Amtab, scioperi in vista e malati immaginati
Agitazione in vista per il 9 marzo: possibile la concertazione preventiva
In un momento di incertezza totale a livello nazionale sul diritto di sciopero, in particolare nel settore trasporti, in casa Amtab si affaccia una nuova agitazione in programma per il 9 marzo dalle 8.30 alle 12.30, proclamata da due sigle sindacali, la Cgil e la Uil. Oggetto del contendere 30 mila euro stanziati dal Comune di Bari in favore degli autisti, come rimborso spese per il conseguimento del CQC, la carta di qualificazione del conducente, cioè la patente che abilita gli autisti a condurre i mezzi pubblici e soprattutto a trasportare le persone. Gli autisti in possesso della patente KD hanno dovuto dal 30 settembre 2008 assolvere a questo obbligo di legge e aggiornare con la nuova certificazione la patente, mettendo mano ognuno al proprio portafoglio. I due sindacati vorrebbero destinare questi soldi nelle buste paga degli autisti con il minor grado di anzianità, garantendo ogni mese dieci euro a testa lorde. A beneficiare del rimborso sarebbero gli autisti con parametro 140, coloro che hanno le retribuzioni al momento più basse.
Ma da questa idea resterebbero fuori gli ex parcheggiatori della Stm che hanno scelto dopo la fusione delle due aziende di prendere la patente con l’aiuto economico dell’azienda e di andare a guidare i bus: fuori dal benefit anche gli autisti più anziani (e che da parametro hanno una busta paga più pesante). Le altre sigle sindacali invece chiedono che i 30 mila euro siano spalmati su tutti i 450 autisti dell’Amtab così da percepire in busta una 100 euro di rimborso per l’adeguamento della patente: sembra comunque profilarsi l’idea di una terza via, con una sorta di perequazione verso gli autisti più giovani. Rimborso per tutti ma con un riguardo maggiore per chi possiede il parametro 140.
Questa nuova possibile agitazione si inserisce nella lunga lista di scioperi che nell’ultimo anno ha investito l’Amtab sulla questione dell’accordo economico aziendale che ha comunque visto numerose migliorie nell’azienda guidata da Antonio Di Matteo in termini di diminuzione della morbilità degli autisti, che rischiano di veder sfumare parte del premio di risultato se superano le sette giornate di malattia in quattro mesi di lavoro. “Accade però – rileva Gaetano Minunno della segreteria della Cisal Bari – che dagli uffici dell’azienda partano le visite del medico fiscale anche per lavoratori che in quella data sono e risultano regolarmente presenti in servizio e che non hanno inviato nessuno biglietto di malattia”. E’ successo nel mese del gennaio, quando alcuni dipendenti si sono visti con stupore, di ritorno dal lavoro, l’avviso del passaggio del medico a casa. “Forse è solo un eccesso di zelo aziendale – dichiara Minunno – ma è comunque un errore e un’inutile spesa per l’azienda, che tanto ha fatto in collaborazione con i sindacati per risolvere il nodo della morbilità elevata che troppo spesso ha messo a rischio il servizio di trasporto pubblico a Bari”.
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!






Affitti a Bari, quasi 500 euro al mese per 80 metri quadrati: pesa il 28% del reddito