L’Antiquaria, tra passato e futuro

Francesco Radicci

Lacirignola: “Arte e cultura valorizzano la storia e sono gli investimenti migliori”

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Mentre in Fiera è in pieno svolgimento ‘Levante Prof’ – Salone nazionale della Panificazione, ieri mattina è stata presentata la settima edizione de ‘L’Antiquaria’, mostra di antiquariato e collezionismo in programma nel padiglione 20 della Fiera del Levante dal 19 al 22 marzo prossimi. Cento gli spazi espositivi allestiti: non mancheranno mobili, argenteria, statue, dipinti (tra cui anche due inediti di De Nittis), gioielli, armi antiche e numerosi altri pezzi da collezione rari e preziosi, di diverse epoche e stili. “Dopo quelle di Modena e Parma – ha spiegato Antonio Catalano di ‘Metropolis Events’, agenzia organizzatrice dell’evento – la mostra barese è terza in Italia per importanza e prima al Centro-Sud, oltre ad essere una tappa imprescindibile non solo per i mercanti d’arte e un’occasione imperdibile per creare nuovi e interessanti contatti commerciali e di scambio culturale”.
Secondo un recente sondaggio, sono ben 50 mila gli italiani che negli ultimi tre anni hanno acquistato oggetti d’antiquariato, incrementando un settore che, a sua volta, contribuisce a stimolare lo sviluppo economico del territorio e la diffusione dell’educazione all’arte e al bello.

“L’arte e la cultura – ha detto il presidente della Fiera del Levante, Cosimo Lacirignola – oltre a valorizzare la nostra storia, sono i migliori investimenti per il futuro in quanto bello, gusto e ricchezza intellettuale non si svalutano col tempo. In una fase di globalizzazione come quella in cui viviamo è anche importante coniugare cultura e investimento economico, tradizione storica e commercio. Ciò, inoltre, permette di valorizzare e far conoscere, soprattutto ai non addetti ai lavori, un patrimonio comune di inestimabile valore. Da alcuni anni – ha continuato – la nostra linea strategia è avvicinarci ai bisogni del territorio, unendo, insieme a domanda e offerta, anche cultura e mercato. La Fiera del Levante lo sta facendo in maniera anticiclica, controtendenza, in questo caso con uno sguardo al passato in prospettiva futura e puntando soprattutto su qualità e regolarità delle manifestazioni”.
“La crisi – ha aggiunto Catalano – può essere superata proponendo merce di straordinario pregio che possa tranquillizzare l’acquirente, rassicurarlo e invogliarlo all’acquisto, quindi meno abbondanza ma più qualità. Dal 19 al 22 marzo, la Fiera del Levante diventa il luogo d’eccellenza dell’antiquariato e del collezionismo, con l’obiettivo di superare le 20 mila presenze della scorsa edizione”.

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