Cinema, benvenuto in Puglia
Il bilancio di Felice Laudadio
E’ già nel cassetto dei ricordi l’edizione n.0 dell’Italia Film Fest: i numeri parlano chiaro, 17500 uomini e donne hanno seguito gli eventi in programma, ben 150 in cinque giorni e mezzo, 220 cineasti ospiti in città, 1900 ingressi negati al Galleria che per le sue proiezioni ad un prezzo politico di un euro (escluse le anteprime della sera a 5 euro), ha visto accomodarsi nelle sue sale ben 7816 persone. Al Kursaal Santalucia, la novella casa del cinema pugliese, ben 5012 amanti della settima arte hanno affollato le lezioni mattutine e le proiezioni in programma, senza contare il migliaio di persone che alla Libreria Feltrinelli hanno incontrato le “rising stars”, giovani attori e attrici, promesse del cinema di casa nostra. Al Piccolo di Santo Spirito ben 150 persone hanno seguito RO.GO.PA.G. mentre al Visconti di Monopoli sala stracolma, 150 persone in piedi e altre 500 sedute per ricordare Fabrizio De Andrè nel decennale della sua morte.
“Sono dei dati sotto gli occhi di tutti, è difficile immaginare una quantità di eventi che hanno visto sempre il tutto esaurito – ha sottolineato Nichi Vendola – e c’è stata un’adesione fisica del territorio. E’ stato un evento povero di mondanità, poverissimo di finanze ma ricco di forze”. Il governatore pugliese ricorda come molti lo accusino sempre e solo di fare poesia e di non pensare “alle cose serie”: ma il cinema è una cosa serissima, in Puglia finalmente si inizia a comprenderlo, e bastava in questi giorni farsi un giro nei luoghi deputati agli incontri, alle lezioni, dalla sala degli Affreschi dell’Ateneo, al Fortino o anche un po’ più lontano, in quel di Mola di Bari, per capire che l’attenzione sul significato della settima arte in questi anni e del suo potere economico, seppur minato dai venti di crisi, è una chiave di svolta per un territorio che non vuole asservirsi ad un bieco sfruttamento delle risorse. “La scommessa sul cinema in Puglia – ha ricordato Vendola – ha una ragione empirica. Perché ci dobbiamo espiantare? Perché la Puglia deve essere solo un versatile e magico set? Questa concezione non ci piaceva e non ci bastava. L’industria del cinema è un pezzo di noi, ora non ragioniamo più e solo di necessità di fare da sfondo. E nell’Italia Film Fest non c’è sciovinismo, non c’è retorica patriottata, noi vogliamo rompere gli steccati dl localismo, vogliamo la Puglia fatta di cultura a cosmopolitismo, perché noi non siamo gregari. Noi vogliamo far muovere i giovani nel cinema, macchina degli incantamenti ma anche voglia di ricchezza strutturata.
Abbiamo fatto bene e il successo ci dice che dobbiamo andare avanti su questa strada”.
Per il Cinema Italiano ha chiuso ieri sera con un bell’omaggio a Ennio Morricone, con i 96 anni di uno stupefacente regista vivente come Mario Monicelli ed ha messo in evidenza come film quali Il Divo e Gomorra sono l’essenza attuale del fare cinema, di come e quanto esprimano la voglia di una parte dell’Italia di capire e di capirsi, di analizzare quello che è.
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