Scienza di Puglia: ecco il diamante artificiale
Nuove frontiere e nuove applicazioni: il diamante non è solo il miglior amico delle donne
La scienza fa passi da gigante. E non è solo abusata retorica. Questa volta è un onore ed un merito poter mettere nero su bianco gli enormi progressi fatti da ricercatori, docenti e tecnici pugliesi nell’ambito dell’iniziativa sui progetti di ricerca finanziati dalla Regione Puglia. Un team formato da esperti delle Facoltà di Fisica, Chimica, CNR (Istituto di Metodologie Inorganiche e dei Plasmi) insieme alla collaborazione dell’ Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, è riuscito a creare in laboratorio il prototipo di un diamante, del tutto artificiale. “La rilevanza applicativa del diamante era nota già a partire dagli anni 20 nel Novecento- spiega Paolo Spinelli, docente di Fisica Sperimentale all’ Università di Bari- ma questioni di tipo speculativo hanno impedito che questo venisse utilizzato per altri scopi diversi dalla vendita. Da circa dieci anni si sta quindi tentando di riprodurre il diamante in ambienti reattori. La sfida sta proprio in questo: riuscire a fornire un oggetto uguale al diamante per qualità e possibili applicazioni, ma ad un prezzo contenuto.”
I vantaggi che possono derivare dall’uso esteso del diamante sono enormi. Questo materiale infatti ha il pregio di trasmettere la luce, senza assorbirla. Al contrario, però, riesce ad assorbire i raggi ultravioletti, i raggi gamma e quelli X, notoriamente dannosi per l’uomo. “La vera difficoltà dell’impresa- continua Spinelli- sta nella riproducibilità. Bisogna trovare metodi efficaci per poter riprodurre il diamante e renderlo più utilizzabile. In poco più di un anno siamo riusciti a realizzare un oggetto molto competitivo, non solo sulla scena nazionale, ma anche internazionale. Nel rimanente tempo che ci resta utilizzeremo tutte le nostre forze per aumentare la grandezza e lo spessore del rivelatore e riuscire a minimizzare i costi.”
Quando questo diamante artificiale potrà essere immesso nel mercato ci saranno molteplici migliorie sia in campo medico, che industriale ed estetico. Il diamante è infatti un rivelatore di raggi UV, è leggero, affidabile, resiste alle alte temperature e alle radiazioni intense. Può essere quindi usato per il controllo dei laser in campo oculistico, per sterilizzare dispositivi chirurgici, nonché nello spazio, luogo in cui i raggi UV viaggiano senza filtri.
“Di vitale importanza in questa ricerca è stata la sinergia che si è creata tra Università e Regione.- ricorda Augusto Garuccio, docente di Storia e Fondamenti della Fisica all’Università di Bari- Bisogna investire nei settori di grosso sviluppo, e solo collaborando si può lavorare in un ambiente di competenze specifiche e reciproco aiuto.”
Fondamentale è stato l’intervento finanziario della Regione a sostegno dei progetti di ricerca. Lo ricorda Sandro Frisullo, assessore allo Sviluppo economico: “Sono stati investiti 45 milioni di euro per i progetti strategici, più 15 milioni di euro per i progetti esplorativi. La ricerca è la nuova frontiera per rilanciare l’immagine della Puglia come polo d’eccellenza nel Mediterraneo.”
Si conclude così questa seconda tappa della campagna “i doni della scienza”, momento di verifica e divulgazione sulle attività portate avanti con i finanziamenti pubblici: una vittoria per la ricerca e un passo in avanti per rendere più forte la Puglia.
Commenti
-
Un team Facoltà di Fisica, Chimica, CNR (IMIP) INFN, è riuscito a creare in laboratorio il prototipo di un diamante, del tutto artificiale…
il diamante artificiale (sia cristallo singolo, che film policristallino) si produce da oltre 40 anni, come si può verificare nella letteratura scientifica …oggi si può acquistare da ditte che vendono materiali a costi relativamente bassi (es. Element Six per applicazioni in ottica, elettronica o altro)).. -
c’ è da precisare che sia dosimetri di radiazione X per radioterapia che rivelatori di radiazione UV e di particelle alfa e beta sono da lungo stempo studiati e prodotti anche da molti ricercatori delle Università Italiane e di Istituti CNR, come facilmente verificabile nella letteratura scientifica relativa..
non è molto bello vedere delle affermazioni di tal tipo, soprattutto se divulgate da personale afferente ad Istituti di Ricerca Nazionali.






Affitti a Bari, quasi 500 euro al mese per 80 metri quadrati: pesa il 28% del reddito