Bari, steccata la settima

Non si può vincere sempre. Non raffreddiamo gli entusiasmi
La classifica dice che si tratta di due punti persi. Le classifiche, però, bisogna saperle pur interpretare. Quella di Brescia, contro una formazione ostica e navigata, non può e non deve considerarsi come una gara buttata alle ortiche.
Il match è stato sostanzialmente equilibrato, anche se ai punti qualche recriminazione in più la può manifestare la formazione di casa, frenata dai due legni di Caracciolo prima e di Nassi poi.
Il Bari tuttavia non ha demeritato. Tanto è attestato dalla traversa colpita da Rivas nella prima frazione di gioco (deviazione aerea smanacciata dall’attento Viviano sulla parte alta della porta) e dal rigore non accordato dal signor Farina,e invece apparso netto, ai danni di Guberti nella ripresa.
Si è avvertita l’assenza di Victor Barreto. Caputo e Lanzafame si sono dati da fare, ma alla fine hanno quagliato poco. Così i più attivi tra le fila biancorosse si sono rivelati i due argentini. Il primo, Donda, da tre gare a questa parte rigenerato del tutto, bravo ad allargare con le sue verticalizzazioni la manovra ; il secondo, Rivas, abile a mettere in difficoltà con le sue serpentine il malcapitato Martinez.
Non malvagia anche la prova di Stefano Guberti, naturalmente calato col passare dei minuti, ma spesso nel vivo dell’azione. Tornerà senz’altro utile.
E’ mancata la conclusione negli ultimi sedici metri. Questo l’appunto ascrivibile agli uomini di Antonio Conte.
Uscire indenni da Brescia non è facile per nessuno, però, e preferiamo guardare il lato mezzo pieno, che quello mezzo vuoto, del bicchiere.
I neo acquisti Nassi ed Okaka hanno confermato le velleità di una compagine che ha risentito poco questo pomeriggio delle partenze di Possanzini e di Savio.
Il Brescia, insomma, c’era, e non è stato Caracciolo dipendente, come qualcuno sostiene.
E’ stato temporaneamente perso il primato, questo è vero. Sostanzialmente il vero rammarico. Il Livorno ha vinto e ci ha scavalcati. Il trittico di partite è appena iniziato e tutto può essere ancora ribaltato.
Manca ancora il colpo grosso contro le big. Ieri se ne parlava proprio con il mister in conferenza stampa. Le rondinelle sono avversari difficili da espugnare sul proprio campo. Non ci sembra si possa vincere sempre. Il Bari dell’ultimo mese e mezzo ci ha forse abituati troppo bene. Non raffreddiamo gli entusiasmi. Sei vittorie di fila possono bastare. L’importante era non interrompere la striscia positiva, e questo per fortuna non è stato fatto.
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