PD a Modugno

Fabrizio Cramarossa et alii*

Si chiede l’Assemblea Cittadina

2 4 commenti

Il PD, anche a Modugno, è nato con l’ambizione di unire persone e gruppi provenienti da storie culturali diverse e con l’intento di richiamare alla partecipazione politica i numerosi cittadini che per lungo tempo sono stati delusi dalle strutture dei partiti tradizionali, rivelatisi sempre più inadeguati a cogliere il senso e la dialettica dei nuovi processi storici.
Da ciò dovrebbero derivare valori, principi e linee operative a fondamento dell’organizzazione del nostro circolo cittadino:

1. ispirarsi al massimo dell’apertura verso l’esterno e adottare pratiche rigorose che garantiscano la trasparenza e la regolarità della democrazia interna, che è l’unico fondamento di ogni scelta politica;
2. fare in modo che il circolo cittadino sia la sede naturale in cui si individuano le domande che emergono sul territorio, si progettano le attività di impegno civico volontario e si realizzi un confronto sereno e proficuo con gli amministratori locali, mantenendo la dovuta separazione di ruoli;
3. promuovere e vivacizzare il dibattito culturale finalizzato soprattutto a sollecitare quella formazione/autoformazione socioculturale, senza della quale non è possibile incidere nelle realtà territoriali e nelle stesse amministrazioni locali.

Una sede territoriale del PD capace di costituirsi e di organizzarsi sul territorio secondo questo spirito non può che esprimere una forte discontinuità nei confronti dei modi e delle forme che hanno caratterizzato la vita politica recente. Una discontinuità che è necessaria sia per superare il generale impoverimento dei partiti, sia soprattutto per fare del PD un credibile propulsore della vita politica della nostra comunità.

In ragione di queste considerazioni generali, un gruppo di militanti iscritti al PD di Modugno ritiene utile la convocazione di una assemblea, che richiede al coordinatore cittadino, da svolgersi possibilmente entro la fine di gennaio ’09, al fine di consentire alla base del partito di confrontarsi sulle recenti scelte politiche compiute dal PD locale. Essi sono dell’opinione che per un cambio di rotta politica, così significativo come quello avvenuto di recente in Consiglio Comunale, non sia sufficiente la discussione avvenuta nel direttivo. In quella circostanza hanno espresso e confermano oggi il loro netto dissenso. Esso non riguarda la prospettiva di un accordo con l’UDC, prospettiva alla quale non si può che guardare con attenzione, specie alla luce dei recenti avvenimenti che anche a livello nazionale hanno determinato una sofferenza del PD. Il dissenso è relativo alla constatazione, sulla base di dati di fatto, che l’operazione condotta a Modugno non indica una prospettiva politica chiara (se non quella di completare la legislatura), non pone le basi per un’intesa politica che rappresenti una scelta limpida e di ampio respiro per chi l’ha compiuta, non rappresenta in alcun modo quella spinta all’innovazione e al cambiamento dei modi della politica, che pure Veltroni ha invocato nella recente direzione nazionale.
Si stenta a comprendere il senso del non meglio definito “progetto per Modugno”, orgogliosamente sbandierato da più parti e in varie circostanze, come nuova frontiera del fare politica. Pare invece un già visto tante e troppe volte nella storia di questo Paese, un vizio ciclico della politica che sopravvive a se stessa, in nome di un bene comune che resta poi virtuale. Questa è semplicemente un’ alleanza trasversale tra la gran parte delle forze presenti in consiglio comunale, peraltro già inaugurata circa una anno fa col nome creativo di “programma istituzionale”: Quali sono i risultati amministrativi raggiunti? Cosa fa pensare che i due assessorati attribuiti all’UDC e la presidenza del CC a Forza Italia aiutino a fare nei prossimi due anni, peraltro segnati da diverse campagne elettorali, ciò che dopo un anno non è stato fatto? Dov’è l’interesse pubblico? Quali sono le proposte capaci di dare un’ identità, oppure una nuova identità, all’azione amministrativa?

Tutto questo merita una discussione larga, approfondita e soprattutto aperta a tutti i militanti che si riconoscono nel PD, al fine di condividere una linea politica che tenga in debito conto proposte, stimoli e suggerimenti che la base saprà certamente offrire e fare in modo che si ottimizzino e non si disperdano in sterili conflittualità, le risorse umane e professionali di cui il PD modugnese dispone. Porre basi solide a fondamento del partito nuovo che si vuole insieme costruire è, infine, l’unico obiettivo che ci si pone.

*Fabrizio Cramarossa coordinamento PD Modugno
Raffaele Macina coordinamento provinciale PD
Roberto Cramarossa circolo PD Modugno
Laura Guarini coordinamento PD Modugno
Elisabetta Del Zotti coordinamento PD Modugno
Maria Calvi assemblea costit. reg. PD e coord. provinciale PD
Angelo Brancaccio circolo PD Modugno
Francesco Fragassi circolo PD Modugno
Serafino Corriero coordinamento PD Modugno
Vito Belladonna circolo PD Modugno
Nicola Loiacono coordinamento PD Modugno

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Commenti

  • dodobari (utente non verificato)

    Cara Fortuna,
    certo con il tuo “ottimismo” non sò dove vorresti arrivare..

  • pachito (utente non verificato)

    Come mai avete un assessore alla qualità della vita e all’ambiente,ma non avete mai fatto un convegno sulle tematiche ambientali che stiamo vivendo a Modugno e mai il vostro assessore è intervenuto ai numerosi convegni arganizzati dalle associazioni.
    Quando vi deciderete, quando sarà troppo tardi…..

  • proambiente (utente non verificato)

    Condivido con te pachito e come comitato Pro Ambiente siamo pronti a qualunque confronto pubblico. Non è questo il PD? Noi siamo Cittadini ed elettori ed a noi spetta il giudzio sugli amministratori dei nostri soldi.
    Tino Ferrulli ( presidente comitato )

  • kramerf (utente non verificato)

    Cara Fortunata,non avremo alcuna difficoltà a provare orrore di noi stessi, come non ne abbiamo alcuna a ridere di noi, a prenderci in giro e a metterci in discussione e in gioco. E’ il vizio di chi non si prende troppo sul serio, che evidentemente lei non corre, visto che usa termini così “importanti” per temi di questa portata. Orrore fa l’olocausto, orrore fa la guerra, orrore fa una malattia. Le miserie umane, come certa politica, sono una cosa più piccola e meno importante.
    Gli orrendi.