L’Arci Gay Vs Gazzetta

La Redazione

Il presidente dell’Arcigay di Bari lamenta la violazione della privacy in un articolo di cronaca nera

0 12 commenti

L’esposto

Al Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti e Pubblicisti della Puglia
Nella mia qualità di presidente del Comitato Provinciale Arcigay Bari Liberi di Essere, con sede in Bari, sottopongo alla Vostra attenzione l’articolo “Avvocato omosessuale attirato in trappola e rapinato”, a firma Ruggero Cristallo, pubblicato su “La Gazzetta di Bari” del 25 Gennaio 2009 (allegato n.1).
A parere dell’associazione che rappresento, l’autore dell’articolo ha indugiato nel racconto di dettagli non essenziali per l’articolo stesso e di nessun interesse pubblico.
Con tutta probabilità, l’autore dell’articolo ha violato anche la privacy del protagonista del fatto di cronaca, rendendolo di fatto riconoscibile.
Il sottoscritto, con nota del 25 Gennaio 09 trasmessa a “La Gazzetta del Mezzogiorno” per email , ha avanzato alcune critiche sull’articolo del dott. Cristallo; la nota è stata pubblicata con la replica, siglata dallo stesso Cristallo (allegato n.2). La replica aggrava il tenore dell’articolo.
—–—–
Tanto premesso, il sottoscritto
chiede che il Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti della Puglia valuti se la lo scritto e l’operato del dott. Ruggero Cristallo siano o meno compatibili con le norme che disciplinano la deontologia professionale del giornalista.
Bari, 4 Febbraio 2009
avv. Enrico Fusco
Presidente Comitato Prov. Arcigay Bari
“Liberi di Essere”

L’articolo

Avvocato omosessuale attirato in trappola e rapinato
Da un contatto nato su internet l’appuntamento in campagna a Bisceglie
RUGGERO CRISTALLO

• Il brivido dell’avventura, questa volta, gli è costato davvero caro. È stato rapinato, insultato e lasciato, in preda al panico, nelle campagne che s’affacciano sulla statale 16, in direzione nord, poco prima di Bisceglie.
Il protagonista della storia è un avvocato barese di 35 anni: è omosessuale, ma non sembri un particolare inutile. Spiega, piuttosto, perché l’uomo si è trovato al centro della brutta vicenda.
Ebbene, l’avvocato, a cavallo delle feste natalizie, contatta un altro uomo in una chat riservata proprio agli omosessuali. I due si scambiano messaggi e parlano per giorni usufruendo delle possibilità che offre la rete internet. Si piacciono e decidono di incontrarsi, anche perché, nella chat riservata al mondo «omo», è possibile incontrarsi anche in base alle attitudini omosessuali.
Tralasciando altri particolari, si può dire che l’avvocato fosse la parte «femminile» della coppia.
Il primo incontro avviene, pare con reciproca soddisfazione, qualche giorno fa. Tra i due uomini nasce una intesa. Gli scambi sulla rete web continuano, con l’obiettivo di replicare l’in – contro. I due così decidono di darsi un nuovo appuntamento: l’avvocato propone di vedersi in un appartamento, l’amico, invece, insiste perché l’incontro si faccia nello stesso luogo del primo, nelle campagne vicine alla statale 16 bis.
Il legale barese accetta, si mette in viaggio e raggiunge il posto concordato. Dell’amico, però, nessuna traccia.
Ci sono, invece, due altri uomini ad aspettarlo, con tutt’altra intenzione. L’avvocato, sotto la minaccia di un taglierino, è costretto a consegnare tutto quello che aveva con sè: cento euro, un telefonino cellulare, il bancomat, la carta di credito e il navigatore satellitare Tom Tom che aveva posizionato sul cruscotto dell’auto.
Per dare maggiore forza all’azione criminale, i rapinatori lo feriscono a una mano, con il taglierino. L’avventura si conclude in ospedale, poi in questura: prima i due punti di sutura, poi la denuncia. Dei rapinatori e dell’amico dell’avvocato, per ora, nessuna traccia.

La nota di Enrico Fusco

Gentile Direttore,
ho letto con sdegno e stupore l’articolo pubblicato oggi dalla Gazzetta di Bari, a pagina 5, sull’omosessuale rapinato nelle campagne di Bisceglie, a firma Ruggero Cristallo.

