Bari – Barigi sola andata

Quando la comunicazione è un grido d’allarme
Alcuni miei allievi baresi, ospiti presso la nostra università grazie a uno dei frequenti programmi di scambio culturale fra Atenei, mi hanno recentemente mostrato le foto di una serie di manifesti, relativi alla campagna di comunicazione di uno dei numerosi candidati sindaci in corsa per le amministrative di giugno.
La mia attenzione è stata quasi subito attratta dalle immagini relative a Simeone Di Cagno Abbrescia e dallo snodarsi di diverse linee soluzionali e da messaggi fra loro sconnessi quando addirittura non in aperto contrasto. Le mie perplessità si sono rivelate subito fondate, in quanto, mi hanno riferito, è scattata quasi subito quella simpatica forma di ridondanza comunicazionale chiamata “taroccamento” dei manifesti stessi.
Credo che tutti gli italiani ricorderanno le tette per totti o la tosse per titti che, sulla base di semplici assonanze, omofonie e omoritmie, taroccavano irridendolo, l’allora esordiente Silvio Berlusconi, dopo che una geniale campagna teaser aveva annunciato la nascita del movimento di Forza Italia.
Quella genialità, almeno per Berlusconi, non si sarebbe mai più ripetuta e le successive campagne si sono basate su una forte personalizzazione non solo dei messaggi promozionali ma persino del simbolo stesso del movimento che attualmente domina la scena politica italiana.
Una vicenda analoga sembra stia interessando anche la creatività per l’On. Di Cagno Abbrescia: infatti la partenza è stata segnata da un’idea semplice ma estremamente efficace nella sua limpida icasticità. Mutuando simboli, segni e linguaggi da un comune videoregistratore, infatti, i Creativi Associati di Bari hanno “raccontato” sia il ritorno alla scena politica del DCA, sindaco per nove anni di seguito e per due mandati, sia il ripartire della città stessa, come se tornasse a vivere con lui dopo cinque anni di “letargo” e di “silenzio” durante la sindacatura di Michele Emiliano.
Anche questa campagna è stata divisa in due parti, di cui la prima ovviamente teaser, mantenendo però un’estrema coerenza grafica, linguistica, semantica ed emozionale tale da risultare assolutamente consequenziale e “naturale” nel suo significato autentico: l’identificazione di un intero progetto politico con un oggetto estremamente familiare per la gran parte dei potenziali elettori ed elettrici, un elettrodomestico ormai presente in ogni casa quasi quanto un frigorifero o una lavatrice.
Ma a questa magnifica partenza sono seguiti tre seguiti a dir poco drammaticamente insulsi, inefficaci, banali e banalmente ipertrofici. Mi è stato riferito che il compito della comunicazione è stato affidato ad altre due agenzie del territorio di cui una, la Amors, ha qualche traccia sul web, mentre l’altra (Fanizzi Maggipinto) non sembra, almeno dalle nostre ricerche, avere precedenti con l’istituzionale e politica.
Il messaggio che ne viene fuori è sconnesso: l’idea dei post it (con le punes!!!) non connette i significanti ed i significati, così come quella dell’Io sono Simeone che vorrebbe far identificare i cittadini (anche bambini!!) con il candidato sindaco ma origina solo materiale buono per i taroccamenti più diversi ed estremamente irridenti.
Infine l’incredibile campagna che storpiando il nome di tre grandi città del mondo (Parigi, Barcellona e New York) con l’aggiunta delle sillabe Bari (Barigi, Baricellona, BariYork) provoca nel migliore dei casi l’ilarità stupefatta dei più accorti e l’indifferenza dei meno avvertiti, toccando livelli di sconnessione semantica, linguistica, estetica e psicologica raramente raggiunti in precedenza.
