Forlani a Bari nel salotto Laterza
Grande spiegamento di forze dell’ordine in via Sparano ieri sera per l’arrivo di big vecchi e nuovi della politica
Quo usque tandem patientia nostra…
Perché può capitare, di questi tempi, anche di rammaricarsi di non esser morti democristiani.
Arnaldo Forlani, la chiusa dell’egemonica CAF, un pezzo vivente della storia politica che fu, presenta in Laterza ‘Il potere discreto’. Palco e parterre delle grandi occasioni: carabinieri, forze dell’ordine e scorte all’ingresso; i vari Forlani, Casini, D’Alema, Fitto, Di Cagno Abbrescia, De Tomaso, Laterza, a disquisire e presenziare; e una folla imponente stipata tra sedie scaffali e scalette, in vana attesa d’un quid civile che non arriverà.
‘Siamo in uno dei centri più prestigiosi dell’editoria nazionale. Il mio è un libro modesto, non so se merito un simile palcoscenico’. Ironico e dimesso l’approccio dell’autore, che ancora accende di nostalgia i tanti democristiani presenti in platea, pentiti e redivivi, dichiarati e non. Dispensa saggezza, presenta l’opera. Una lunga intervista testimonianza, accolta da Sandro Fontana e Nicola Guiso, che analizza mezzo secolo di storia italiana nel segno dello Scudo crociato; un racconto di fatti vissuti da protagonista, valutazioni e giudizi su vicende e uomini che hanno inciso profondamente nella storia contemporanea dell’Italia; ripercorrendo le tappe del confronto con i giganteschi problemi posti dalla fine della guerra fredda e dall’inizio della globalizzazione, della nascita del bipolarismo, degli anni d’oro del pentapartito, all’irruente spallata di Mani Pulite.
Il libro sfila subito in secondo piano, travolto dalla cronaca politica degli ultimi giorni. Così come Forlani, che, stanco e dimenticato, esorta a più riprese, ma forse senza troppa convinzione, a ‘dare risposte al presente guardando all’esperienza passata’: ‘Questo non è certo il primo momento di crisi che vive la nostra repubblica: potremo superarlo solo in virtù dell’incontro delle posizioni più diverse.’ L’unico lampo di mordente è l’accenno, non si sa fino a che punto vago o intenzionale, alla ‘pericolosità e necessità di ridimensionamento di tentativi golpistici ed accentratori’. Con l’invito conclusivo e ripetuto a ‘guardare al Partito Popolare Europeo come comune stella polare’.
Destinatario mai biasimato ne è Casini, che insieme a Fitto e D’Alema s’impossessa subito del dibattito. Il solito, bisbetico, gioco delle parti. Casini giustifica il suo separazionismo: ‘E’ evidente la differenza tra lo stile del potere discreto, e quanto emerge dallo show romano di Berlusconi. Come potrei non nutrire le mie legittime perplessità?’. D’Alema elogia il libro, come ‘testimonianza molto ricca su 50 anni di vita del paese’, e persino l’opera di Forlani, che ‘sapeva rispettare, e dialogare con la grande forza democratica del PCI’. Fitto accampa qualche dato insulso, e battuta malriuscita, come quella sull’ostilità mediatica nei confronti di Berlusconi, sonoramente fischiata dal pubblico. Parentesi letterarie a parte, niente di nuovo sul fronte occidentale. E neppure da sinistra.
Commenti
-
Continuo a pensare che Massimo D’Alema sia la mente più lucida del centrosinistra italiano. Peccato che non venga molto apprezzato in alcuni settori di militanti proprio del centrosinistra.
Lui capisce prima di altri le dinamiche e le evoluzioni politiche; ha feeling, soprattutto col Sud Italia e ha carisma. -
a certuni (vedi foto) avrei voluto chiedergli:
1)Ma quando un processo va’ in preschizione, cosa significa che gli indagati erono innocenti??
2)E per una questione di dignità personale(qualora ne avessero una)non sarebbe meglio farsi da parte???
Alzare la testa è un dovere !
Michele Ranieri
::..QuiBariLibera..:: -
Che poker!
-
Concordo con Elle Kappa ma nessuno ha fatto niente nei tempi dovuti…ed oggi invece accogliamo Forlani come se nulla fosse successo…è una vergogna non conservare un briciolo di senso storico sul passato della nostra storia.






Affitti a Bari, quasi 500 euro al mese per 80 metri quadrati: pesa il 28% del reddito