Presagi di tempesta
Il RugbyBari arranca ma vince a Monopoli
Un incubo di ottanta minuti. Ancora (per ora, per poco?) a lieto fine.
Il RugbyBari a Monopoli si ritrova con un piede e mezzo nella fossa della declassamento a quarta forza del campionato. L’ancora di salvezza è il piede, destro e ispirato, di Andrea Lozito, che nella ripresa trasforma la meta del solito Spizzico, e due dei troppi calci piazzati concessi dagli acerbi padroni di casa.
Il tabellino dice Monopoli 12 – Bari 13. E i Nostri esalano un sospiro di sollievo negli strepiti di furia immotivata ma agonisticamente comprensibile degli avversari.
‘Una partita terribile’. Commenta scuro in volto il presidente Gennaro Totaro. C’è poca voglia di descrivere un pomeriggio di spettri e sofferenza.
La cronaca è la storia ormai ritrita d’un Bari involuto e privo di fonti di gioco.
D’una touche ignobile, che pare aver perso un suo criterio di ragione e identità insieme ai suoi migliori saltatori: i lanci di Risciglione sono un lontano e malinconico ricordo; forse l’ombra resta degli schemi.
D’una mischia fiaccata e disarmata da assenze incolmabili: senza piloni, dato l’ ennesimo infortunio, capitato domenica a Sacchetti, con l’inedita coppia Cellamare-Cangelli in prima linea, e il cartellino giallo ingiustamente comminato a quest’ultimo; forse per solidarietà, il periodo si fa tortuoso e stentato nel tentativo di render conto delle difficoltà dei Nostri ad allestire una ruck competitiva, in serio imbarazzo al cospetto del pesante impeto avversario.
D’un gioco a largo non più farraginoso, ormai inesistente. Triste vedere i nostri pericolosi trequarti, sterili spettatori d’una partita che quasi mai li ha riguardati. E assistere al gramo spettacolo offerto suo malgrado dal buon Occhipinti, che arranca nel mai proposto e a dir il vero improponibile ruolo di apertura, stritolato nelle spire del pressing aggressivo e nervoso dei padroni di casa. L’ovale i centri l’han visto poco, le ali quasi mai.
Il risultato? Un parziale funereo di 12-0 per il Monopoli. Poi, quel che non ha potuto la tattica e la qualità, l’ha fatto l’orgoglio. D’un gruppo che ancora non è pronto a tollerare l’ignominia del sorpasso del Monopoli nelle già disastrate gerarchie regionali; e ancor memore e capace dei fasti d’un tempo, quando la serie B era obiettivo nostro e non altrui. La superiorità nei confronti di un Monopoli sfibrato dalla tensione e da un’inferiorità numerica costante (quattro ammonizioni totali in una partita nervosa ma non contestata), è venuta fuori. Spizzico ha riaperto l’incontro con una meta di fiera prepotenza; e il benemerito Lozito ha sancito il sorpasso con tre piazzati decisivi.
D’una partita da dimenticare, resta soprattutto la mediocre figura di una squadra che sembra aver smarrito la propria identità, e la voglia e la capacità di competere ad alti livelli. In settimana, in allenamento, non si lavora più come una volta. E poi il campo parla. E dice che Cosenza e Trepuzzi sono sempre più lontani; dal Monopoli ci separa invece solo un misero punticino.
Né possiamo nascondere la nostra personalissima perplessità di fronte all’ennesima scelta discutibile d’una stagione poco felice anche dal punto di vista della guida tecnica. L’assenza di Greco è questione annosa e lacrimosa. Così come la sua sostituzione. Investire Stellato di cotanta responsabilità non è parsa la strada più lineare, benché percorribile. Ma bruciare la velocità di Occhipinti in un ruolo delicato e per lui neanche ipotizzabile, e compromettere gli equilibri della squadra intera, è stato semplicemente un errore. Che si è rischiato di pagare a caro prezzo. Lozito ha rappresentato in passato un’alternativa dignitosa come numero dieci, non c’è motivo perché non possa rappresentarla tutt’ora. Lo stesso Spizzico, dall’alto della sua infinita qualità ed esperienza, certo non sfigurerebbe.
‘Ci prendiamo i quattro punti e torniamo a casa. Abbiamo vinto, ed è davvero l’unica nota positiva di giornata’. La sua voce, una delle poche che ancora risuonano autorevoli in uno spogliatoio travagliato, commenta in maniera stringata la vittoria, che si fatica a definir tale, col Monopoli.
Presagi di tempesta. All’orizzonte si addensano minacciose nubi incombenti. L’orizzonte è domenica, le nubi son lo scatenato Trepuzzi. Qualcosa dovrà cambiare. O grandinerà, al Della Vittoria..
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