Addio Pd, torno nell’Onda

L’avvio della fase costituente del Partito Democratico ha rappresentato una grande occasione storica per unire non solo le “storie” di due grandi formazioni politiche come quelle dei DS e della Margherita, ma anche il serio tentativo di sbloccare, riformare e modernizzare il sistema politico italiano, teso a realizzare un Progetto di grande respiro capace di coinvolgere cittadini con e senza tessera per un’ampia partecipazione attraverso il protagonismo di ciascuno.
Non dimentico le parole di Veltroni rivolte “a quei milioni di italiani che trovano la politica chiusa e che se provano ad avvicinarsi ad essa, è più facile che si imbattano nella richiesta di aderire ad una corrente o ad un gruppo di potere piuttosto che ad un’idea, ad un progetto”.
Il 14 ottobre 2007, il giorno delle primarie nazionali e regionali aderimmo in molti – impegnati in percorsi di cittadinanza attiva – a quell’idea, a quel progetto e indicammo in Michele Emiliano il personaggio politico a livello regionale in grado di interpretare quel progetto. Purtroppo le logiche correntizie hanno preso dovunque il sopravvento sull’impegno di Veltroni, Emiliano e tanti altri rappresentanti eletti direttamente dalle primarie del popolo del centro-sinistra per la riforma della politica. Tutti i giorni sui quotidiani nazionali e locali sono apparse e continuano ad apparire interviste, interventi dei leaders nazionali che producono lacerazioni e divisioni interne e non solo in netto contrasto con l’idea progettuale iniziale. Per questo pur mantenendo ben salda l’adesione al disegno iniziale del Partito Democratico, nato dalla storia dell’Ulivo, sento di non voler e non dover partecipare alla prova di forza in atto delle vecchie correnti dei due partiti che stanno demotivando la parte più vitale, giovani e non solo, del mondo produttivo, sociale e culturale del Paese.
Per questo, confermando appieno la fiducia in Michele Emiliano, ho deciso di lasciare il Gruppo consiliare del PD e rientrare nella mia lista di origine, la lista civica Emiliano per Bari. D’altronde per chi vive a fianco della cittadinanza attiva ha l’obbligo morale di essere coerente con questo impegno per la riforma della politica e dei suoi metodi lontano da tutti i giochi di potere che strozzano la libera partecipazione al dibattito politico. Sono convinto che con il lavoro quotidiano dell’ARCA Centro di Iniziativa Democratica che da tredici anni è attiva nel territorio cittadino sostenendo l’idea di coalizione politica del centro-sinistra, riusciremo a dare un grande e leale contributo alla rielezione di Michele Emiliano a Sindaco di Bari.
*Consigliere Comunale
Commenti
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Incredibile!O il PD è un colabrodo che fa acqua da tutte le parti o alcuni dei suoi esponenti la vedono si tanto dura per le prossime amministrative da candidati del PD, da indurli a far ritorno a nidi più tranquilli! Storie da prima Repubblica!Auguri dott. Paolini, con l’augurio che l’onda non la investa e la cali a picco!
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scommetto o sull’idv o su un riciclo di un altro genere.
al pd non ci credono, ma a loro chi ci crede? -
Egregio dott. Paolini, ho un solo dubbio. Perché continuo a non fidarmi del Progetto con la P maiuscola, tendente a riformare (ahi) e modernizzare (ahiahi) il sistema politico italiano? Forse perché è tanto ma tanto simile all’altro, speculare Progetto con la P maiuscola, allestito dal Piccolo Hans sempre al meritorio fine di riformare modernizzare blabla e non – per carità – al fine di meglio controllare 55 milioni di utili idioti?
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Vedendo il sito del dr. Paolini ho notato che è amante del mare e della pesca sub: penso che con l’onda si trovi a suo agio, conoscendolo politicamente è indubbia la sua coerenza eesendo espressione della cittadinanza attiva e non un yes man, vero procivitate?
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Il servilismo in politica, caro liberalmente è caratteristico di chi tiene a confermare postazioni di privilegio o comunque a trarre vantaggi. Sapessi quale prezzo ho pagato per non essere mai stato uno yes man!Alle ultime elezioni amministrative non fui candidato dal mio partito nella lista per il rinnovo del Consiglio della VI Circoscrizione, e tuttavia non navigai la dove sarei stato certamente eletto e dove mi avevano offerto di candidarmi, tanto a destra che a sinistra.
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Per spirito di appartenenza accettai in extremis la candidatura in una lista federata al mio partito,dove ottenni un largo consenso. Contestualmente numerosi candidati nella lista del mio partito ottennero un consenso così ridicolo da non meritare d’essere ricordato.Oggi come 30 anni fa sono sempre dalla stessa parte,senza aver mai chiesto e ricevuto nulla e senza quindi dover ad alcuno nulla, fosse anche un misero sì! Sapessi quanto è bello essere liberi,………peensatori!!






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