L’addio a Idea Muciaccia
Una scuola tutta per Lei
La sala del commiato del cimitero di Bari è una austera e spoglia bolla di tempo e spazio dove passato e presente dei viventi si incontrano, per l’ultima volta, con l’assoluta, infinita fissità dei defunti. Ma ieri alle sedici non è stato così. Per l’addio a Idea Muciaccia, 94 anni di splendida vita, è stato soprattutto un trovarsi e ritrovarsi insieme a lei, che continua a vivere e scoppiettare nelle vite e nelle memorie di tutti noi che abbiamo incrociato la sua esistenza. E ne siamo stati felicemente cambiati.
Michele Emiliano, che l’ha avuta docente di lettere, ha ricordato, fra le altre cose come sia stata Idea a fargli conoscere la verità sulla tragedia della Seconda Guerra Mondiale e in modo ben diverso da quanto sapesse di suo, dai racconti familiari, molto imprecisi e “orientati”.
Non ci è sembrato assolutamente il caso di scattare foto, per cui accontentatevi delle parole emozionate della vostra cronista che, per una volta, non farà nemmeno il tentativo (che le riesce piuttosto male a prescindere) di staccarsi dalla carnalità dell’evento per raccontare i puri fatti.
Come si fa a parlare di puri fatti con Idea? Lei che ad un tempo insegnava, imparava, incoraggiava, consolava e spronava? Rivedersi ai funerali di un mitica prof, che allo stesso tempo era una madre splendida, una meravigliosa nonna, un’amica straordinaria, un esempio, uno sprone, un modello irraggiungibile, una persona indimenticabile per chiunque, a qualunque titolo, la conoscesse, rivedersi ai suoi funerali, dicevo è come curvare lo spazio-tempo e ritrovare le ragioni, i dolori e le speranze del fare politica e stare nella vita con uno scopo.
E infatti, Idea, già nel nome, sembrava portare la sua missione: insegnare alla gente a ragionare con la sua testa, a non stancarsi mai di cercare le vie della verità e della giustizia. Sociale, magari. Perchè la giustizia, la verità, la pace, la democrazia, il rispetto, la dignità, la consapevoelzza, la forza e il coraggio sono gli ingredienti di una vita che, alla fine, hai vissuto degnamente.
Idea, ecco per te, ancora, i versi di Brecht che ieri Carmela Vincenti ti a letto, ci ha letto, con l’emozione non dell’addio ma del per sempre.
Nelle città venni al tempo del disordine,
quando la fame regnava.
Tra gli uomini venni al tempo delle rivolte,
e mi ribellai insieme a loro.
Così il tempo passò
che sulla terra m’era stato dato. (da “A coloro che verranno” di Berlodt Brecht)
Ti sia lieve la terra, Prof.
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Ora che questa mitica prof., non è più tra noi, l’invito è quello di ricordarsi più spesso delle numerose mitiche prof.che tanto hanno dato alla nostra città.L’invito è principalmente rivolto a tutti gli amministratori, presenti e passati, che hanno avuto modo di conferire titoli onorifici, quali la cittadinanza onoraria, a quattro illustri calciatori,ma che mi ricordi mai ad un insegnante.






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