Pignoramenti, a Bari dati allarmanti

Massimo Melpignano *

I tassi dei mutui, la crisi economica e il sentimento di sfiducia pervade i consumatori

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Continua il drammatico incremento dei pignoramenti immobili.
Le famiglie italiane, già stremate dai continui aumenti delle rate dei mutui a tasso variabile, strangolate dagli incrementi geometrici dei costi dei generi di prima necessità (alimentari, luce, gas) fanno sempre più fatica ad onorare la rata di mutuo.
I dati complessivi dell’anno 2008 segnalano un incremento di pignoramenti nel circondario di Bari senza precedenti.
Al 31 dicembre del 2008 risultano infatti iscritti complessivamente ben 1.016 pignoramenti immobiliari.
L’analisi dei dati semestrali rivela che nel primo semestre 2008 (gennaio-giugno) sono stati pignorati 538 immobili. Invece nella seconda metà dell’anno (luglio-dicembre) i pignoramenti eseguiti sono stati 478. Il dato in discesa del secondo semestre non deve trarre in inganno, considerato che comprende il periodo delle ferie giudiziarie (1 agosto-15 settembre) in cui notoriamente l’attività del mondo della giustizia rallenta.
L’analisi dei dati per trimestre, rivela invece che il periodo nel quale è stato eseguito il maggior numero di pignoramenti è il primo trimestre 2008, con 271 esecuzioni.
Nel periodo luglio-settembre (a causa anche delle ferie giudiziarie) si registra il numero più basso: 223 pignoramenti.
Invece nel periodo aprile-giugno 2008 (II semestre) i pignoramenti sono stati 267. Il quarto trimestre (ottobre-dicembre 2008) ha registrato infine 255 pignoramenti.
Se raffrontiamo i dati con i medesimi periodo degli anni precedenti, i risultati sono assolutamente allarmanti: infatti rispetto al 30/6/07 (485 pignoramenti) i dati rilevati al 30/06/08 (538 pignoramenti) svelano un incremento di pignoramenti pari quasi all’ 11 % ( +10.9 %).

Se guardiamo invece al danno annuo, il 2008, con 1016 pignoramenti, registra un incremento percentuale rispetto al 2007 (930 pignoramenti) di quasi il 10 % (+9.24% ), mentre invece rispetto ai dati del 2006 (785 pignoramenti) l’incremento è di quasi il 30 % (29,4).-

E’ facile notare come l’incremento esponenziale e drammatico dei pignoramenti segni un picco proprio a partire dal 2007, da quando cioè è diventata evidente l’emergenza mutui che ha portato i governi, di entrambi gli schieramenti, ad intervenire con interventi specifici che non hanno risolto il problema.
Infatti il. Decreto Bersani, che assicurava la portabilità dei mutui è rimasto in gran parte inattuato,
Il decreto Tremonti, con la rinegoziazione obbligatoria per le banche, riduce l’importo della rata ma sposta il pagamento della differenza allo scadere del mutuo, allungando all’inverosimile i tempi già enormi dei mutui delle famiglie, anche 40 anni.
Il recente intervento anticrisi prevede la soglia massima per il 2008 del 4% , ma non risolve il problema di oltre 3 milioni e 200 mila famiglie italiane che hanno contratto un mutuo a tasso variabile. Queste famiglie, spesso indebitate con mutui di 30, anche di 40 anni, purtroppo non lasceranno ai propri figli una casa in eredità ma un mutuo ancora da scontare.

Manca una seria ed incisiva politica di reale sostegno alle famiglie, che vada oltre i provvedimenti fasulli e demagogici che non risolvono il problema.
E’ stato fatto uno sconto ai pregiudicati, che grazie all’indulto hanno pagato di meno (riacquistando la libertà in anticipo, il loro debito con lo stato).
Vengono varati consistenti contributi per acquistare auto iper ecologiche che le famiglie in lotta per arrivare a fine mese non potranno mai comprare (e quindi a trarre vantaggio sarà quella fetta della società che sente meno, o non sente del tutto, la crisi economica).
Vengono rottamati i frigoriferi e le lavastoviglie…
Nessuno, dico nessun governo ha mai pensato di allentare la morsa sulle famiglie in affanno, rottamando mutui tossici, contraddistinti da tassi iperbolici, e che hanno creato una generazione di famiglie divenute schiave del debito bancario.

*Vice Presidente Adusbef Puglia

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