Scuola, allarme tagli: 4000 posti a rischio

Antonio Scotti

Cisl, Uil, Gilda e Snals: “Una contrazione di livello drammatico”

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Continua senza sosta la lotta del mondo sindacale contro i tagli di personale previsti per l’anno prossimo dal ministero dell’Istruzione. Secondo i dati presentati quest’oggi dalle segreterie regionali di Cisl, Uil, Glida e Snals, a partire dal nuovo anno scolastico sono a rischio 4000 cattedre, di cui 1450 nella scuola primaria e 2545 nella secondaria. Colpito anche il  personale ausiliario e tecnico amministrativo con 1000 posti in meno. Una contrazione consistente che si andrà ad aggiungere alle riduzioni iniziate quest’anno nella scuola pugliese, dove 1400 persone hanno perso il proprio posto di lavoro per effetto della legge 244/07, ossia la finanziaria 2007.
“Si tratta – affermano i rappresentati sindacali – di insostenibili sacrifici, destinati a produrre una completa destrutturazione del modello organizzativo nella scuola primaria e media del primo ciclo, rendendo impossibile una didattica individualizzata”.

Al taglio del personale, i sindacati aggiungono che presto il ministero guidato da Mariastella Gelmini dovrà rispondere alle richieste dei genitori dei bambini che dall’anno prossimo inizieranno la scuola elementare e per i quali hanno optato per moduli orari lunghi. Per la precisione, sul territorio nazionale, il 56 percento ha scelto il modello a 30 ore mentre il 34 percento quello a 40 ore. “In Puglia le percentuali salgono – continuano i vertici sindacali – ora ci aspettiamo che il ministro dia, come promesso, un riscontro positivo alle famiglie”.

Durante l’incontro è stato proiettato un video dal titolo eloquente: “cronaca di un taglio annuniciato”.  La pellicola ha mostrato come la scuola rischi di trasformarsi dopo gli interventi di riforma voluti dai ministri Gelmini e Tremonti. Oltre alla probabile cancellazione delle ore laboratoriali, i sindacati hanno posto l’accento sulla sicurezza. “Il personale Ata sarà ridotto da 21 a 16 unità, con evidenti problemi di vigilanza in spazi ampi e lunghi dove per percorrere il corridoio sino ai bagni occorrerà forse munirsi di pattini a rotelle”, hanno commentato. Stesso problema lo si avrà per il “controllo delle porte antincendio”, dove un solo bidello dovrà vigilare 7 classi e garantire, in caso d’incendio, l’apertura delle porte antipanico. Per tutte queste ragioni, Cisl Uil, Gilda e Snals hanno annunciato lo stato di agitazione che li porterà, durante il mese di marzo, ad organizzare sit-in di protesta nei punti nevralgici di Bari e provincia. Che dire, la mobilitazione continua.

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Commenti

  • ambiente (utente non verificato)

    mi chiedevo se…
    alle riunioni di rapresentanti di categorie la CGLI non partecipa più o vi siete “dimenticati di menzionarli nell’articolo”
    semplice curiosità…

  • anto82 (utente non verificato)

    La Cgil non ha partecipato all’incontro….

  • saramascelli (utente non verificato)

    No, la Cgil in questo momento si preoccupa d’altro, soprattutto quello di difendere solo chi gli sta più a cuore…