Questione Cara: Migranti e non solo

Pasquale Martino*
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A mio modesto parere sarebbe molto meglio affrontare concretamente le pur serie problematiche poste dalla nuova presenza, a Bari, di un Cara (Centro d’accoglienza per richiedenti asilo) cercando di non alimentare inconsapevolmente la fabbrica della paura fra i cittadini, che è l’ultima cosa di cui si sente il bisogno.
Lo stiamo facendo.

Per accordi già intercorsi fra Prefettura, Comune e Amtab, i residenti del Cara di Palese possono utilizzare i mezzi di linea. I soldi destinati a coprire le spese di viaggio degli ospiti del Cara sui mezzi pubblici ci sono, per la formalizzazione manca solo l’assenso dell’Amtab sulla bozza di atto d’obbligo che abbiamo inviato all’azienda di trasporto pubblico. Se poi avvertiamo fin d’ora che occorre un incremento delle corse e delle fermate, in ordine all’aumento dell’utenza e per ragioni di sicurezza, siamo pronti a dire di sì, e a stanziare le ulteriori risorse d’intesa con la Prefettura.
In questo contesto, a mio parere, sarebbe preferibile evitare di istituire corse esclusive da e per il Cara: ciò rischierebbe di ostacolare un percorso di integrazione senza il quale diventa impossibile affrontare i problemi che pure esistono. Per questa ragione, nel mio Assessorato, abbiamo deciso di dar vita, con la rete del progetto Sprar (Servizio protezione richiedenti asilo e rifugiati), a una responsabile campagna di comunicazione e di informazione nel territorio cittadino, che da un lato spieghi ai baresi la presenza del centro d’accoglienza, chiarisca che cosa stanno facendo le istituzioni e faccia appello al senso civico di solidarietà, dall’altro accresca negli immigrati il possesso di informazioni utili a tutti i livelli.
Altre iniziative da noi previste – per le quali stiamo individuando risorse idonee- sono in primis un incremento delle azioni di “seconda accoglienza” per le persone che vengono dimesse dal Cara, per il tempo necessario ad avviare un’integrazione e autonoma relazione con il territorio. Poi avanzeremo una richiesta alla Asl finalizzata a concordare procedure e condizioni per assicurare le prestazioni specialistiche ai richiedenti asilo e ai minori non accompagnati, e per implementare la prevenzione sanitaria all’interno e all’esterno del campo e in ultimo un protocollo d’intesa con l’Ufficio scolastico provinciale, per sostenere la scolarizzazione e l’insegnamento della lingua italiana (fermo restando che i minori del campo sono stati già inseriti nel sistema scolastico, e che i corsi di italiano per adulti dentro e fuori del campo sono già svolti da alcune scuole e da enti di formazione).
All’Ordine degli Avvocati chiediamo di procedere, nella sua autonomia, a vigilare sulla correttezza deontologica dell’assistenza legale fornita ai richiedenti asilo e soprattutto ai diniegati ricorrenti. Alle comunità degli stranieri residenti, ai sindacati che organizzano i lavoratori immigrati, al volontariato e alle associazioni di intercultura e di solidarietà chiediamo di condividere queste azioni e di sostenerci esercitando il confronto e la critica costruttiva.

*Assessore all’Accoglienza e alla Pace

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Commenti

  • fdmba (utente non verificato)

    Ed infine..tiè! fuor di letargo l’Assessore ha parlato!:..SAREBBE MOLTO MEGLIO….SIAMO PRONTI A NUOVE RISORSE…SAREBBE PREFERIBILE EVITARE…ABBIAMO DECISO DI DARE VITA…AVANZEREMO UNA RICHIESTA… e così di seguito. E sì che ce ne ha messo di tempo per progettare! MA UNA COSA AL PRESENTE! e non solo nel senso della declinazione dei verbi?!

  • dante69 (utente non verificato)

    Un capolavoro di scaricabarile: l’AMTAB (che si deve far carico aggratis del comportamento dgli ospiti del CARA); la gente (che deve sopportare l’anzidetto comportamento in virtù dell’auspicata integrazione); e persino l’ordine degli avvocati che deve farsi carico dei comportamenti non deontologici dei propri iscritti.

  • dante69 (utente non verificato)

    Sarebbe stato più giusto che il Comune si assumesse le sue responsabilità: 1) fornendo mezzi speciali; 2) fornendo assistenza legale quando necessaria e info per il resto. E’ facile integrare a spese degli utenti autobus e tangenziale: occorre restituire alla società persone già integrate (o quantomeno educate al vivere civile).