Bari è mobile, lo dice Euromobility

Necessario un accordo con l’interporto per far entrare in città le merci in maniera razionale e pulita
Una Bari mobile e un pizzico più consapevole rispetto al passato: è quanto emerge dai dati di Euromobilty, l’associazione italiana che riunisce i mobilty manager, specialisti degli spostamenti casa-lavoro, che nell’ambito del progetto di cooperazione transadriatica Most con la città di Tirana ha studiato le abitudini dei dipendenti comunali e di coloro che per lavoro e per shopping frequentano via Manzoni. “E’ il primo studio a livello nazionale su un’area commerciale da noi realizzato – ha sottolineato Lorenzo Bertuccio, direttore scientifico di Euromobility – perché noi andiamo alla ricerca della massa critica, e su una sola via Manzoni si muovono ogni giorno almeno duemila persone. Abbiamo sottoposto un questionario a 140 dipendenti dei negozi, a 224 clienti e a 65 proprietari di esercizi”. Per i primi il risultato è che raggiungono il posto di lavoro per il 47% in auto e per il 36% a piedi ma sarebbero disposti ad utilizzare il trasporto pubblico e in misura minore ma sensibile anche le biciclette del bike sharing, anche pagando 40 centesimi per un’ora di noleggio.
Meno edificanti per via Manzoni sono le abitudini dei clienti: il 64% del campione raggiunge i negozi a piedi, cosa che fa bene alla salubrità dell’aria ma che denota la scarsa ricettività degli esercizi commerciali. Tasto dolente sono le abitudini dei gestori: ogni ora su via Manzoni c’è almeno un furgone dedito al carico-scarico, ma in doppia fila o in aree non consentite. L’idea è di trovare delle modalità per rendere meno impattante su via Manzoni questo tipo di attività: “Con l’interporto di Bari stiamo mettendo in campo un progetto di city logistics, che punta a razionalizzare l’afflusso delle merci in città – spiega l’assessore al traffico Antonio Decaro – la rottura di carico delle merci deve avvenire nell’interporto, per poi entrare in città con mezzi ecologici, magari a trazione elettrica così da poter operare carico e scarico ovunque, con distinzioni per asse commerciale o per tipologia di azienda”. Idea avveniristica, per la quale a breve il Comune di Bari siglerà un’intesa con l’Interporto e che permetterà di presentare lo studio ad un finanziamento Por 2007/2013. Intanto per via Manzoni, come promesso da Gerardo Sisto, rappresentante dei commercianti, sarà riproposta il prossimo 18 aprile l’iniziativa 4ecopassi, che lo scorso 25 ottobre ha trasformato la strada in zona pedonale con sconti speciali per chi dimostrava di aver raggiunto via Manzoni in bus o in bici.
Con il progetto Most, finanziato con 300 mila euro dei fondi europei Interreg Italia-Albania, oltre a formare 60 mobility manager e sperimentare il sistema di car pooling all’interno di grandi aziende come Ikea, Aqp e Fastweb, è stato possibile mappare anche le abitudini di più di 2 mila dipendenti comunali: “Il 22% usa l’auto, un altro 22% i bus urbani mentre il 17% il park and ride – rileva Bertuccio – ma questi sono dati relativi a luglio 2008, quando non era ancora in vigore la sosta regolamentata nel centro cittadino, sede di numerosi uffici comunali”. “Io sono sicuro che ci siano già stati degli incrementi delle percentuali legate a trasporti alternativi all’auto – ricorda Decaro – perché sono aumentate le postazioni di bike sharing e le rastrelliere, i park and ride sono stati potenziati e hanno avuto l’allungamento orario. Magari con la piattaforma unica del car pooling, sarà possibile diminuire la pressione delle auto anche negli stessi parcheggi di scambio, perché al posto di quattro auto ce ne sarebbe solo una con a bordo quattro persone”. Il principio di mettere a disposizione a turno la propria auto, come si è sempre fatto in passato per accompagnare i bambini a scuola, vige già in parte all’interno del Comune di Bari e all’Acquedotto pugliese. E chissà che con il car pooling si inizi ad invertire la rotta della solitudine del guidatore e a risparmiare l’aria da polveri sottili ed anidride carbonica.
Commenti
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Ma scusate L’Interporto, a cui si fa riferimento riguarda “L’interporto nelle cicinanze del San Paolo” che è, già operativo da anni, per la distribuzione delle merci, piccole e grandidimensioni”. Perhe non si parla della X Fabrica della Manufatura dei Tabacchi di via Nicolai.
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Ma chi le fa ste staistiche???
Se mi dite che ora Bari, anche grazie agli sforzi fatti, è una città meno congestionata dalle auto e dallo smog allora significa negare l’evidenza.






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