Mi ha colpito il linguaggio usato dal cronista, frasi ed allusioni frutto di probabile furore narrativo.
Secondo l’autore del pezzo, l’avvocato barese vittima dell’atto criminoso, si sarebbe trovato “al centro della brutta vicenda” perché omosessuale e frequentatore di chat.
“Si piacciono e decidono di incontrarsi anche perché nella chat riservata al mondo <<omo>> è possibile incontrarsi anche in base alle attitudini omosessuali. Tralasciando i particolari, si può dire che l’avvocato fossa la parte “femminile” della coppia”.
E quale sarebbe la parte femminile della coppia? Quella passiva, forse? Non è dato sapere cosa aggiunga questo dettaglio al testo pubblicato.
Altra domanda: quali sono le attitudini omosessuali cui il cronista fa riferimento? E ancora: la stessa terribile avventura sarebbe stata possibile con un incontro organizzato attraverso una chat riservata al mondo “etero”?

Le parole sono come macigni e lasciano il segno. E i mezzi di comunicazione hanno la grande responsabilità di veicolare non solo notizie, ma anche immagini, visioni che appaiono al lettore. Questa non vuole essere una lezioncina sul politicamente corretto. Ma da voi, dai giornali e dai mezzi di comunicazione, passa il riconoscimento sociale dell’omosessualtà. Dal racconto della dignità e delle verità delle nostre vite filtra un messaggio, dal quale può dipendere la qualità della vita di milioni di persone omosessuali. Fino a non molti anni fa, su tv e giornali, la parola pederasta era equivalente ad omosessuale: l’omosessualità arrivava in cronaca nera ed era confinata nell’area del “torbido” della “devianza”, del “vizio”. E questo serviva per marcare la distanza tra ciò che è bene e ciò che è male. Oggi non è più così, salvo casi – come quello cui mi riferisco – dove cronisti pescano nel proprio repertorio “antico” e danno una immagine stereotipata dell’omosessualità, senza pensare alle conseguenze del loro operato.

La Gazzetta ha dimostrato negli ultimi anni una grande attenzione ai problemi delle persone omo e transessuali e l’articolo del sig. Cristallo esce dal solco tracciato, tornando a raccontare l’omosessualità con accenti su dettagli pruriginosi, anche se solo accennati, che sono fuorvianti e pericolosi, per la realizzazione di una società inclusiva dove tutti, a prescindere dall’orientamento sessuale, abbiano diritto di cittadinanza.

Enrico Fusco
Presidente Comitato Prov. Arcigay Bari “Liberi di Essere”

La risposta di Ruggero Cristallo

Gentile avvocato, ha interpretato a suo modo una notizia di cronaca, attribuendomi pensieri che non ho neppure fatto. Una rapina è una rapina: ne avrei scritto anche se i protagonisti fossero stati eterosessuali. Non ho fatto alcuna allusione e non ho pregiudizi: il 7 dicembre 2007 e il 4 gennaio 2008,sempre sulla “Gazzetta”, ho realizzato due distinte inchieste sul “mondo” delle chat a sfondo (etero) sessuale. Anche quella volta, raccontando solo i fatti. Nell’articolo cui si riferisce non ho fatto commenti, come mi hanno insegnato i miei maestri di giornalismo (senza toga). Quanto alla distinzione dei ruoli, ho aggiunto un particolare che spiega la struttura della chat, senza alcun intento morboso. Se poi vuol sapere cosa penso delle chat, che siano etero o gay, dove ci si incontra per far l’amore, fare sesso o costruire famiglie, mi trova poco entusiasta: le trovo deprimenti. Ed anche pericolose: guardi l’articolo d’apertura, in questa stessa pagina. Ruggero Cristallo.

avatar

Commenti

  • grutigliano (utente non verificato)

    ecco. prima di leggere la nota di fusco avevo già evidenziato e fatto ctrl+c sulla parte che mi sembrava sconveniente. esattamente quella segnalata nella nota del presidente provinciale dell’arcigay.
    mi ricordo che deontologicamente ci si deve attenere allo stretto indispensabile sulle informazioni personali del soggetto. ->

  • therussian (utente non verificato)

    caro Fusco, per mancanza di spazio io mi sono rivolto direttamente alla Redazione, ma va da sè comunque che langue un controllo da parte di un “supervisore” sugli articoli pubblicati.Quello sulla Canalis era firmato, così come quello che ti riguarda.(segue)

