Perde il lavoro e s’impicca

Morto un uomo di 52 anni residente a Gravina
Una storia figlia di quest’epoca. Quella per cui il diritto al lavoro viene confuso come elargizione di favore, attività filantropica, questua da mettere nel cappello di chi desidera esercitare un diritto ricevendo un giusto salario. Ma anche figlia di un momento storico dove il lavoro può essere paragonato ad un tunnel buio contrassegnato dalla precarietà. Un cunicolo che diventa sempre più scuro e che non trova quasi mai lo spazio dove far penetrare una luce, un raggio di speranza. E’ morto stamattina un uomo di 52 anni residente a Gravina di Puglia. Al momento non si conosce il suo nome, ma poco importa. Ha deciso di suicidarsi perché dieci mesi fa ha perso il proprio posto di lavoro. Ha provato a rifarsi una vita, a ripensarla in modo diverso, senza quel mestiere di corriere che ha svolto per anni. Ma le difficoltà economiche erano troppe, non riusciva fare quadrato tra i conti della sua famiglia. Il malessere lo ha pervaso e così, stamane, ha deciso di farla finita, impiccandosi ad un albero di un suo piccolo podere.
L’uomo, negli ultimi tempi, aveva cercato di tirare avanti facendo il muratore, ma guadagnava troppo poco per mantenere la moglie e i tre figli. Di recente aveva confidato ad un parente le sue preoccupazioni economiche. A ritrovare il corpo senza vita è stata sua figlia. Sul caso stanno indagando i carabinieri.
Un’altra vita spezzata per chi altro non voleva che difendere il proprio posto di lavoro, garantendo alla propria famiglia il giusto per vivere con dignità. Merce rara in un periodo dove i precari sono considerati soggetti disturbatori del Paese, invece che vere e proprie risorse da mettere al servizio della Nazione. La precarietà continua a rosicchiare i gangli vitali del tessuto economico, a distruggere i sogni delle giovane generazioni e a sfruttare, sì sfruttare migliaia di persone. "Ripartire dal lavoro", urlano dai palchi elettorali. Ma quando s’inizia per davvero?
Commenti
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Questa è una notizia che non vorrei mai leggere e che mi rende triste,molto triste.Sono vicino con l’anima e lo spirito a questo MARTIRE DELL’INDIFFERENZA che uccide in silenzio, il ” SILENZIO DEGLI INNOCENTI ” Mi chiedo, chi si farà carico di dare una carezza e una parola di conforto e un aiuto a suo figlio?NON HO PIU’ PAROLE MA SOLO TANTA RABBIA
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Che le Istituzioni si impegnano e che Possano riportare la Luce in quella Casa dopo tanta immaginabile Sofferenza.
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i politici pugliesei, tutti di destra e di pseudo-sinistra, dovrebbero fare un profondo esame di coscienza e vergognarsi…..non è possibile che la gente continui a morire perchè vede un proprio diritto costituzionale negato…..andatevene a casa…..è chiaro che poi in assenza della sinistra questo paese va in malora e ti ritrovi 50000 fascisti organizzati per roma…basta
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Di più. In un periodo di grande crisi, leggo gli utili dei produttori di energia, Enel, Edison oltre il 40% rispetto agli anni precedenti.
Miliardi di euro sottratti alle tasche di tutti i contribuenti e confluiti nella grande finanza. Con i politici tutti a legiferare per favorire tutto questo.Quanti morti violente dovremmo ancora aspettarci prima di convincerci che la soluzione non potrà venire da un palco ma da noi?. -
E’ sempre un’immane tragedia a rendere evidente ad increduli e riottosi la realtà che si convive. Questo è delitto colposo,morte sul lavoro.E’ sconfitta del nostro modello di società,relazioni senza’anima,affetti effimeri:sei nulla se non sei abile a consumare ed esibirne il tratto. E’ tracollo d’ogni ragione: non servi più dunque sei nulla, non uomo ma merce sostituibile. C’è di che riflettere, mi auguro aumentino quelli che ne hanno voglia,anche tra chi è di turno dietro i magici pifferai.
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Terribile! Simili tragedie rappresentano una autentica sconfitta per una società che voglia definirsi civile. Piango con la Famiglia…
P.S. Ma, a Gravina, la Destra Sociale dov’è? Tace? Ha taciuto? Dobbiamo ritenerla “correa” di Rino Vendola? Ma Gravina è una città, fatta di gente vera, con problemi veri, o è solo una location?
PP.SS. Almeno in questa circostanza tristissima si potrebbero evitare, per buon gusto, commenti da emuli di Robin Hood…






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