In sostanza, una campagna che è partita alla grande e sembra, a meno di aggiustamenti in corso d’opera che richiederebbero però il ripensamento pressochè totale dei rational, della grafica e del linguaggio, terminare nel meno che mediocre. Non capiamo, poi, perchè affidare a diverse agenzie quello che, dovendo avere una stretta logica e coerenza interna, doveva essere sviluppato da un’unica mano e da un’unica mente creativa. In questo caso, avendo a disposizione i Creativi Associati, non v’era alcun bisogno di cercare altrove. Ma spesso le logiche dei clienti sono aberranti.
Infine: la campagna “Barigi” tanto per intenderci indica, a nostro modesto avviso un disagio diffuso ed una sostanziale estraneità del candidato dal luogo di riferimento, che poi è la città che intende governare. In soldoni: risulta offensiva per i baresi che, senza bisogno di andare troppo lontano o di sognare cose impossibili, ogni giorno duramente si confrontano con la realtà, la amano e non intendono tradirla e abbandonarla.
*Guest Professor di Institutional and political psychopathology dell’Università delle Svalbard
Commenti
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dalle Svalbard con furBore…vero direttrice?
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La scelta di un cambio di rotta dell’ultima pubblicità è stata dettata dalla presa di coscenza del target a cui l’ex sindaco si deve per forza dedicare.Sicuramente più popolare,dal palato,diciamo così,meno fine.Cosa si voleva?che si dirigesse all’aristocrazia(inesistente)della città?O per caso alla sua intellighentia?Bene hanno fatto quindi ad adoperare becere assonanze facili facili,da taroccare ed irridere e che facciano sentire gli elettori guardoni quasi famigli del sindaco se proponente.
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Analisi dotta ed approfondita… peccato che nel sito http://www.unis.no/ non esiste traccia del corso nè del prof dal nome con auliche ascendenze sicule. Sui contenuti della campagna c’è poco da dire: la migliore sarà quella del vincitore. Solo una constatazione: rispetto a quella fatta 5 anni fa da Lobuono si vede l’impegno della Dx, per cui state buoni e se potete… informatevi.
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Il problema non è solo la comunicazione che dice tutto ed il contrario di tutto, ma è che la gente non si ricorda cosa ha fatto in dieci anni di Sidaco SDA. Chissa perchè ?
saluti, baci ed abbracci ai piccoli
Frickettone -
Io credo che il fenomeno del taroccamento sia indice di successo della campagna. Da sempre chi ha successo viene preso in giro, canzonato, imitato. E questo avviene nella pubblicità commerciale, nello spettacolo e anche nella comunicazione politica.
Ad ogni modo, in politica, irridere l’avversario è sempre sintomo di mancanza di fair play e di idee alternative convincenti. -
E’ un pesce d’Aprile????
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Prima parte
Gentilissimo/a sig. NESSUNO
“Linee soluzionali…ridondanza comunicazionale…limpida icasticità…”. Confessiamo che è stata dura sbobbarsi il farraginoso e improbabile italiano del polpettone del professor Li Causi (e figuriamoci se alle isole Svalbard hanno tempo da perdere con queste facezie), ma francamente pensiamo sarebbe stato più elegante e dignitoso almeno firmarsi senza pseudonimi. -
Seconda parte
Semmai l’autore del polpettone dovrebbe riflettere sui motivi per i quali lo staff di Simeone avrebbe affidato ad altre due agenzie la comunicazione. Quanto al discorso che la campagna “Io sono Simeone” si presti ai “taroccamenti”, ci chiediamo quale campagna pubblicitaria, in fondo, non lo sia. Ci saremmo magari aspettati una critica più seria e MOTIVATA sul perché questa campagna sarebbe “drammaticamente insulsa”, “inefficace” o “banalmente ipertrofica” (burp!).
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Terza parte
Quanto a Barigi, Baricellona e Baryork la sconnessione semantica, linguistica, estetica e psicologica è solo nella mente di chi scrive. Siamo spiacenti ma il Sig. NESSUNO dovrà rattristarsi, perché difficilmente vedrà realizzare dalla
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Quarta parte
FANIZZIMAGGIPINTO (fresca di premio internazionale della comunicazione corporate ed istituzionale, ricevuto dall’autorevole MEDIASTARS) campagne politiche con headline che lei desiderebbe o utilizzerebbe. Qualche esempio? “Noi con voi”, “Uno di voi”, “Uno tra voi”, “Noi per voi”, “Per cambiare, per crescere”, “Trallallero trallallà”, ecc.
