Sicurezza e lavoro, le sfide della Cisal

Paola Mammarella

Lotta al lavoro nero e formazione gli altri punti cardine della lotta di questo sindacato in Puglia

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Sviluppare la cultura della prevenzione per tagliare gli infortuni sul lavoro. È il proposito del sindacato Cisal, che ha esposto la sua linea di azione in un convegno all’Hotel 7 Mari di Bari. L’Italia, come affermato dall’ispettore del lavoro Pasquale Colosso, ha dovuto aggiornare la propria normativa sulla sicurezza con l’entrata nell’Unione Europea. Dagli anni ’50 con progressive revisioni si è giunti al Testo Unico con il Decreto Legislativo 81/2008. La nuova normativa si applica a tutte le aziende e cooperative, cercando di creare non solo un sistema univoco, ma anche un nuovo approccio alla materia. Il datore di lavoro diventa parte attiva, dovendo valutare rischi e misure di protezione. Con le nuove disposizioni ogni impresa deve nominare un responsabile per la sicurezza, che deve interagire con gli organi di vigilanza, Vigili del Fuoco e Direzione generale del Lavoro.

Prevista anche la sospensione dell’attività imprenditoriale a fronte di gravi violazioni, come la presenza di lavoratori irregolari per oltre il 20%. Dalle rilevazioni effettuate emerge che la maggior parte degli infortuni avvengono in situazioni irregolari, perché il lavoro nero presuppone l’assenza di formazione e mezzi personali di protezione. La formazione deve diventare effettiva e comprensibile, non occasionale e poco strutturata, come spesso accade. Deve indirizzarsi ad adulti e stranieri all’inizio dell’attività, trattando i rischi generali e specifici e coinvolgendo gruppi omogenei con verifiche finali. Il Testo Unico presenta qualche incongruenza sull’applicazione in ambito regionale per il presidente Roberto Pasculli, il che comporterebbe difficoltà alle imprese con più sedi,che dovrebbero adattare i propri modelli. Il sindacato deve rispondere alla crisi di identità e a quella lavorativa. È l’idea proposta dal professor Visimberga, segretario Provinciale Cisal, che ha previsto una scuola permanente per i quadri sindacali, e del segretario nazionale Piero Venneri, che nel calo di infortuni registrato nel primo trimestre del 2009 vede la riduzione dell’attività produttiva più che l’adozione di tecnologie moderne. Per il monitoraggio della sicurezza è stato avviato anche un osservatorio nazionale, presieduto a Bari da Sergio Belviso. Una collaborazione salutata con favore anche dall’onorevole Simeone Di Cagno Abbrescia, componente della Commissione per la semplificazione legislativa che nel protagonismo all’interno del Mediterraneo vede la soluzione per il problema delle continue delocalizzazioni a Est della produzione.

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