La lavagna tattica di Brescia-Bari
Che giocatori ritrovati Donda e Rivas
Alla fine tutti sono stati d’accordo. Da Conte, a Sonetti, passando per i vari giocatori scesi sul campo. Il pareggio è stato il risultato più giusto, con un Bari più creativo e un Brescia più pericoloso sotto porta.
La partita è stata largamente condizionata dal campo pesante, che ha reso più complicato il gioco sulle corsie esterne, specialità dei galletti, ma è stata una partita ugualmente piacevole e divertente.
Sono stati un migliaio i tifosi biancorossi recatisi al Rigamonti per sostenere la propria squadra. Non c’era mai stato un seguito così numeroso in questo campionato in trasferta. Segno eloquente del ritrovato feeling tra tifoseria, società e compagine.
Il primato dei galletti è durato quindici giorni. Un bel sogno, che potrebbe anche continuare, visto che il Livorno verrà affrontato a brevissimo e un sol punto di distacco significa poco o nulla come margine di differenza.
Si potrà parlare all’infinito delle sei vittorie consecutive, record che ha uguagliato quello del 1954, in 4 serie. Non c’è stata la settima vittoria, quella che avrebbe significato il record dei record. Si può vivere senza, suvvia. Diciannove punti conquistati nelle ultime sette gare, frutto di sei successi e di un pari, rappresentano comunque un traguardo altisonante che evidenzia lo stato di forma degli uomini di Antonio Conte.
Cosa è mancato allora ieri? Più che un cosa, diremmo un chi. Victor Barreto. Ciccio Caputo e Davide Lanzafame non ce ne vorranno, ma ieri pomeriggio sono mancati soprattutto loro. Non per impegno, ma per concretezza sotto la porta. L’ex noiano non è risultato determinante come altre volte, mentre l’ex palermitano, pur volenteroso e bravo nel crearsi nella prima frazione di gioco da solo una palla goal, ha girato troppo al largo dalla porta.
Non a caso i migliori sono stati le due ali, Rivas e Guberti. Soprattutto l’argentino ha dimostrato una volta di più di essere un giocatore completamente recuperato. Ha allargato il gioco, giostrando quasi a ridosso della linea laterale, si è accentrato, ha tagliato in mezzo, ha disorientato con le sue finte anche un difensore esperto come Martinez. Lo dicevamo tempo fa: in Primavera sarebbe tornato molto utile. Lo è stato già da prima.
Guberti ha sulla coscienza quel tiro al volo sparato alle stelle, ma ha confermato di sapere il fatto suo in termini di personalità e di qualità. Bell’innesto davvero.
Ma il pensiero ieri va soprattutto a un altro argentino, Mariano Martin Donda. Ci piace spendere una parola in particolare per lui. Da tre gare a questa parte sembra scenda in campo il suo fratello più grande, diligente e costante. Mai più di due tocchi di fila di palla, lanci calibrati col compasso, determinazione nel recuperare palla. E’ questo il Donda che serve al Bari e i risultati si vedono. Sino a qualche settimana fa contro il Brescia sarebbe stato molto più auspicabile schierare in mezzo “mister grinta” De Vezze. Il Donda di questo periodo, anche se non al meglio, riesce a ritagliarsi invece un posto da titolare fisso. Dato non da trascurare.
Uscire indenni da Brescia non era facile. Sonetti se l’era preparata bene la gara. Prima con una punta effettiva, Caracciolo, supportato da Taddei, Zambrella e Dallamano a turno, poi, nella ripresa, addirittura con tre, l’ex sampdoriano, la scheggia Nassi e l’ex romanista Okaka.
Aiutata dai legni, la retroguardia biancorossa ha confermato la sua solidità, concedendo solo occasioni estemporanee.
Venerdì sera ci sarà l’anticipo contro il Vicenza. I galletti domani si preparano con una doppia seduta di allenamenti. All’andata fu Victor Barreto a fare la differenza con una doppietta esaltante. Ad un Bari che deve riagguantare il primato basterebbe anche un Ciccio Caputo ai suoi livelli. Le potenzialità, in generale, per tornare al comando della classifica ci sono tutte.
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