La galleria degli “orrori arbitrali”
Occorre una maggiore attenzione verso episodi salienti
E meno male che Vincenzo è il fratello di Antonio.
Da un Bari possibile avvantaggiato ad un Bari sicuro danneggiato. Se anche uno mai sopra le righe come Giorgio Perinetti è esploso, allora vuol dire proprio che la misura è colma.
Martedì sera il buon Rizzoli, alias “fumo negli occhi”, ci ha ricordato con i suoi tanti e grossolani errori che avere un fratello Presidente di Lega può non bastare.
Gli errori, però, si sono evidenziati ben prima di lui e stanno entrando di diritto in una vera e propria “galleria degli orrori”, che si arricchisce settimanalmente di nuovi quadri che sembrano voler dipingere solo Bari ed il Bari.
Andiamo a ripercorrere i principali scolpiti nella mente. Terza giornata di campionato. Di scena al San Nicola Bari- Brescia. Il direttore di gara non accorda un penalty apparso netto su Kamata. Diverse settimane dopo, sempre tra le mura amiche, contro il Sassuolo, in una partita ampiamente e meritatamente persa, viene annullata una rete a Vitor Barreto più che regolare.
Contro il Cittadella dell’ex Bonvissuto poi il Bari rimane in dieci, mentre analoga sorte non tocca agli avversari, che si vedono graziare Iori dall’arbitro di turno. Di nuovo al San Nicola è regolare la rete di Rivas contro il Frosinone.
Col Brescia eravamo partiti e a Brescia facciamo scalo. Terza di ritorno. Farina nega un rigore ciclopico a Guberti sulla vistosa entrata in ritardo dell’ex romanista Okaka. Col Vicenza invece il goal di Bjelanovic viene convalidato, nonostante il netto fuorigioco.
Ci fermiamo qua, lasciando perdere le gare con Ascoli e Sassuolo, che non ci sembrano di analoga importanza ai fini delle sfavorevoli decisioni arbitrali, ma sulle quali pure, un pizzico, si potrebbe eccepire qualcosa.
Non vogliamo dire che il Bari non abbia avuto anche episodi a favore talvolta, ma nel novero di una classifica dei pro e dei contro i sei episodi incriminati richiamati non rappresentano certamente una cifra di poco conto.
Sostenevano in diversi che il Bari beneficia di troppi rigori. Forse è vero, ma è pur vero, tuttavia, che in area bisogna saperci arrivare, e i galletti, a differenza di tante altre compagini, invece che con due, attaccano con quattro elementi. Se poi gente guizzante come Kamata, Guberti e Barreto unisce alla velocità tecnica e abilità nel dribbling, costringendo i difensori avversari spesso al fallo, non ci sembra una eresia ottenere la concessione del tiro dagli undici metri.
Degli episodi a sfavore invece se ne parla ancora troppo poco e sembrano solo le imprecazioni di rabbia di una squadra che teme di esser rimontata.
Non è così. Semmai il giusto grido circa una maggiore attenzione arbitrale verso episodi che alla lunga possono condizionare il torneo. Nulla di cui vergognarsi, fino a prova contraria.
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