Il Bari non muore mai

A segno Guberti, l’ex. Oggi la squadra di Conte se l’è vista davvero brutta
Il Bari conserva l’imbattibilità, ormai giunta a quota dieci gare consecutive, riagguantando per il rotto della cuffia una partita ormai persa.
La trasformazione dal dischetto al 92’ da parte di Alessandro Parisi (al suo primo goal in campionato) è stata accolta con un’eco dalla tifoseria biancorossa, gelata dal doppio vantaggio con cui gli uomini di Franco Colomba stavano andando questo pomeriggio al San Nicola ad un passo dalla clamorosa vittoria.
I marchigiani hanno confermato l’evidente momento positivo, approfittando con cinismo delle disattenzioni difensive biancorosse, interpretando però una gara sostanzialmente difensiva.
Franco Colomba, che doveva far a meno all’ultimo anche di Soncin, schierava un iniziale 4-4-1-1 con Belingheri a supportare l’unica punta Cani, che dopo pochi minuti cedeva il posto a un ancor più prudente 5-4-1 con Pesce arretrato sulla linea dei difensori.
Evidente l’intento di arginare le corsie laterali dei biancorossi, loro vero punto di forza. Nonostante ciò Rivas e l’ex Guberti saranno tra i migliori in campo. Di fondo erano i galletti a condurre la partita, trovando nel muro ascolano un ostacolo quasi insormontabile. Si muoveva bene nella prima frazione di gioco il bielorusso Kutuzov, autore di spunti interessanti, prima di calare nella ripresa. Non buona invece la prova di Ciccio Caputo, vicino al goal soltanto in una occasione, al 25’, su un bell’assist di Guberti. E’ mancata la fantasia in mezzo al campo di Mariano Martin Donda, uno che oggi sarebbe davvero servito. A Daniele De Vezze, non al meglio fisicamente e titolare dopo tanto purgatorio in panchina, però si poteva chiedere poco di più.
Ci voleva calma olimpica e freddezza per aprire la difesa avversaria e puntare a rete. Gli uomini di Conte ci hanno provato a ripetizione (nella prima frazione di gioco anche l’ombra di due penalty non accordati. Il secondo, su tiro di Guberti, apparso più nitido del primo), incassando a sorpresa al 28’ il goal su punizione del duttile Pesce, troppo libero di portarsi palla sul mancino prima di scagliare una bordata sotto la traversa a una delle sue vittime sacrificali preferite, Jean Francois Gillet, da lui già battuto in altre occasioni.
La reazione dei biancorossi si è avvertita sin da subito nella ripresa con un doppio traversone pericoloso in area già al 1’. Incredulità e sconcerto, quando in una delle tante palle perse ingenuamente a centrocampo, Cani ha avuto la possibilità di vincere il duello fisico corpo a corpo con Stellini in velocità e appoggiare comodamente a Giorgi, lasciato liberissimo di calciare, per il raddoppio bianconero.
Antonio Conte non si è perso d’animo e ha inserito prima Gianluca Galasso per Stellini, riportando Andrea Masiello nel naturale ruolo di centrale difensivo, per spingere maggiormente sulla corsia di destra, e poi gettando nella mischia anche Pedro Kamata e Davide Lanzafame per tentare il tutto per tutto. Ciò mentre, al contrario, Franco Colomba irrobustiva ancor più la folta schiera di centrocampisti e difensori a protezione del risultato. A furia di macinare gioco sulle fasce il Bari trovava però la rete che dimezzava lo svantaggio, riaprendo il match, su una delle tante iniziative dell’argentino Rivas che sfondava a destra, servendo un assist al bacio per l’accorrente Guberti che la buttava dentro, consumando il più classico dei goal dell’ex. Seconda rete in quattro giorni per lui, davvero ben integratosi nell’economia del gioco barese.
L’Ascoli in campo non c’era più e badava solo a conservare il vantaggio, evitando pure di agire in contropiede. Il Bari, forte di una maggior condizione atletica, che ne sorreggeva l’impeto, invece premeva a testa bassa. L’occasione ghiotta per il 2-2 capitava sui piedi di Davide Lanzafame, che partiva in posizione regolare, stoppava bene, ma non riusciva a due passi da Guarna ad imprimere la giusta potenza al tiro. L’assedio finale biancorosso veniva però ugualmente premiato. Ancora una volta sulla corsia di destra, punto debole nella ripresa dell’Ascoli. Stavolta era Pedro Kamata a penetrare in area di rigore, tocco su di lui di Nastos e calcio di rigore accordato dal signor Pierpaoli. Episodio dubbio, su cui hanno protestato i giocatori bianconeri. Dal dischetto batteva Alessandro Parisi. Palla da una parte e portiere dall’altra.
Pareggio riacciuffato per un soffio, col Bari che oggi ha davvero rischiato di perdere dopo tanto tempo. A essere perso è stato il comando della classifica, ma per come si erano messe le cose non si può parlare di due punti persi. Va dato merito alla squadra di averci creduto sino in fondo. Andranno corretti i dettagli, come ha riconosciuto il mister in sala stampa: gli errori difensivi e le tante palle perse a centrocampo, insieme al poco peso lì davanti, dove non si può dipendere troppo da Barreto e Caputo. Lanzafame non è ancora quello dello scorso anno, Kutuzov si è mosso finalmente in maniera apprezzabile, ma arriva poco alla conclusione, Volpato è stato reintegrato, ma vive ai margini della formazione titolare.
Oggi in tanti se lo sono domandati nuovamente: perché aver tagliato Corrado Colombo?
Tutti quei cross nella ripresa avrebbero reclamato la sua testa e le sue sponde.
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