Petruzzelli? Ma la musica è ovunque

Antonella Ardito

Nella Ico della Provincia di Bari ospiti i maestri aquiilani

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Un programma nutrito, multiplo e sfaccettato insieme, che ha come sua punta di diamante la Valchiria di Richard Wagner e che guarda al Teatro Rosso come una speranza ma senza farsi tante illusioni. La Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari riporta la città a rimettere in moto le tradizioni, proponendo il Festival del Maggio Barese. Non solo il secondo capitolo della tetralogia del compositore tedesco (in scena giovedì 7 e domenica 9 maggio allo Spazio 7) ma una lunga serie di incontri alla Laterza, una rassegna cinematografica al Kursaal Santalucia dal 27 al 29 aprile curata da Angelo Ceglie, tre recital pianistici, un ensamble d’archi sperimentale e per concludere il 30 e 31 maggio un evento danza al Teatro Piccinni Mikhail Baryshnikov e Ana Laguna.

“Vogliamo fare uno spettacolo d’oggi, contemporaneo – ricorda il sovrintendete della Fondazione Giandomenico Vaccari – e non dobbiamo spaventarci se l’evento in coincidenza con i festeggiamenti di san Nicola si terrà allo Spazio 7. Nel 1903 Richter rappresentò la Valchiria nello stadio di Berlino, non c’è nulla di male nel rappresentare l’opera fuori dai teatri”. 82 gli orchestrali che daranno corpo al capolavoro wagneriano, tra di loro anche due maestri direttamente da L’Aquila. Ne sono stati contattati almeno una diecina, per dare subito a queste persone che hanno perso tutto, case e strumenti durante il terremoto. Molti han dovuto declinare l’invito ma in futuro è possibile che con l’Ico della Provincia di Bari si crei un solido rapporto di collaborazione e lavoro.

“Noi che per 17 anni siamo stati sfollati senza il Petruzzelli – ha ricordato Michele Emiliano nel suo ruolo di presidente della Fondazione – sappiamo bene cosa significa per i maestri abruzzesi questo momento, ma io dico che la musica è ovunque, il teatro è ovunque. Per fare teatro serve il genio, passato e presente, e l’aver ricreato il Maggio Barese è un segno di infaticabile lavoro di tutti coloro che seppur nella precarietà credono nell’esigenza di far fruire alla città tutta la bellezza dell’arte, non importa dove. Il Petruzzelli è una cosa bellissima, ma non è indispensabile. Ora devono venire in ginocchio a chiederci di prenderlo: noi rimaniamo sereni, sappiamo che questo fa arrabbiare qualcuno ma noi obbediamo ad uno spirito cittadino straordinario che va oltre le beghe nate dopo l’incendio del teatro. Io ho già mandato una lettera a Silvio Berlusconi, sono pronto a rimandargliene una seconda per invitarlo a Bari ad ascoltare anche i maestri abruzzesi”. Per il Petruzzelli intanto continua in tira e molla tecnico-tattico con i vigili del fuoco e le varie commissioni. Bari è abbastanza stanca di questo tiro e molla, da qualsiasi parte vada il voto di giugno. Per fortuna che a maggio c’è spazio all’arte e alla musica. A breve nella sezione eventi gli appuntamenti in cartellone per il Maggio Barese.

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Commenti

  • therussian (utente non verificato)

    io sono inc..nero con Bondi, Micunco, Carrieri (padre), Fitto e famiglia Messeni che ancora oggi stanno negando, arbitrariamente, un mio diritto!
    hanno promesso e non hanno mantenuto: è gente senza onore. Fortunata, non dimentichiamoci mai quello che ci stanno facendo.