Fede e Tradizione centenaria nei “Misteri” di Valenzano

Michele Filipponio
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Alle porte di Bari sorge la cittadina di Valenzano, conosciuta in Italia e all’estero, soprattutto per i poli scientifici (Tecnopolis, Istituto Agronomico Mediterraneo, Consorzio CARSO, C.N.R., Clinica Veterinaria e Campo Sperimentale della Facoltà di Agraria). Ma meno nota, dal punto di vista storico, artistico e culturale, per l’antico rito religioso della Processione dei Misteri.

La processione dei Misteri di Valenzano è documentata fin dal 1671 all’epoca dell’Arcivescovo di Bari mons. Granafei, spiega Riccardo Davide Grimaldi (portavoce del Comitato Feste Patronali San Rocco).

Essa nacque per iniziativa dei Frati Francescani, continua Grimaldi, con la partecipazione del Capitolo di San Rocco. Non sappiamo quanti Misteri fossero presenti all’inizio, ma possiamo presumere che vi fossero almeno i tre fondamentali: il Crocifisso, il Cristo Morto, l’Addolorata, accompagnati da giovinetti vestiti da angeli. Nel secolo successivo la Processione di Penitenza si consolidò e già dal 1853 l’Arciprete ne curava l’organizzazione, avvalendosi di un sacerdote capitolare e di tre deputati, essa si svolgeva al mattino e comprendeva tutti i Misteri della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo. In questo periodo, infatti, compaiono i primi Misteri di committenza privata, fatti costruire per devozione o per grazia ricevuta presso le più importanti botteghe leccesi di arte sacra di cartapesta. A partire dal 1888, inoltre, la Processione si arricchì della partecipazione della Confraternita dell’Addolorata, appena fondata.

Il numero dei Misteri, sottolinea e conclude Grimaldi, che nel 1947 toccava le ventisei unità, oggi sfiora i cinquanta e, tranne l’Addolorata ed il Cristo Morto, di proprietà ecclesiastica, essi appartengono a pie famiglie valenzanesi che ne curano direttamente la custodia, l’addobbo e i portatori, mantenendo viva ed in piena espansione una tradizione di oltre trecento anni.

Questa macchina organizzativa coinvolge poco più di un migliaio di cittadini, come: le famiglie proprietarie, le fraternità religiose, i portatori dei gruppi statuari, le ragazze al pizzo, i figuranti e le diverse bande musicali.

La teatralità è costanza di questo antico rito religioso, carico di spiritualità e suggestioni, richiama molti cittadini dei paesi limitrofi e fa sì, che si ripeta anno dopo anno, senza mai annoiare.

Tali virtù verranno premiate con l’accordo, che sarà siglato, tra il Comitato Organizzatore, l’Ente Locale e il Consorzio Settimana Santa in Puglia , con sede a Molfetta e diretta dal presidente Gaetano Armenio.

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