Ancora un tram per Casini

Salvatore Tatarella*

Il centrismo è morto, ma lui non lo sa

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Quella di un nuovo centro è davvero una fissa per Pierferdinando Casini. L’ha nuovamente rilanciato recentemente, teorizzando addirittura il tramonto dei due più grandi partiti italiani, il pdl e il pd.
Che il partito guidato da Walter Veltroni non attraversi un particolare periodo di grazia è un dato inoppugnabile. Tracolli elettorali, inchieste giudiziarie, questione morale, lotte intestine, disfacimento organizzativo, fuga degli iscritti e quella eterna guerra fra Massimo D’alema e Walter Veltroni stanno mettendo a dura prova la fragile costituzione di un partito, concepito in provetta e totalmente estraneo alla tradizione politica italiana.

Ben diversa è, invece, la situazione del pdl. Nel nascente partito di Silvio Berlusconi e di Gianfranco Fini non c’è nessuna guerra in corso e tutti i sondaggi continuano ad essere particolarmente favorevoli. Al massimo, forse, si registra un deficit di dibattito politico, come acutamente osserva su Fare Futuro webmagazine Alessandro Campi, ma certo nessuno può parlare di crisi, di lacerazioni o, addirittura, di tramonto, come, ci pare, azzardi l’on. Casini, associando un forte e vincente pdl a un pd in evidente crisi di identità.

Ma c’è ancora lo spazio, politico ed elettorale, per un nuovo centro come si affanna ancora a pensare il leader dell’udc ? No, non c’è, e la risposta l’ha data ieri, proprio un insospettabile, come Marco Follini. Un centro equidistante dai due schieramenti ed ago della bilancia non esiste più e non può più essere ricostituito. Una forza centrista, anche ve vuole continuare a mantenere una sua posizione autonoma, con simbolo, liste ed organizzazione partitica, deve, comunque, fare una chiara scelta politica. O col pdl o col pd. Tertium non datur. E a Casini, che qualche giorno prima aveva invitato i moderati del pd ad abbandonare quel partito per costituire una nuova formazione centrista, Follini ha risposto, invitandolo, a sua volta, ad una chiara e netta alleanza col il pd.

Non c’è, quindi, lo spazio, né gli uomini, per un nuovo e ricorrente sogno centrista, che è definitivamente morto con la dc, la prima repubblica e la democrazia proporzionalista. Spiace constatare che una persona avveduta come l’on. Casini sia ancora uno dei pochi in Italia che ancora non se ne renda conto.
A giugno si vota per le europee e per molte amministrazioni locali. Che farà l’udc ? Pensa ancora di correre autonomamente, come ha fatto in Abruzzo ? Significherebbe candidarsi ad un sicuro suicidio politico ed elettorale. In Abruzzo larga parte della classe dirigente e dell’elettorato udc è passato con il pdl. Stessi segnali vengono dalla Puglia. Cosa aspetta Casini per dare una registrata alla linea politica dell’Udc ?

Dopo le europee, i deputati del pdl e quelli dell’udc confluiranno tutti nel ppe. Insieme nel Parlamento europeo e divisi in quello italiano ? Che senso avrebbe, tenendo conto anche che, ormai, circa il 75% della legislazione nazionale è orientata da quella europea ?
Non c’è molto tempo, ma quello che resta è sufficiente per una chiara e netta correzione di rotta. Del resto, in tutte le amministrazioni chiamate al voto, l’udc sta insieme al pdl, sia quando è al governo, sia quando è all’opposizione. Confermare subito e con chiarezza le alleanze locali ancora in atto sarebbe già una apprezzabile e saggia manifestazione di coerenza politica.

Dopo le europee, poi, costituito a Bruxelles il gruppo unitario del ppe e avviato in Italia il corso del nuovo partito del popolo della libertà, sezione italiana del ppe, chi impedisce a Casini e a tutto l’udc, di confluire in questa nuova e grande organizzazione di massa ?
Ci pensi l’on. Casini. Il tram della storia, generosamente, gli passa ancora davanti. Non lo perda. Potrebbe essere l’ultimo.

*Eurodeputato PdL

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Commenti

  • procivitate (utente non verificato)

    In linea di massima sono concordo con buona parte dell’analisi proposta dall’On.le Salvatore Tatarella. Tuttavia, non escludo l’ipotesi che nel medio termine anche il PDL possa essere interesato da lotte intestine interne ai suoi componenti e/o alle dormienti correnti. Rinviamo comunque questo dibattito ai prossimi mesi,allorquando dovranno comporsi le liste per le Consultazioni Elettorali per il rinnovo del Parlamento Europeo e per gli enti locali.

  • gandalf (utente non verificato)

    Egregio Eurodeputato PdL ma…a noi cittadini l’ha ordinato il dottore di votare mi raccomando o PdL o PD, tertium non datur? O è diventato un dogma di…Fede? E’ sempre più chiaro che si tratta di due facce della stessa medaglia: il tutto è finalizzato a far sì che 55 milioni di utili idioti siano meglio controllati da pochi pupari. Piano Gelli docet. (continua)

  • gandalf (utente non verificato)

    (continua)…
    Poi, quando vince la cosiddetta Destra davanti al naso dei suoi elettori viene sventolata la bandiera del rigore contro gli extracomunitari, dei soldati ad assicurare Ordnung und Diszipline per le strade e dei grembiulini per i nostri bambini; quando vince la cosiddetta Sinistra si fa un gran parlare di DI.CO., di matrimoni fra gay e dell’altra paccottiglia libertaria. E tutti vissero gabbati e contenti a 500 euro al mese con contratto a termine.