Italian Film Fest, Guardami e Ascoltami
Oggi lezione di cinema con Ettore Scola e evento speciale a Monopoli con Effedia, l’omaggio a De Andrè
Guardami.
No Pietro non dico a te, è il titolo del film di oggi.
Sai, quello in cui c’è lui che guarda lei che guarda l’altro che a sua volta è un po’ in ambasce perché si sente osservato mentre fa una cosa per guardoni. Sì, in effetti credo di aver perso il senso della storia. Dunque ricominciamo.
Guardami.
Sembrano chiedermi i cerulei occhi del figlio del padre. (Oddio… diciamo che mi piace pensarla così).
Ascolto osservo rifletto sulle parole di qualcuno (maledetto Giuda, è sempre tutta colpa sua!) mentre guardo gli occhi di un altro. Travolta da un insolito destino di fronte al gelido mare del grigio gennaio dell’Italia Film Fest.
Pietro me lo aveva detto di stare attenta, che a guardare troppo si rischia di non vedere più. Non è colpa mia. È il cinema che li rende tutti così belli. E belle. E in fondo, non è lui quello che ora resta inebetito di fronte al suo neo perfetto?
Lascio Pietro ad ammirare la sua Venere che come lei nessuna mai, mentre mi avvicino un po’ di più a Marco Pulici che in realtà assomiglia molto a Michele Placido (o forse è il contrario?).
Certo è vero che più osservo, più mi confondo. Ma se me lo dice uno come Ferrario io non posso che ubbidire. Testarda mi accanisco sulla forza del mio potere mentale.
Allora riproviamo ancora una volta.
Guardami.
Certo gliel’ho chiesto in silenzio, ma è pur vero che uno sguardo sa essere molto loquace.
Dal mio posto però vedo solo la figlia del papà di Giovanna che guarda lui che parla con quell’altro. Ma allora non c’è scampo. Rifletto su come non si possa sfuggire al potere riflettente degli specchi.
Guardami.
Adesso è Pietro che me lo dice. Sì, lo so. È il titolo del film.
Ah non era questo?
Dici che lo sto fissando troppo?
Eh, ma ora mi chiedi troppo! Vero che sono qui per puro amore cinematografico, ma quello è pur sempre Adriano Giannini!
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