Barak Obama: la Storia ha voltato pagina

Riprendiamo un vecchio articolo che però potrebbe essere stato scritto stanotte
[Era il giorno della vittoria, il 4 Novembre 2008. E abbiamo quasi di getto scritto questo breve editoriale. Dopo aver ascoltato il discorso di insediamento, abbiamo capito di aver visto giusto, lungo e fuori dalle solite ovvietà che si sono sprecate di fronte a questo evento assolutamente epocale. Ecco perchè ve lo riproponiamo, sperando di fare cosa gradita. Anche i commenti sono di novembre 2008]
E’ toccato all’America, ancora una volta, o meglio agli Stati Uniti d’America, segnare un altro momento storico le cui conseguenze, nel breve e nel lungo periodo, ricadranno poi sull’intero pianeta, come spetta solo alle superpotenze.
L’elezione di Barack Obama a Presidente degli Usa, va molto al di là della semplice notazione etno-sociale, di “primo nero” che tocca questa soglia.
Barack Obama è molto più di questo e forse in Europa, o nel resto del mondo, non è ancora fino in fondo chiara e lucida la formidabile prospettiva che la sua comparsa disegna sul landscape della Terra intera.
E’ un nero, certo, ma sua madre era bianca. E suo padre non era afroamericano, ma africano di prima generazione, un keniota, la cui grande famiglia è ancora viva e vegeta in patria. Il presidente degli Stati Uniti D’America è dunque figlio legittimo e consapevole di due immensi continenti, figlio dunque del mondo.
Ancora: Barack non porta in sé trecento anni di odio razziale, di senso di inferiorità, di rabbia per lo schiavismo e la segregazione. Lui non è discendente da coloro che furono tratti in catene, come bestie, a lavorare per i bianchi americani.
Di qui la sua assoluta purezza, levità e umanità di chi è “innocente” dei peggiori mali d’America, in quanto non appartiene nè alle vittime né ai carnefici, ma è tuttavia perfettamente figlio di una cultura e di una visione del mondo che consente a chiunque di sperare e operare per il bene della comunità.
Ed è sintesi interculturale vera e potente, icona del mondo che verrà o che è già arrivato e che non vediamo e apprezziamo solo per ignoranza, cecità, egoismo, stupido senso d’apparteneneza al tabù inesistente della “razza”.
Ecco perché Barack Obama può parlare ai massimi registri dell’oratoria e della politica mantenendosi prossimo alle cose di ogni giorno ( è utile esercizio rivedere e risentire il suo discorso di accettazione della candidatura, magari aiutandosi con una buona traduzione italiana, in rete è tutto disponibile). Cogliendo così l’effetto carismatico di chi parla a tutti, facendo però sentire ciascuno al centro della sua attenzione.
Non illudiamoci che sia stata solo una questione di consulenti della comunicazione: lui ha carisma da vendere, ha cioè capacità di attirare su di sé l’attenzione e il rispetto, aiutato certamente dalla buona educazione che lo distingue, lo stile impagabile con cui parla degli avversari (si è congratulato con Mc Cain anche quando scelse quella tremenda donna che spara come vice presidente), la sua limpida determinazione e convinzione di essere egli stesso il cambiamento.
La scelta, poi, il giorno della nomination, nello scorso settembre. di chiamare in un grande stadio quasi 90 mila persone, tutte del suo partito certo, ha un significato che potrebbe essere utile anche alle nostre latitudini: ha voluto riaffermare la centralità delle persone fisiche, singole e irripetibili in una campagna elettorale difficile e complessa che giunge in un periodo complesso e difficile non solo per gli Stati Uniti, ma soprattutto per il principale alleato europeo.
Nel tempo della rete e delle email (chiunque poteva iscriversi al sito di Barack e ricevere puntuali aggiornamenti multimediali sul procedere della campagna) ha voluto riaffermare che poi sonole persone a fare la storia, a determinare il cambiamento. Dando un esempio formidabile, ancora una volta, di carisma e intelligenza: The One (Quello), come lo chiamava McCain, è l’America, si sente l’America soprattutto perché a seguirlo e a incoraggiarlo ci sono milioni di veri americani. Ma è anche il Mondo, a cui finalmente gli Usa potrebbero guardare come alla casa comune e non più come allo scacchiere da controllare e dominare.
