Rugby Bari soccombe a Cosenza
Nella tana del lupo, il Bari fu sbranato.
Nulla da fare. Il Cosenza s’impone per 44-7, e mortifica le già smunte ambizioni stagionali dei ragazzi di Assenti e Scarano.
Nulla da dire. Ha vinto la squadra più forte. In una partita segnata in partenza dalle troppe rinunce in casa ospite: Greco, Santoro, Risciglione, Stellato, Sacchetti, un breve compendio di un lungo elenco di assenti. Infortuni, sfortuna: soggetti poco raccomandabili; ostacoli insormontabili per un campionato di vertice.
Match comunque gianesco e bifronte. Nel primo tempo, il Bari non ha demeritato. Convinto e compatto, ha saputo opporsi con gran dignità e discreti risultati alle folate offensive di un Cosenza solido in mischia, fluido nel gioco alla mano. Il parziale di 10-0 si fa testimone d’un andamento sostanzialmente equilibrato.
Tutt’altra e mesta cosa la ripresa. La chiave di volta è stata l’uscita per infortunio di Spizzico, elemento insostituibile per Assenti e Scarano: privato della sua esperienza, tecnica, solidità, il Bari s’è sciolto al tiepido sole del pomeriggio calabrese. L’ennesimo forfait, quello di Bianchini, è stato il colpo di grazia. Il secondo tempo non ha avuto storia. Una sfida improba, s’è tramuta in un’agonia durata quaranta minuti. I padroni di casa hanno trovato modo di affondare nelle maglie burrose d’un Bari sfiduciato, e vittima d’un calo fisico e fisiologico; soprattutto Giovanni Fantozzi, giocatore di categoria superiore – per intenderci, uno che ha calcato campi di Serie A – già devastante all’andata nel ruolo di apertura, ha fatto la differenza anche nella giornata odierna come centro. I Nostri, dal canto loro, storicamente deficitarii in touche, si sono crudamente scoperti inferiori in tutti i fondamentali, spogli di fonti di gioco, e con una mediana, con Egidi all’apertura, reinventata e inadeguata per l’occasione. Solo nel finale, è potuta arrivare la meritata meta della bandiera, che ha fissato il punteggio sul 44-7.
Rassegnato ma sereno mister Scarano, raggiunto telefonicamente in serata sulla via di ritorno da Cosenza: ‘Parlo solo del primo tempo, la ripresa non può essere attendibile con tutte quelle maledette assenze. E non ho problemi a dire che il Bari del primo tempo è stato un buon Bari. Certo, è chiaro che a questo punto il nostro percorso si fa terribilmente complicato. Di qui alla fine abbiamo ancora quattro partite da disputare: le giocheremo con tanta grinta e generosità, questo è sicuro. Cercheremo di vendere cara la pelle, e chiudere in bellezza la stagione’.
Stagione fin qui non esaltante, ma neppure tragica, e comunque, non finita. Ci sono venti punti in palio. E soprattutto, c’è da sfidare due volte il Trepuzzi. Per l’orgoglio innanzitutto, di non soccombere agli acerrimi rivali e vendicare le inopinate sconfitte dello scorso campionato. E anche per la classifica. Non tutto è, ancora, perduto.
Domenica prossima si va a Monopoli. Campo ostico. Test importante.
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