Rapinavano fitofarmaci e poi li rivendevano a nero

Antonio Scotti

Arrestate dieci persone. I carabinieri del Nas di Bari sequestrano più di 60mila confezioni d sostanze chimiche

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Erano diventati il terrore dei trasportatori di prodotti chimici destinati ad essere utilizzati in campo agricolo. Ma, ieri, le ricerche dei carabinieri del Nas di Bari hanno condotto al risultato atteso giungendo all’arresto di dieci uomini. Tutti facevano parte di una banda che, dal 2007, ha fermato decine di camion, con all’interno fitofarmaci e sostanze chimiche usate in agricoltura. Non di rado i rapinatori sparavano colpi d’arma da fuoco per dissuadere gli autisti da ogni resistenza e farsi consegnare la refurtiva.
L’obiettivo dei malviventi era quello di rubare fertilizzanti per poi rivenderli a nero agli agricoltori. Un’attività illecita e assai pericolosa per la salute dei consumatori. Infatti, il commercio delle sostanze chimiche in campo agricolo è regolato da una rigida disciplina sanitaria,  secondo la quale non può essere venduto più di un certo quantitativo di prodotto in rapporto all’estensione del terreno agricolo.

Per commerciare fitofarmaci e fertilizzanti, infatti, è necessario ottenere un tesserino sanitario che certifica la professionalità dell’operatore. I carabinieri dei Nas hanno pattugliato l’intero territorio nazionale andando ad ispezionare duecentonovanta tra magazzini, distributori di prodotti chimici e tenute agricole. Nel corso dei controlli, i militari hanno riscontrato duecentoventisei infrazioni penali e centocinque violazioni amministrative. In totale sono state sequestrate 60489 confezioni di fitofarmaci e prelevati cinquantanove campioni di sostanze chimiche vendute illecitamente.
Così come spiegato da Ernesto Di Gregorio, comandante del Gruppo carabinieri Nas di Napoli, l’immissione deregolata nel mercato dei fitofarmaci “ha creato un forte allarme nel settore, proprio considerando l’alto numero di sostanze che il gruppo era riuscito a rapinare e a rivendere”. Ora i militari si concentreranno sulle ulteriori ramificazioni del mercato illecito. C’è da giurarci: non mancheranno novità.

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