La Crisi vista con gli occhi di Alessandro Laterza

La Redazione

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In provincia di Bari sono la metalmeccanica, con in testa il comparto automotive, e l’edilizia, con tutte le componenti di filiera, i settori più colpiti dagli effetti della crisi internazionale. Continua poi a versare in gravi difficoltà il settore del mobile imbottito e delle calzature, mentre resiste, con grande sforzo il tessile-abbigliamento. Tengono anche la chimica, l’energia e l’agroalimentare, mentre il terziario e i trasporti risentono dell’andamento negativo del settore industriale. Tra gennaio e febbraio di quest’anno le ore di cassa integrazione guadagni autorizzate complessivamente dall’Inps di Bari nel settore industriale sono aumentate del 39% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Il ricorso alla mobilità, tra il 2007 e il 2008 è aumentato registrando un + 30,57% e investendo oltre 4000 lavoratori.

Questo, in sintesi, lo scenario della crisi in provincia di Bari delineato dal presidente di Confindustria Bari Alessandro Laterza.

“I dati sull’incremento di ore di cassa integrazione guadagni e di procedure di mobilità sono meno pesanti in provincia di Bari che in altre aree del nostro Paese. Tuttavia le ripercussioni della crisi economica internazionale sul nostro sistema produttivo non possono essere sottovalutate. L’aspetto più rilevante da sottolineare è che, anche nel caso dell’importante ampliamento di dotazione degli ammortizzatori sociali, il variegato repertorio di interventi annunciati o decisi a livello nazionale e regionale non si è attualmente tradotto in nulla di veramente concreto. – ha dichiarato Laterza ai giornalisti – Qualunque sia la tipologia di intervento programmato, perché possa considerarsi efficace occorre che prenda corpo entro il 2009. Per questo noi chiediamo che le misure anti-crisi o anti-cicliche, quali che esse siano, abbiano certezza di risorse e rapidità di tempi di attuazione.”

A questo proposito il presidente di Confindustria Bari ha passato in rassegna una serie di interventi pubblici che risultano non più o non ancora attivi. Ha ricordato che il credito d’imposta sui nuovi investimenti è sostanzialmente bloccato. Dei fondi Fas, nazionali e regionali, ha detto che “nulla al momento pare disponibile nel breve termine”, al di là delle pesanti decurtazioni subìte. Ancora bloccato è pure l’enorme volume di crediti che le imprese, particolarmente quelle della filiera della salute, vantano verso la Pubblica Amministrazione centrale e periferica. Sul fronte creditizio, pur in presenza di qualche segnale di disgelo nella quotidianità dei rapporti tra banche e imprese, il fondo nazionale di garanzia non è operativo, mentre non è ancora pienamente operativa la misura regionale a sostegno dei Cofidi. In tema di infrastrutture, poi, i progetti immediatamente cantierabili si contano sulle dita di una mano. Sono fermi per approvazione al Miur i progetti del Distretto tecnologico regionale della Meccatronica e in stallo al Mise anche i progetti delle azioni connesse di Industria 2015 per la mobilità sostenibile. In grande ritardo, infine, pure le risultanze degli stralci delle programmazioni strategiche di Area Vasta (quattro in provincia di Bari), nelle quali le parti sociali e datoriali chiedono di avere un ruolo più incisivo.

Unica nota positiva la consistente partecipazione delle imprese baresi al bando regionale per la ricerca delle Pmi che ha raccolto circa 300 domande, molte rispetto alle 60 circa del bando precedente, e per metà concentrate in provincia di Bari: l’auspicio è che le risorse messe a disposizione possano essere incrementate in risposta a questo eccezionale successo del bando; e che graduatoria e attività operative possano prendere corpo entro giugno 2009 insieme ai Contratti di programma e ai PIA. “Un segnale positivo – ha detto Laterza- per far ripartire gli investimenti e dare quell’iniezione di fiducia che finora si è fondata solo sulle parole”.

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