Avviso agli imprenditori

Mariano Leone

Ci sono differenze nel mondo dell’imprenditoria italiana? Ebbene sì

0 commenta

Diciamocelo,
siamo portati a considerare gli imprenditori come una unica categoria.
Si, abbiamo la Confindustria, le associazioni della piccola e media impresa ed altre associazioni minori. Abbiamo anche l’associazione dei giovani imprenditori, che in realtà si dovrebbe chiamare associazione dei figli di imprenditori.

Ma ci interessa in queste pagine distinguere due categorie fondamentali di imprenditori: gli imprenditori italioti e gli imprenditori sfigati.
Gli imprenditori italioti sono quelli che non rischiano niente, non mettono i loro soldi nelle imprese, guadagnano soltanto. Alla categoria degli imprenditori italioti appartengono i patrioti che hanno “salvato” l’Alitalia senza metterci una lira in nome dell’italianità , per poi venderla a Air France .
A loro va il “merci beacoup” della stampa francese per il regalo alla loro compagnia.
Alla stessa categoria appartiene il proprietario di Air One che non ha niente da spartire con l’italianità ma è riuscito a rifilare i suoi debiti ai contribuenti italiani.
Alla categoria degli imprenditori sfigati appartengono tutte le imprese dell’indotto, tutti i fornitori delle due compagnie. Tutti quelli che quotidianamente mettono in gioco i propri soldi,la propria professionalità, i destini delle proprie famiglie per fornire servizi e cose alla categoria degli imprenditori italioti.

La borsa italiana.
Alla categoria degli imprenditori italioti appartiene la dozzina di famiglie che regola la borsa italiana.
La borsa italiana è nana, volutamente nana, destinata a rimanere nana. Non è rappresentativa di niente se non degli interessi di poche famiglie.
Trovo patetiche le valutazioni sullo stato dell’economia che si rifanno agli andamenti della borsa italiana.
Ogni 5 o 6 anni la dozzina di famiglie che appartengono alla razza degli imprenditori italioti aprono la borsa al pubblico, al parco buoi, per procurarsi denaro vero per poi cacciarli subito dopo.

Banche e Assicurazioni
Alla categoria degli imprenditori italioti appartengono la cinquantina di persone che di fatto controllano tutto il mondo bancario ed assicurativo. Sono gli stessi manager che hanno reagito alla denuncia dell’Antitrust che finalmente ( era ora!) evidenziava l’intreccio perverso e le partecipazioni incrociate delle banche e delle assicurazioni nazionali con la seguente affermazione: “Come si fa a criticare questo sistema finanziario proprio quando ha dimostrato di essere il più resistente alla crisi finanziaria”.
Come siamo fortunati.
Possiamo tornare all’economia della mano morta come formula per sottrarci alle insidie del mercato o meglio ancora torniamo al baratto, per liberarci dai pericoli finanziari.
Mercato e libera concorrenza sono per gli imprenditori sfigati. Non per loro.
Avevamo un progetto di class action che non ci soddisfaceva completamente, ma rappresentava un modo per permettere ai morti di fame di poter attivare contenziosi con questa categoria di monopolisti e oligopolisti ma è stata prontamente accantonata.

Evasione fiscale

Alla categoria degli imprenditori italioti appartengono quelli che evadono per 100 miliardi all’anno, a quella degli sfigati appartengono gli imprenditori che non solo pagano anche per loro ma che subiscono gli effetti di un sistema fiscale forte con i deboli, terribile con gli evasorelli, ma assente con gli autori di vagonate di evasione. Sono della razza degli imprenditori italioti quelli che possono godere di società all’estero, di un sistema di Planning Fiscale internazionale di fatto impenetrabile al fisco. Permettetemi di simulare una ipotesi di conversazione di uno studio professionale che ha provveduto, che provvede e provvederà anche per il futuro ad indicare le modalità di elusione fiscale utilizzando la localizzazione delle imprese in nazioni a fiscalità agevolata.
Dopo avere illustrato il Planning Fiscale internazionale e l’opportunità di trasferire il tesoro di famiglia all’estero, di fronte ai rimasugli di perplessità dell’interlocutore il titolare di questo studio utilizza l’argomento principe, quello che convince i più dubbiosi.
Ma lei se la sente come imprenditore di tenere i suoi soldi e le sue attività in un paese che potrebbe nominare Ministro delle finanze uno come me?

Spostamento della ricchezza.
Dal 1990 assistiamo ad uno spostamento di ricchezza dai redditi di lavoro alle rendite e profitti.
Ma la tendenza sta interessando non solo l’impoverimento dei redditi da lavoro dipendente e salariale ma si sta estendendo ai lavoratori autonomi ed alle piccole e medie imprese. A tutta la categoria degli imprenditori sfigati.
Una parte sempre più piccola di imprese si sta arricchendo ed un parte sempre più numerosa di imprese si sta impoverendo.
Sul piano nazionale gli imprenditori italioti ( quelli che si stanno arricchendo) sono quelli che godono di concessioni governative o di regime di monopolio o oligopolio. Pensate alle banche ed alle assicurazioni, all’energia, alle autostrade, alle televisioni, alla telefonia .
Sul piano periferico pensate a tutta la categoria di imprenditori italioti che vivono di appalti pubblici, di connivenze con la classe politica. Anzi ormai non abbiamo più nessuna linea di demarcazione tra attività politica ed affari . Sono la stessa categoria di persone.
Quelli che sono fuori dal giro sono gli imprenditori sfigati .
Lo spostamento di ricchezza che si è avviato ormai dai redditi di lavoro alle rendite e profitti,
si sta riproducendo con lo spostamento di ricchezza dai lavoratori autonomi, dalle piccole e medie imprese a vantaggio delle grandi imprese e continuerà, ingrossando le fila degli imprenditori sfigati.

Le categorie di imprenditori.
L’attuale sistema politico e l’attuale sistema organizzativo, le provvidenze finanziarie, le politiche fiscali sono solo e solamente in funzione di una sola categoria di imprenditori privilegiati (italioti) a svantaggio di tutti gli altri (sfigati).
Con la libera iniziativa, con il mercato , con l’innovazione puoi solo aprire un negozio di frutta e verdura . Esiste una contiguità sempre più esplicita tra gli imprenditori Italioti, tra le loro organizzazioni di categoria e la gestione politica.

I piccoli e medi imprenditori debbono difendersi non solo dalla classe politica ma anche dalle loro stesse istituzioni contigue con il potere politico.
Non esiste una sola categoria di imprenditori ma una contrapposizione tra due categorie.
La categoria di quelli protetti dalla politica nazionale e periferica, da un regime di concessioni, da un sistema monopolista o oligopolista e la categoria di tutti gli altri.
Che ci stanno a fare ancora insieme.

Diciamocelo e convinciamoci.

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!