Integrazione e razzismo, il percorso comune di Cgil e istituzioni
“Cultura alternativa e accettazione della diversità”. Così Fabio Losito, Assessore provinciale alla cultura durante l’incontro organizzato nei locali dell’associazione Abusuan da Cgil e Sportello Immigrati. Sarà proprio l’integrazione il tema delle iniziative previste per il 21 marzo in occasione della giornata mondiale contro il razzismo e per il 4 aprile, giorno in cui la Cgil sfilerà a Roma per manifestare contro l’attuale Governo. Importante l’apporto della Puglia, col presidente Nichi Vendola primo firmatario dell’iniziativa e 102 pullman prenotati. Necessario per l’assessore un percorso comune da effettuare attraverso relazioni strette in un periodo in cui la sinistra vive una forte difficoltà, che termini simbolicamente il 25 aprile, data della liberazione da una dittatura che non accettava la diversità. “Dobbiamo operare un’inversione di tendenza – commenta l’assessore Losito – per evitare il rischio di giungere a un punto di non ritorno caratterizzato dall’intolleranza”.
Le manifestazioni mirano a sensibilizzare i cittadini attraverso la “dimostrazione” di altre culture. Musiche, balli e cucine tipiche avvicineranno mondi solo apparentemente lontani. Saranno benvenuti i clandestini, annunciano gli organizzatori, che potranno così trovare mezzi per il proprio inserimento. Fondamentale la partecipazione per far capire le motivazioni che spingono alla richiesta di cambiamento. In una situazione in cui scarseggiano risposte reali da parte delle istituzioni. “La maggioranza del popolo italiano non si sente rappresentato da questo Governo”, afferma Anna Lepore, segretaria della Cgil Bari. “Ora abbiamo un problema di comunicazione – continua – per cui è fondamentale essere tanti, così da far capire anche ai vertici istituzionali il peso che ricopriamo. In ogni totalitarismo poi c’è uno schema che si ripete, passando dall’intolleranza verso immigrati, omosessuali, comunisti e oppositori politici”.
Durante le prossime manifestazioni sarà chiesta una seria politica di integrazione, fondata sull’inclusione abitativa e lavorativa, contro le politiche restrittive che secondo gli organizzatori hanno sempre causato la proliferazione e il consolidamento delle mafie. Criticati i provvedimenti che fanno perdere la residenza a quanti, dopo la richiesta di idoneità alloggiativa, vedono respinta la propria domanda o a causa dei quali si può perdere la carta di soggiorno se si manca dall’Italia per più di 10 mesi in 5 anni. Intanto i coordinatori provinciale e regionale dello Sportello Immigrati della Cgil promettono una campagna informativa con cui “smascherare la xenofobia latente”.
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