Commenti
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spero tanto che il nostro governo adesso capisca,che gli immigrati bisogna integrarli e non solo usarli………e sono per le classi miste e non di un unico colore………Grande Barak Obama,grande fiducia ad un uomo di 47 anni………….
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Sono davvero contento che abbiate rispolverato questo bellissimo articolo, visionario e propositivo di una via, che una “nuova sinistra” culturalmente laice e “responsabile” pouò intraprendere.
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non ho mai nutrito il sogno dei Kennedy mentre per la prima volta dopo la seconda guerra mondiale finalmente gli Stati Uniti d’America tornano al ruolo che gli spetta di Leader del Mondo. Perché in nessun altro paese del mondo poteva diventare Presidente un Barack Obama. La nostra aspettativa è superiore alle sue possibilità!!! Per questo occorre che OGNUNO DI NOI SI ASSUMA LA SUA RESPONSABILITA’. Mettiamoci in marcia! CHANGE è possibile HOPE abbandoniamo le paure
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Con Obama inizia un’altra pagina di storia! Rivedendo il suo discorso mi sono commosso.
“…un uomo il cui padre sessant’anni fa avrebbe potuto non essere servito al ristorante oggi può starvi davanti a pronunciare un giuramento sacro…” Il futuro è appena iniziato! -
I sogni e le speranze, che da giovani, nutrivamo nei confronti di J.F. Kennedy, spero si avverino con Obama.
Basterebbe che si impegnasse a fermare tutte le guerre in atto e sarebbe un grandissimo passo avanti.
Dio aiuti l’America e tutti i popoli del mondo. -
Con Obama è possibile tornare a sognare un mondo migliore, ad evere speranza nella giustizia sociale, a vedere attenzione verso i poveri, i disabili,gli anziani,gli omosessuali, le minoranze,a pensare che siamo tutti uguali al di là del colore della pelle, con la destra NO e nella destra c’è pure quella rappresentata da aziendabari!
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Finalmente è stato eletto presidente degli Stati Uniti un’uomo che potrà riportare un po’ di pace nel mondo,che con i soldi che fino ad oggi sono stati spesi per la guerra in Irak andranno,come di diritto,agli operai,ai pensionati americani,al sistema sanitario,al sociale e non più ai fabbricanti di armi.Finalmente,dopo anni di ingiustizie nel mondo ritornerà ad essere un po’ più normale con un po’ di pace in più.
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Barak è un conservatore, protezionista e clericale.
Molto più a destra di McCaine che è un liberale e laico.
Obama, come Vendola, è solo un incantatore di serpenti.
Tanto poi farà le stesse cose di Bush.
Beata innocenza!! -
Negli Stati Uniti un afromericano diventa la persona più potente del mondo. Nella nostra piccola città una ragazza africana muore sulla tangenziale senza nome e senza nessuno.
Forse che anche noi dovremmo avere la forza di cambiare lo stato delle cose? Aspetto una riflessione di Fortunata. -
L’AMERICA SI E’ SVEGLIATA! Ho passato l’intera notte davanti al video,credetimi ne valsa la pena, ho sofferto, mi sono emozionato ho condiviso una gioia ed non mi vergogno nel dirvi e confessarvi che ho anche pianto.Sono state lacrime di gioia per aver visto UNO DI NOI, salire sul gradino più alto del mondo, portando i valori della pace, dei diritti e degli ultimi e non DEL CINISMO (come afferma il grande OBAMA. ITALIA SVEGLIATIIIIIIIIIII
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E’ un ragazzo dalla maturità di un uomo…
E’ “puro”, come sottolinea Fortunata…
E’, e mi auguro lo sarà prestissimo, l’uomo in cui è riposta la fiducia per un nuovo mattino, per un nuovo mondo…
SPERO CHE I NOSTRI POLITICI IMPARINO!!
BASTA CON ANZIANI AL GOVERNO, I GIOVANI HANNO IDEE MIGLIORI PER IL FUTURO!!
I miei più sentiti auguri al nuoo Presindete Barack! -
con la crisi globale un segnale forte e deciso sarebbe stato non spendere per la manifestazione 150 milioni di dollari…
ma questo forse non importava a nessuno!






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