Affissione selvaggia in quota Pd

Le foto che un nostro attento lettore ci ha inviato in mattinata non lasciano dubbi: il morbo dell’affissione selvaggia è bipartisan. Ad inciampare in questa cattiva abitudine sono gli attacchini assoldati da Michele Monno, assessore alle aziende partecipate del Comune di Bari. Dopo la campagna del Pdl contro Michele Emiliano fatta con il volto del mitico Totò e i palazzoni di Punta Perotti in caduta libera, l’affissione selvaggia vede un volto noto della giunta Emiliano come protagonista. Mancano gli spazi a pagamento sulle strade di Bari e quindi pensiline dell’Amtab, cassonetti, campane per la raccolta differenziata o come in questo caso i cassonetti per gli abiti dismessi diventano un veicolo di promozione gratuita. La Multiservizi come già fatto un mese or sono dovrà ripulire il tutto: ma sicuramente anche all’assessore Monno arriverà una multa da pagare.
Commenti
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Non ne farei una questione ideologica ma semplicemente di “educazione”.
Anche io ho visto diverse affissioni selvagge da parte di tutte le liste o candidati.I candidati sindaci (che ritengo non colpevoli)dovrebbero fare un bel discorsino ai loro entusiasti supporter ed attacchini… -
Propongo che oltre alla multa, possano levargli qualche punto sulla patente.
Non ha proprio un aria rassicurante.Io, in sua compagnia, non resterei un minuto in attesa del bus. -
La tesi di aziendabari è quella sostenuta da ben altre/alte sfere del cdx: il “vertice” non sarebbe mai responsabile di quello che fa la “base” perchè non c’era o non sapeva o se c’era dormiva o…
Sulle multe in campagna elettorale nutro seri dubbi: nell’ultimo decreto milleproroghe c’è un emendamento passato nella notte 4/5 febbraio scorso al Senato su cui alla Camera è stata posta la fiducia. Con buona pace dei Comuni… -
Una proposta: fotografiamoli e diciamo a chiare lettere NON LI VOTIAMO perchè il loro è un messaggio chiaro di a-legalità!
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Un antico detto recita : tutto il Monno è paese.
E allora perchè meravigliarsi del gesto “civile” di chi vuol rappresentare nelle sedi istituzionali la società civile.
Non c’è niente di scandaloso specie quando il soggetto autore dell’impresa individua la giusta collocazione del manifesto nella sede più idonea : cioè il posto dove si deposita la “Monn….ezza”.! -
Come al solito siete prevenuti… l’ineffabile candidato vuole evidentemente migliorare l’arredo urbano ridando dignità estetica anche ai cassonetti! Ma la pur lodevole intenzione è frustrata dalla tristezza infinita della iconografia. Peccato… ma se si applica può migliorare. Nel frattempo, anche voi, state buoni se potete….
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Caro Monno,
per carità , niente di personale se non la ormai inveterata mia abitudine di fare “satira” ad ogni piè sospinto,che a volte può anche apparire pesante,ma così non è nel tuo caso specifico.
Però,senza offesa,una considerazione va fatta e,cioè,l’atto di violare la norma sanato dalla sanzione amministrativa,non elimina il “gap”che esiste fra chi può e chi invece no,per cui,nella competizione,vi è un vizio di forma e di sostanza che annulla la “par condicio” fra contendenti.
Ciao






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