del Futurismo’ dando vita ad una serie di performance artistiche e work in progress.
“Non ci saranno palchi, né pedane – spiega il direttore artistico e presidente della ‘Federico II Eventi’, Michele Loiacono – perché l’arte, per esprimersi, non ha bisogno di clamori, fuochi d’artificio e fenomeni da baraccone. Piazza del Ferrarese, per tre ore, sarà un museo senza pareti in cui il pubblico potrà assistere al momento della creazione seguendone l’intero percorso e quindi l’evoluzione delle opere d’arte”.
A presentare il programma della manifestazione, ieri mattina, lo stesso Loiacono con Saverio Fiore (responsabile Auditorium Vallisa), Pamela Pellegrini (presidente dell’associazione Bachidasetola) e Andrea Cramarossa del Teatro delle Bambole.
“L’iniziativa – precisa il direttore artistico – non nasce come un evento commemorativo in senso stretto ma con l’idea di evidenziare un desiderio di forte cambiamento e trasformazione rispetto al passato, considerando anche l’evoluzione che ogni forma d’arte ha subito in questo lungo lasso di tempo. Non saranno esposte opere futuriste ma solo alcune immagini che si susseguiranno nei video molto velocemente, e la velocità è proprio uno dei temi affrontati dal Futurismo. Inoltre – continua Loiacono – ci interessa sottolineare lo spirito del movimento stesso, che rifiutava i luoghi canonici di espressione artistica. Ecco perché l’artista non è più posto su un piedistallo ma ridimensionato nella sua condizione umana, ed è anche la ragione per cui è stato scelto per la manifestazione uno scenario ordinario come piazza del Ferrarese. Agli artisti abbiamo chiesto di ispirarsi al Futurismo interpretando il senso profondo del movimento, cioè esprimendosi liberamente”.
“Oggigiorno – chiarisce Cramarossa – è stato fatto e detto tutto, sicché è davvero molto difficile inventare qualcosa di nuovo. Le idee futuriste erano in sé provocatorie, quindi per ripristinarle occorrerebbe innanzitutto procedere ad una destrutturazione totale del sistema teatrale. Il nostro spettacolo si articola intorno ai suoni, che ancora si prestano a forme di sperimentazione: in un percorso sillaba-parola-frase, la voce diventa strumento e la recitazione dell’attore (non presente sulla scena) si trasforma in musica”.
Tra le altre performance, quella di installazioni e video dell’associazione Bachidasetola di Polignano, dell’Accademia Maya di Carmen Costanza e delle installazioni fotografiche di Angela Regina, “un mix di scrittura-immagini sul corpo – spiega la stessa artista – che si rifà al concetto di body-art”. Infine, un video che, proiettato direttamente sull’abside della Vallisa, prospetta il crollo della stessa Vallisa, sulle cui ceneri sorge poi una nuova città futurista.
Della serata sarà realizzato un cd fotografico, non per lasciare tracce ma solo per testimonianza e ricordo: “L’arte – conclude Loiacono – si manifesta in quelle tre ore. Sarà tutto realizzato in quel momento, pertanto è importante esserci”.

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