  • Enrico_Fusco (utente non verificato)

    @therussian… Per quanto riguarda le omosessualità, io difendo la Gazzetta. Che io ricordi, a parte questo spiacevole incidente, la Gazzetta ha trattato il tema omo/transessualità con estremo garbo ed anche empatia. Io stesso devo molta della mia libertà attuale alla Gazzetta del Mezzogiorno. Io non ce l’ho con il giornale. Arcigay ha deciso di presentare un esposto all’ordine dei giornalisti, perché abbiamo ritenuto che quella fosse la sede per discutere questa cosa.

  • entropia (utente non verificato)

    Oggi anche le pietre sanno che la normalità è una categoria convenzionale, la natura non conosce omologazione, in qualsiasi ambito: le idee generali sono puro arbitrio della specie umana.Per questo, adesso, la invito a riflettere profondamente ed esprimo tutto il mio sostegno all’avvocato e presidente del comitato provinciale Arcigay Bari Enrico Fusco.

  • entropia (utente non verificato)

    I ruoli sono di orientamento di genere, la chat è qualcosa di virtuale, sono due cose di natura diversa. Se avesse voluto fare riferimento alla chat avrebbe dovuto specificare al massimo che in questa si gioca “arbitrariamente” ai ruoli, ma riassumendo brutalmente ha unito due concetti che non c’entrano niente.
    Ora, non voglio pensare che lei sia omofobo, ma sono dell’idea, come ho scritto altrove, che ha comunque l’abitudine culturale malsana dell’idea di normalità.

  • entropia (utente non verificato)

    Distinto Ruggero Cristallo le voglio porgere una domanda schietta, la frase: << Quanto alla distinzione dei ruoli, ho aggiunto un particolare che spiega la struttura della chat...>>, ma cosa c’entra la chat con i ruoli? I ruoli sono di orientamento di genere, la chat è qualcosa di virtuale, sono due cose di natura diversa.

    CONTINUA…

  • Poogliese (utente non verificato)

    “Quanto alla distinzione dei ruoli, ho aggiunto un particolare che spiega la struttura della chat, senza alcun intento morboso.”
    Ma che significa? Non lo capisco davvero, cioè se uno fa una cosa a letto piuttosto che un’altra cambia la struttura della chat? Esce il messenger rosa piuttosto che azzurro? O magari vuol dire che siccome fosse la parte “femminile”, è la parte piu’ debole e piu’ facilmente “rapinabile”? Spiegatemi, non capisco chi si arrampica sugli specchi (piuttosto che scusarsi)

  • torreamare (utente non verificato)

    articolo esagerato, ma anche contro- risposta esagerata!

  • therussian (utente non verificato)

    la gazzetta del mezzogiorno ha molto da imparare in tema di deotologia professionale e rispetto nei riguardi delle persone. esprimo la mia solidarietà all’avv. Fusco e ricordo che qualche anno fa, di domenica, accanto alla notizia sul furto in appartamento subìto dalla sig.na Elisabetta Canalis c’era una foto della suddetta ritratta senza veli e in posa provocante.Complimenti alla Redazione per allora e per ora!

  • diva18 (utente non verificato)

    Carissimo Cristallo…sa come dice mio padre, uomo barese d’esperienza media di vita? “Una parola di meno e ritirati a casa” (mi riferisco essenzialmente alla nota, sull’articolo evito commenti perchè ripeterei le parole di grutigliano). E ho detto tutto.

  • grutigliano (utente non verificato)

    e se pure poteva risultare importante segnalarne l’omosessualità, i vocaboli usati, la “parte femminile” e l’avventurosa caratterizzazione di queste chat “omo in cui è possibile incontrarsi anche in base alle attitudini omosessuali” fanno decisamente storcere il naso. forse con una risposta diversa del dottor cristallo, la questione sarebbe stata ridimensionata…

  • therussian (utente non verificato)

    Ti ricordo solo che un altro giornalista della GdM, anni fa nel corso della campagna elettorale x le regionali, fece degli apprezzamente molto pesanti sulla omosessualità di Nichi Vendola…E’l’intento
    “offensivo” alla “persona” che io condanno e trovo esecrabile.