Saluto cortesemente il Sig. NESSUNO.
Dott. Giovanni Maggipinto
Creative Director -
…e comunque, tifando io Emiliano, non capisco poi perchè dobbiamo aiutare Simeone dicendogli cosa non va nella sua campagna comunicazionale…!!
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Mi sento di condividere l’analisi del Prof che ringrazio per l’attenzione alle nostre vicende, lui che abituato a ben algidi scenari deve vederci come una massa di sciatti e variopinti cialtroni. Però è vero, la campagna di Simeone è confusionaria e fatica a veicolare un messaggio credibile. Pure sta storia di Barigi e Baricellona sarà sì simpatica ma che vor dì? Siamo allo spot per lo spot, contenuti zero…
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Secondo me il prof. ha scritto una serie di st…….! Ma perkè non parliamo della campagna elettorale di emiliano? Bari cambia sì in peggio!! Per non parlare dello spot su telebari l’anno scorso alle elezioni politiche vestito da sceriffo…non si sa se ridere o piangere!! Oppure del sito emilab ke censura ki scrive contro di lui!
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Volete dire che lo slogan “Bari in stanby” era bello? Ma per favore!!!
Le campagne pubblicitarie di Emiliano sono molto + diverenti.
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Simeone torni a fare il sindaco cerca di prendere i voti dell’udc e mandiamo a casa Emiliano e la sua giunta d’incapaci
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Bravo Giuseppe!La percezione in città è che Simeone aumenta ogni giorno i consensi!! Facciamo squadra. fino alla vittoria! Bari non è e non sarà mai una città di sinistra!! Forza Simeone!! Liberaci da una amministrazione dilettante e arrogante!
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Gli slogan fanno parlare?
Allora sono efficaci!!
Vengono taroccati?
Benissimo verranno pubblicati anche quelli taroccati.
Questa è la pubblicità, baby. -
@torreamare
quella campagna aveva una idea di base valida, come dice anche il prof., il messaggio era evidentemente falso e i baresi lo sanno bene. Ecco perchè non poteva reggere ed ecco i motivi di questi “cambiamenti in corsa”. I baresi sono di tradizione commercianti, e guardano alla sostanza delle cose più che all’immagine…
Agli altri commentatori suggerisco di commentare i contenuti anzichè sparare slogan e intenzioni di voto… -
La prima campagna effettivamente era più diretta: dava un messaggio preciso e, a mio avviso, incontrovertibile. Questa delle città, in fondo, è simpatica. Del resto, una campagna raggiunge il suo scopo quando fa parlare del prodotto. Ed in questo caso se ne parla eccome!
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Ha ragione dante69, questa delle città fa almeno parlare di sè. Chi la guarda sorride.
Ma la prima campagna era quasi luttuosa, altro che creativi e grafici -
La penso come shrek. Dire “Riparte Bari” o “Bari era in stand-by” non ha avuto presa perchè le cose fatte negli ultimi 5 anni sono tante: possono piacere o meno, ma si è fatto tanto. Sentendo un po’ in giro, è un messaggio pubblicitario che non ha avuto affatto presa.
Paradossalmente, fa più presa Barigi e Baricellona… Comunque a giorni inizierà la pubblicità di Emiliano. -
Ora ho capito perchè a Bari non andremo mai da nessuna parte: tutto ciò che fanno gli altri nn vale niente, quel che faccio io è cosa buona e giusta, vero signor Creative Director?. I signori che si occupano della campagna di Simeone farebbero meglio a tacere, stanno guadagnando tanti soldi, con buona pace di chi cerca di intavolare una discussione sul valore di una campagna di comunicazione. Cari Fanizzi..io Bari nn la cambio con Barcellona o Parigi…Bari è Bari…e basta.






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