Canile a Bari: adesso bisogna farlo

Basta con le speculazioni dei privati
Anna Dalfino si è stancata e non ha nascosto la sua profonda delusione nei confronti di una maggioranza che in cinque anni non è riuscita a realizzare il Canile Municipale. E le drammatiche vicende siciliane, con i cani che in branco hanno ucciso un bambino e quasi ucciso una turista tedesca, riportano d’attualità la vicenda.
Non è mai scoppiata una “canopoli” ma forse è arrivato il momento che la magistratura si occupi di queste squallide vicende fatte di speculazioni sulla pelle di cani e cittadini: i cani “randagi” (che appartengono per legge al sindaco, è bene ricordarlo) rendono di più se non hanno un canile pubblico.
In questo modo i privati possono crearsene uno, magari lager, e farsi mantenere dalla comunità. Il giro d’affari è talmente ghiotto che, anche un assessora volitiva come Maria Maugeri, spesso in rotta di collisione con la stessa Anna Dalfino, non è riuscita a realizzare il progetto.
E’ ben possibile che, nel cinismo che contraddistingue le campagne elettorali, qualcuno, magari con tanto di cane di famiglia al guinzaglio, pensi di accusare la giunta Emiliano di trascuratezza. Avrebbe ragione da vendere, anche se questo certo non risolverebbe di per sè il problema, o farebbe apparire meno cinica e strumentale la denuncia.
Non sarebbe male, anche per dare un segnale concreto che ci si rende conto della gravità della situazione, cantierizzare immediatamente il progetto: Michele Emiliano è anche presidente dell’ASI, il consorzio che si occupa di quello squallido spazio che corrisponde alla zona industriale. E il canile, previsto proprio da quelle parti, potrebbe iniziare a rendere meno disumano quel terribile paesaggio. E più sicura la popolazione
Commenti
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Cara Anna Dalfino quando Bari avrà il suo Regolamento per la tutela dei diritti degli animali? non era un tuo preciso impegno che avevi assunto con noi animalisti? ci dici perchè: siamo scontenti e amareggiati per le promesse non mantenute






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